Per l’evento privato volantini, musica e buffet li paga la Pat, Zeni: “Inopportuno, gestione disinvolta della cosa pubblica”
Per l’evento sono stati stanziati 4.636 euro, Kaswalder si difende: “Non un finanziamento ma una collaborazione per dare visibilità a due istituzioni, una pubblica e una privata”. Zeni lo attacca: “Ormai ci siamo abituati a vedere cose nuove, ma questi comportamenti denotano scarso senso delle istituzioni”
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TRENTO. “La Presidenza del Consiglio provinciale, ha ritenuto che questa fosse una ottima occasione per valorizzare anche Palazzo Trentini ed un vicolo molto frequentato ma poco conosciuto: vicolo della Sat”, si può riassumere così, utilizzando le parole di Dario Chilovi capo di gabinetto nonché braccio destro del presidente Walter Kaswalder, la posizione del Consiglio della Pat sulla vicenda alquanto spinosa del “finanziamento” per l’evento privato “Un vicolo, due palazzi” (QUI articolo).
“Finanziamento”, parola volutamente messa fra virgolette perché secondo lo stesso Kaswalder non si è trattato di questo, ma bensì “di collaborazione nell’organizzazione di una occasione per dare visibilità a due istituzioni (una pubblica e una privata) e a due palazzi (uno affrescato all’interno e l’altro con una splendida facciata appena restaurata) collegati da un vicolo che, come i due palazzi, risulta poco conosciuto”.
“La collaborazione” come già anticipato si è svolta, lo scorso 22 novembre, in occasione dell’evento “Un vicolo, due palazzi” durante il quale si è tenuta una fastosa cerimonia per l’inaugurazione del restauro di palazzo Seracini-Cresseri in via Manci a Trento, sede di proprietà della Sat.
L’evento però aveva attirato l’attenzione del consigliere provinciale Luca Zeni, del Partito Democratico, che aveva puntato il dito contro le spese sostenute proprio dalla Presidenza del Consiglio provinciale “non si comprende come mai, per quanto rilevante, un evento privato promosso da un ente privato dentro immobili e spazi privati debba essere finanziato dall’ente pubblico” sosteneva Zeni, che per questo aveva deposito un’interrogazione per chiedere spiegazioni.
La risposta, per mano di Kaswalder, è arrivata e con essa sono state rese note anche le cifre della “collaborazione” fra Presidenza del Consiglio provinciale e la Società degli alpinisti tridentini. Infatti se nella sua replica il presidente del Consiglio non vuole parlare sentir parlare di finanziamento rende noto come l’ente che presiede abbia stanziato per l’occasione 4.636,40 euro (Iva compresa) per “l’organizzazione dell’evento […] con lo scopo di regalare alla città di Trento un’occasione di partecipazione istituzionale, culturale ed insieme popolare”.
Il programma della giornata prevedeva gli interventi dei Presidenti del Consiglio Provinciale e della Sat, la visita guidata nei due palazzi, un concerto del Coro della Sat e, in conclusione, un momento conviviale con aperitivo di saluto. “Le spese per l’organizzazione dell’evento saranno suddivise fra le due istituzioni” si legge nella determina firmata da Chilovi, se non è chiaro quali siano le spese sostenute dalla società alpinistica quelle sostenute dalla Presidenza sono note: 370 euro per la stampa di 1000 depliant a colori, 500 euro per il service audio e 3250 euro per un aperitivo con bevande e finger food salati e dolci, per circa 250 persone.
“Ormai siamo abituati a vedere cose nuove – il commento di Zeni, per nulla soddisfatto delle risposte ricevute – ma questi comportamenti denotano ancora una volta lo scarso senso delle istituzioni di chi si trova attualmente a gestire il potere. Siamo di fronte a un’anomalia – spiega il consigliere – che la Presidenza promuova un evento privato va bene ma che lo faccia con soldi pubblici no. Forse potrà anche essere una scelta legittima e che non infrange una specifica legge – riprende – ma sicuramente è quanto mai inopportuno che la Pat si metta ad elargire contributi”.
A non convincere Zeni è soprattutto la risposta ricevuta in merito alle possibili collaborazioni future, infatti Kaswalder afferma che la Presidenza si riserverà la possibilità di prendere le opportune decisioni quando si presenterà l’occasione, che si potrebbe tradurre con un “valuteremo caso per caso”. Ma in assenza di criteri il rischio è che a prevalere siano altre logiche: “Questa non risposta – accusa Zeni – getta delle ombre sull’operato delle istituzioni, senza criteri e parametri le decisioni saranno delegate all’arbitrarietà di chi governa in quel momento. Si tratta di operazioni anomale – conclude il consigliere del Pd – che danno l’idea del modo disinvolto con il quale si sfruttano le istituzioni trentine”.








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