"Il Festival dello Sport come strumento di propaganda elettorale". Maestri tuona contro Kaswalder
"Le istituzioni piegate al sostegno di un candidato" accusa la consigliera del Partito Democratico. Il riferimento è alla mostra di Palazzo Trentini dal titolo “Campionissime. Da Merckx a Pogacar: la storia del ciclismo nelle biciclette della collezione Ernesto Colnago", dedicata alle biciclette iconiche della storia del ciclismo

TRENTO. Un evento del Festival dello Sport, in corso di svolgimento in questi giorni a Trento, trasformato in strumento di propaganda elettorale a meno di dieci giorno dal voto? L'attacco deciso, nei confronto del presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder, candidato alla prossima competizione elettorale con Patt, lo sferra la consigliera del Pd Lucia Maestri.
Il riferimento è alla mostra “Campionissime. Da Merckx a Pogacar: la storia del ciclismo nelle biciclette della collezione Ernesto Colnago", inaugurata giovedì a Palazzo Trentini, sede del Consiglio Provinciale della Provincia di Trento, alla presenza di diverse autorità, tra le quali il "padrone di casa" Kaswalder che, sempre secondo la Maestri, ha utilizzato l'evento come "ennesima passerella elettorale, proseguendo nella strada abitudine all'uso personale delle istituzioni".
"Con la leggerezza arrogante che ha contraddistinto la Presidenza del consiglio provinciale in questa legislatura - si legge nella nota ufficiale diffusa dalla consigliera del Partito Democratico -, prosegue la strana abitudine all'uso personale delle istituzioni, piegate in favore di uno schieramento e di un candidato. Non era mai accaduto che, ad una settimana dal voto, il Presidente del Consiglio provinciale in carica (Walter Kaswalder, ndr) - che è anche un candidato in corsa per la rielezione - utilizzasse un pubblico evento, promosso e sostenuto anche dall'assemblea legislativa, per farne un'ennesima passerella elettorale, come testimoniano le immagini diffuse dall'ufficio stampa del consiglio provinciale stesso ed esibite anche sul sito ufficiale dell'istituzione".
"Passi l'idea balzana - prosegue il comunicato - di trasformare la sede del consiglio provinciale in una sorta di "museo della bicicletta", ma ciò che stride è la manipolazione di una simile iniziativa per chiari scopi di promozione dell’immagine appunto di un singolo candidato, che gestisce la “cosa pubblica” come fosse sua. Si tratta di qualcosa che va oltre la campagna elettorale. Si tratta di un vergognoso utilizzo spregiudicato ed antidemocratico dell’autonomia speciale e delle sue istituzioni. Si tratta della riprova di una “cultura dell’ occupazione” dei luoghi del dibattito politico, nella convinzione di poter esercitare sugli stessi un diritto di proprietà, a dimostrazione di una palese inadeguatezza di taluni al ruolo pubblico ricoperto. Non è questa la lezione che ci proviene dalla storia della nostra autonomia e dei vertici del Consiglio provinciale che, va ricordato, si sono sempre distinti per sobrietà e capacità di essere veramente “super partes”. Almeno fino ad oggi".


















