In Provincia arriva il lavoro somministrato. Il consigliere Zeni: "Non ha senso affidare al privato ciò che competerebbe al pubblico"
Il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni ha scritto una lettera indirizzata a Walter Kaswalder per chiedere chiarimenti: la scelta della Giunta di affidare alla veneta Job Italia spa il servizio di somministrazione di lavoro temporaneo (in favore della Provincia) solleva infatti svariate perplessità

TRENTO. Il lavoro somministrato è arrivato anche in Provincia, e a esporre i propri dubbi al riguardo, in una lettera indirizzata a Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale, è il consigliere provinciale del Partito democratico Luca Zeni.
"Lavoro somministrato in Provincia: per quali ragioni?": così, Zeni titola la propria missiva destinata a Kaswalder e nella quale specifica di desiderare "una risposta scritta da parte dell'interpellato". Un testo nel quale il consigliere del Pd descrive anzitutto l'antefatto: "La Giunta provinciale, “per far fronte a temporanee e urgenti necessità di personale”, affida a Job Italia spa il servizio di somministrazione di lavoro temporaneo in favore della Provincia", spiega citando la deliberazione della Giunta provinciale in merito alla quale chiede delucidazioni.
Una scelta, quella della Giunta, che ha evidentemente sollevato alcune perplessità, conducendo Zeni a mettere nero su bianco i propri dubbi:"Di cosa si tratta tecnicamente? Il contratto di somministrazione di lavoro è un particolare rapporto di lavoro che si caratterizza per il coinvolgimento di tre soggetti: un’agenzia per il lavoro (somministratore), un’impresa o un privato (utilizzatore) e, infine, il lavoratore (somministrato), che viene assunto dal somministratore per essere poi inviato a svolgere la propria attività presso l’utilizzatore - spiega Zeni in principio -. Lavoratori, questi, che hanno diritto ad un trattamento economico e retributivo inferiore a quello dei dipendenti di pari livello già operanti presso l’utilizzatore o da questo assunti direttamente", precisa.
"Premesso che l’Amministrazione pubblica può stipulare contratti di somministrazione solo a tempo determinato e posto che le emergenze sanitarie alle quali si fa riferimento (utilizzate per giustificare la scelta della Giunta) paiono superate dagli eventi, ciò che colpisce è l’adozione di una procedura della quale francamente non se ne vede necessità, né utilità alcuna", dichiara Zeni. Il consigliere provinciale non comprende per l'appunto "perché la Provincia non possa assumere direttamente lavoratori a tempo determinato e stanti le graduatorie in essere, garantendo così agli stessi anche condizioni economiche più dignitose, in un momento di grave crisi occupazionale".
Dubbi di Zeni che si sommano a quello relativo alla ditta Job Italia spa, con sede in Veneto, a cui la Provincia ha affidato il servizio di somministrazione di lavoro temporaneo: "Un'azienda con sedi in 31 città italiane, ma con nemmeno una sul nostro territorio: va da sé che nasca qualche perplessità anche sulle procedure di affido di questo servizio", vista anche la presenza sul territorio trentino di differenti possibili altre "realtà come Adecco, Manpower o l'Agenzia del lavoro. Forse la Giunta provinciale non ritiene del tutto affidabili le sue strutture e quindi si rivolge, sempre più spesso, fuori dai proprio confini a quel mercato privato del settore sanitario. Questa è semplicemente una delega al privato di compiti spettanti al pubblico, con una palese logica di aumento dei costi".
Una vicenda che nel complesso ha sollevato molte domande e che "sembra spingere lo sguardo nella direzione di una sempre più stretta dipendenza del Trentino dai territori lombardo-veneti, tanto cari alla retorica politica dell’attuale maggioranza provinciale - conclude il consigliere provinciale del Pd - a norma di regolamento si richiede risposta scritta".












