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Arriva Salvini e il Comune si blocca, la Lega: ''Ci sono due ex ministri e non si può proprio mancare: non vengono per fare campagna elettorale ma per organizzare dei tavoli''

Critico Carlo Andreotti, ex presidente della Provincia: "Sindaco e maggioranza hanno sbagliato a rinviare la seduta in quanto aveva i numeri per impedirlo". Il primo cittadino Andreatta: "Decisione dei capigruppo, la seduta è stata spostata e si è aggiunto un consiglio: tutto salvaguardato"

Di Luca Andreazza - 20 febbraio 2020 - 05:01

TRENTO. "Il Consiglio si doveva tenere in ogni caso. Sindaco e maggioranza hanno sbagliato a rinviare la seduta in quanto aveva i numeri per impedirlo", queste le parole affidate a Facebook di Carlo Andreotti, ex presidente della Provincia, che aggiunge: "Libera la Lega come partito di non partecipare: se ha scarso senso delle istituzioni, sono i suoi elettori che devono capirlo".

 

La notizia è ormai nota, mercoledì 26 febbraio arriverà a Trento il segretario della Lega, Matteo Salvini per un appuntamento elettorale in vista delle elezioni comunali che si terranno a maggio. Il calendario è fissato da ormai tanto tempo, piuttosto fitto per diverse scadenze e temi da affrontare, ma la richiesta della Lega è arrivata durante la riunione dei Capigruppo che si è tenuta lunedì sera. Il centrodestra ha fatto sapere che per la serata di mercoledì non sarebbe stato presente e quindi diventava necessario spostare il consiglio (Qui articolo).

 

"Abbiamo comunicato la nostra impossibilità a partecipare al consiglio comunale in quanto praticamente tutte le minoranze sarebbero state assenti mercoledì prossimo. I numeri a palazzo Thun sarebbero stati bassi - spiega Bruna Giuliana, consigliera comunale della Lega - una decina di consiglieri e così la seduta è stata spostata. Ci sono due ex ministri e non si può proprio mancare: non vengono a Trento per fare campagna elettorale ma per organizzare dei tavoli". 

  

Il più battagliero è stato Andrea Maschio di Onda Civica, ma non è bastato perché dopo diversi tentennamenti il Partito democratico ha deciso di assecondare la richiesta arrivata dalla Lega: consiglio comunale spostato. "Una decisione della conferenza dei capigruppo - commenta il sindaco Alessandro Andreatta - che hanno raggiunto una mediazione. Il programma iniziale era quello di svolgere tre sedute tra il 25 e il 27 febbraio, ma è stato tutto spostato al 3 e 4 marzo. Istituzionalmente non si perde, ma si aggiunga un appuntamento in più per poter discutere e approfondire le varie questioni".

 

Nel frattempo è intervenuto anche Franco Ianeselli, candidato sindaco del centrosinistra e Patt, sull'immancabile presenza dei consiglieri provinciali, assessori e del presidente Fugatti all'ennesimo raduno leghista nella Capitale (Qui articolo): "Mentre è in gioco il destino della Regione, loro vanno a Roma a prendere ordini. Il 3 maggio si cambia. Questa volta lo dobbiamo dire noi, assieme a tutte le persone che hanno a cuore il futuro della nostra comunità, autonoma e speciale".

 

La replica è arrivata da Katia Rossato, consigliera provinciale in quota Lega sulle pagine del Secolo Trentino. "Mi stupiscono le dichiarazioni di Ianeselli sino ad un certo punto. Il modello di autonomia che lui e i suoi propongono è di tipo autoreferenziale. I mantra di questi presunti innovatori, che hanno dalla loro parte la stampa, sono Isolazionismo e Autoreferenzialità: due mali che la sinistra guidata dal sindacalista della Cgil Franco Ianeselli vorrebbe imporre anche per il futuro, offrendo una visione distorta di autonomia ai trentini”.

 

''Rossato - prosegue l'articolo - ha poi spiegato che nel corso dell’incontro svoltosi a Roma vi è stato molto interesse da parte delle altre regioni nei confronti delle battaglie svolte dalla Lega per il sociale''. Leghisti che parlano ai leghisti di buone pratiche leghiste, tutto legittimo ma anche (forse) abbastanza autoreferenziale (questo senza ombra di dubbio), mentre la consigliera provinciale ha concluso: "Il Trentino piccolo e solo della sinistra è la continuazione dell’immobilismo degli ultimi anni del Comune di Trento".

 

Questo anche se proprio la Lega, senza tenere conto del proprio slogan "Aiutiamoli a casa loro", ha deciso di smantellare la cooperazione internazionale, restringere i criteri per accedere alle case Itea e aumentare l'Irpef per le fasce a reddito più basso. Ma anche una visione e una sinergia sempre più distante dall'Alto Adige.

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