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Ballottaggio che vai, Patt che trovi. A Riva del Garda va a destra, corre da solo ad Avio e ad Arco che fa?

Un andamento ondivago delle Stelle alpine nei turni di ballottaggio che sembra strizzare l'occhio un po' di qui e un po' di lì. Il dato, però, è che il consenso agli autonomisti è andato in calo in quei territori in cui si sono rivolti al centrodestra rispetto a 5 anni fa

Di Luca Andreazza - 29 settembre 2020 - 12:45

TRENTO. Ballottaggio che vai, Patt che trovi. In ogni territorio chiamato a votare per il secondo turno gli autonomisti variano alchimie e accordi. 

 

A Riva del Garda è stato firmato un apparentamento con la candidata sindaca Cristina Santi e la destra a trazione carroccio nella sfida al primo cittadino Adalberto Mosaner, una decisione che lascia qualche malumore sul campo (Qui articolo). In quel di Arco le Stelle alpine non si sono ancora esposte, ancora neutrali tra il sindaco uscente Alessandro Betta (centrosinistra) e Giacomo Bernardi (centrodestra): qui non sembra comunque ancora escluso un eventuale appoggio a Lega e Fratelli d'Italia.

 

Nelle amministrative di Avio il Patt è protagonista del ballottaggio: Marco Pilati parte indietro (21,41%) e si gioca le sue carte contro Ivano Fracchetti (42,06%). La scelta sembra essere quella di correre da soli, senza cercare convergenze con quelle forze politiche che si sono fermate al primo turno.

 

Un andamento ondivago delle Stelle alpine nei turni di ballottaggio che sembra strizzare l'occhio un po' di qui e un po' di lì. Il dato, però, è che il consenso agli autonomisti è andato in calo in quei territori in cui si sono rivolti al centrodestra rispetto a 5 anni fa. 

 

Il Patt a Riva del Garda è sceso dal 20,72% (elezioni vinte in coalizione proprio con Mosaner) all'8,43% all'ultima tornata elettorale. Un discorso simile è avvenuto in quel di Arco: elezioni vinte con Betta e questa volta la decisione di sostenere Roberto De Laurentis, linea che non sembra aver pagato: le Stelle alpine sono crollate dal 20% al 4,43%.

 

Anche a Brentonico la scelta di seguire la Lega di Raffaelli ha portato un segno "meno" nelle preferenze: da 8,97% in coalizione con Pd e Upt a sostegno di Agostino Peroni (Perenzoni al 57,82%, Peroni al 33,74% e Raffaelli all'8,83%) al 6,65% per un risultato complessivo del 22% dell'alleanza. Un tracollo a Ledro, rispetto alla corsa solitaria si è deciso di puntare Renato Girardi e il primo cittadino uscente è stato riconfermato (dal 58% al 54%) ma gli autonomisti sono passati dal 19,23% al 7,71%. Non solo, l'urna sembra aver punito anche quelle figure che sono state percepite vicino alla Lega (Qui articolo). 

 

Premiato, o almeno non troppo punito, il "Patt di centrosinistra": le Stelle alpine hanno indicato Franco Ianeselli per trovare convergenze e vittoria (dal 9,75% del 2015 al 7,80% del 2020). A Rovereto c'è attesa per il ballottaggio ma il contributo alla coalizione di Francesco Valduga è rimasto invariato nel quinquennio a quello apportato all'allora sfidante Andrea Miorandi: circa il 4%.

 

Segno "più" invece a Ala con Claudio Soini (dal 7,24% del 2015 al 12,30% del 2020) e a Lavis con Andrea Brugnara (dal 20,23% al 21,70%). Sostanziale tenuta a livello di blockfrei, seppur in flessione: dal 15% all'11% a Mori (riconferma di Stefano Barozzi del centrosinistra) e dall'11% al 9% a Pergine (riconferma di Roberto Oss Emer).

 

Intanto a Avio, come anticipato, il Patt è intenzionato a continuare la corsa solitaria senza cercare alleanze pre-secondo turno. E la coalizione a sostegno di Tullio Zampedri (19,61%) composta da "Avio per tutti" e "Avio democratica" prende atto e lascia campo libero ai propri elettori. 

 

"Abbiamo presentato un programma con delle proposte innovative e ambiziose - spiegano le liste "Avio per tutti" e "Avio democratica" - ma concrete e estremamente realizzabili. Tra tutte però la proposta in cui abbiamo creduto maggiormente è stata quella di sostenere un modo diverso di fare politica basato sul rispetto reciproco, sul confronto costruttivo, sulla condivisione di idee finalizzata al bene comune. Purtroppo per pochi voti non siamo arrivati al ballottaggio e nei giorni scorsi ci siamo trovati a discutere su quale potesse essere la nostra posizione nel confronto che interesserà la nostra comunità domenica prossima".

 

Nessuna indicazione ma libertà di voto. "Se da un lato ci sentiamo lontani dalla proposta politica sostenuta dalla coalizione di Ivano Fracchetti, dall’altro evidenziamo perplessità nei confronti delle modalità di azione del Patt e della possibilità che un partito che rappresenta il 20% dell’elettorato aviense ambisca ora a governare da solo. Preferiamo lasciare che ciascuno dei nostri sostenitori faccia la propria valutazione sul voto di domenica, concentrandoci piuttosto sulle migliori modalità per portare avanti le nostre iniziative e proposte anche al di fuori del consiglio comunale".

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