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Cia: ''Le elezioni in Emilia Romagna ci devono insegnare che il linguaggio forte che porta allo scontro di piazza non funziona. Trento va ascoltata e non liberata''

Il leader di Agire richiama la coalizione all'abbassare i toni. Un altro approccio da evitare quello della politica contrattualistica. Cia: "Un metodo che si è rivelato fatale per il Movimento 5 stelle". In questa settimana il centrodestra dovrebbe arrivare a indicare il candidato sindaco per il capoluogo

Di Luca Andreazza - 28 gennaio 2020 - 19:45

TRENTO. "Le elezioni in Emilia Romagna devono insegnarci che ci sono due tipi di politica che non funzionano", queste le parole di Claudio Cia, consigliere provinciale in quota Agire, che aggiunge: "Il primo è il ricorso a linguaggi forti, che aizzano allo scontro della piazza, dell’amico contro l’amico e del vicino contro il vicino, durante il quale i limiti e le regole sembrano venire meno".

 

Il leader di Agire richiama la coalizione all'abbassare i toni. "Utilizzare termini come 'libereremo Trento', 'conquisteremo il capoluogo', 'cacceremo il centrosinistra da Palazzo Thun' non può essere una soluzione. La città è per storia mite e difensiva - prosegue Cia - più che sovversiva. Non mi si fraintenda, la mia non vuole essere un’esaltazione del 'volemose bene': la politica per sua natura è anche conflittuale, così come attrito tra le idee delle diverse forze politiche, per formare l’energia necessaria per sbloccare Trento dal pesante immobilismo andreattiano".

 

Il secondo approccio è quello della politica contrattualistica. "Un metodo che si è rivelato fatale per il Movimento 5 stelle - aggiunge il consigliere provinciale - non ci si deve basare su un accordo tra segreterie di partito e una determinata serie di provvedimenti che le parti si impegnano ad attuare. Questo da un lato non tiene conto delle opinioni dei singoli rappresentanti istituzionali e dall’altro lato conduce ancora una volta all'immobilismo al primo imprevisto, soprattutto se a sottoscriverlo sono partititi ideologicamente variegati".

 

Un cambio di paradigma ritenuto necessario per affrontare le prossime elezioni amministrative. Una coalizione di centrodestra alla ricerca del candidato sindaco nel capoluogo, ma anche in quel di Rovereto. Dopo l'impegno leghista in Emilia Romagna, ma anche i tanti ''Grazie, ma no grazie" (Qui articolo), l'impasse dovrebbe essere superato nel corso di questa settimana, mentre l'unica situazione certa è quella che si è sbloccata in queste ore nel Comune di Brentonico (Qui articolo).

 

"E' chiaro che per guadagnare la fiducia degli elettori trentini, questi due approcci non possano ritenersi sufficienti. L’unico modo positivo di intendere la politica è quello di servizio alla cittadinanza - conclude Cia - solo questo sarà in grado di smuovere Trento dall’immobilismo, diventare un punto di riferimento e di sicurezza alla popolazione".

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