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| 09 feb 2020 | 05:01

Comunali Trento, lo storico leghista Bridi pronto a ricandidarsi: ''Anch'io come Salvini suonerei il citofono. Il popolo va sempre ascoltato''

Da tre legislature è a palazzo Thun ed è commissario uscente della Lega di Trento. "La politica in questi anni è cambiata. Ora è quasi solo apparire e si usa solo il cellulare ma il contatto umano con le persone è fondamentale''. Bossi? ''Ormai non è più la persona che ho conosciuto anni fa'' 

Comunali Trento, lo storico leghista Bridi pronto a ricandidarsi: Anch'io come Salvini suonerei il citofono

TRENTO. ''Salvini? Anch'io in un certo contesto suonerei il citofono. Se mi trovo davanti una signora anziana che mi dice alcune cose, lo farei. Io sono per il popolo, è il popolo che mi fa lavorare ed è fondamentale. Anche a Trento quel gesto io lo farei”. Non ha dubbi Vittorio Bridi, tre legislature tra gli scranni di palazzo Thun ed oggi vice presidente del consiglio comunale di Trento.

 

La campagna elettorale sta per iniziare e lui è pronto per rimettersi in gioco per la quarta legislatura. Di certo non si può dire che sia uno dei politici che si da poco da fare. In aula è quasi sempre presente. “Guarda, le assenze che ho avuto si possono contare sulle dita di una mano“ ci dice parlando della sua voglia di fare politica. Legista e bossiano di vecchia data ora segue Salvini ma precisa: “Senza passato non c'è presente e tanto meno futuro”.

 

Da 15 anni in Comune. E' tra i consiglieri più anziani, come è stata questa ultima legislatura?

Sono stato nella commissione urbanistica e in quelle delle politiche sociali e devo dire che ho scoperto mondi davvero belli. Dal punto di vista dei lavori in consiglio, invece, quest'ultima è stata la peggiore legislatura. I rimpasti sono stati davvero tanti e questo hanno condizionato i lavori in aula non solo della maggioranza ma anche della minoranza. Ci sono state contrapposizioni che hanno inciso moltissimo in entrambi gli schieramenti. E tutto questo ha creato alcune volte un'atmosfera pesante.

 

E il fare politica come è cambiato in questo anni?

Siamo arrivati ad una politica quasi solo dell'apparire. Qualche anno fa c'era un maggiore contatto con la gente ora invece si fa tutto con il cellulare. Questo è certamente un male. Il contatto umano è diminuito ed invece è importantissimo mantenerlo per chi vuole occuparsi della città. Gli effetti li vediamo tutti i giorni dalla defezione nei confronti della politica. Tutto questo ha portato anche ad una mancanza di fiducia che si vede con la crescita in questi anni di alcuni movimenti come i 5 Stelle o da ultime le Sardine. Non ci sono però più riferimenti certi.

 

Il centrodestra solo ora è arrivato ad indicare un candidato. Non si è atteso troppo?

Non sono nuovo alle campagne elettorali. Sono stato segretario assieme ad altri ho fatto liste, programmi e tanto altro. Alla fine quello che conta sono i contenuti e le soluzioni che si offrono alla cittadinanza. Da quello che si è capito in questi mesi nel centrodestra c'è stato un disaccordo che non è arrivato dalla Lega ma da altri. Ognuno vorrebbe esprimere il sindaco.

Detto questo io giro il territorio e abbiamo moltissimo consenso in città.

 

A livello nazionale lei aveva sposato la linea di Umberto Bossi. Oggi cosa pensa dell'ex leader?

Bisogna rispettarlo per quello che ha fatto. Ora però ha dei problemi di salute e non è più l'Umberto Bossi che avevo conosciuto. Tutti noi, però, non possiamo dimenticare quello che eravamo. Senza passato non c'è presente.

 

E Salvini?

E' il segretario e la sua linea va rispettato. Le polemiche in queste settimane hanno riguardato il gesto del citofono. Ma io credo che sia stato istintivo fatto in un determinato contesto. Anche io lo farei sempre in un determinato contento e in quelle modalità. Io sono per il popolo e il popolo è quello che mi fa lavorare.

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