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"Strappiamo Trento all'immobilismo della sinistra". Massimo Sgurelli si candida con la Lega: ''Con il Covid e la crisi sono tornato a guidare i camion''

Massimo Sgurelli, conclusa l'esperienza come consigliere circoscrizionale dell'Argentario, si candiderà nella Lista Salvini Premier alle prossime elezioni comunali previste per il 20 e il 21 settembre 2020. Una sfida per strappare Trento alla decennale amministrazione del centrosinistra e per portare a palazzo Thun Andrea Merler. "Sarà una battaglia difficile. Mi sento come Valentino Rossi nel 2015, parti in svantaggio ma do il massimo"

Di Davide Leveghi - 15 agosto 2020 - 15:16

TRENTO. Classe 1976, tuttofare che ha lavorato guidando camion, vendendo auto, come agente immobiliare, Massimo Sgurelli arriva alla candidatura in Consiglio comunale dopo un mandato nella circoscrizione Argentario. Consigliere di minoranza nel comprensorio collinare che domina Trento, alle elezioni del 20 e 21 settembre punterà con la Lega Salvini Premier ed il candidato sindaco Andrea Merler a divenire finalmente maggioranza in una città da decenni in mano al centrosinistra.

 

L'entusiasmo è tanto, tanta la voglia di cambiare. Per Sgurelli ciò di cui Trento ha bisogno è una svolta che smuova le acque, togliendo la città dall'immobilismo e rilanciandola di fronte alla sfide del futuro: dall'università alle grandi opere, dal turismo all'immancabile sicurezza, giudicata dal candidato sostenuto dalla Lega Andrea Merler “non la priorità ma un tema importante”. Con questa intervista, pertanto, prosegue il viaggio de Il Dolomiti nella galassia dei candidati e delle candidate che si presenteranno alle elezioni amministrative nel capoluogo trentino.

 

Massimo Sgurelli, qual è il percorso che la porta a candidarsi con la Lega Salvini Premier alla prossime elezioni comunali?

 

"Il mio percorso lavorativo si incrocia con quello politico nel 2015 quando mi candido ed entro nel Consiglio circoscrizionale dell'Argentario. Io vivo infatti a Martignano. Al partito mi avvicino prima, attorno al 2012, facendo militanza nei gazebo. L'inizio del mio impegno politico coincide praticamente con la salita al ruolo di segretario della Lega di Matteo Salvini. Per questo dico di essere un leghista quasi perfetto, visto che io sono di Trento, mia madre è di Trento e mio padre è palermitano. Ho cominciato a lavorare già a 16 anni, facendo il camionista per più di 10 anni e decidendo nel 2004 di operare una svolta. Ho aperto partita Iva, lavorato come agente di commercio e poi gestore di una concessionaria. Nel 2013, contro corrente, decido di diventare consulente immobiliare, in una fase dove al tempo stesso comincio il mio impegno in politica. Il Covid, però, mi ha costretto per necessità a rimboccarmi le maniche e a riprendere il vecchio lavoro. Ora trasporto il latte con il camion tra Germania, Austria e Italia".

 

Nel 2015, dunque, si candida ed entra con la Lega nel Consiglio circoscrizionale dell'Argentario. Qual è il bilancio di questa esperienza?

 

"Ho imparato a fare politica, facendo gavetta e acquisendo le basi del mestiere. La scelta di candidarsi al Comune non cade certo dal cielo. Con il gruppo della Lega è da due anni che lavoriamo e dopo molto lavoro il segretario Bisesti mi ha chiesto di candidarmi. Anche se il mio lavoro non mi permette di starci molto dietro alla candidatura, io come sempre do il mio apporto massimo. Mi sento come Valentino Rossi nel 2015, quando all'ultima gara venne fatto partire ultimo e sarebbe dovuto arrivare almeno terzo per vincere. Alla fine arrivò quarto, ma io non sono certo Valentino Rossi. Faccio il mio, anche se sono in svantaggio. Ciò che ho appreso negli anni di circoscrizione è che è difficile lavorare in minoranza, quando sei solo contro tutti. Non sono anni andati male, ma mi sentivo solo nelle mie battaglie. Nel mio cassetto ci saranno 7/8 interrogazioni, ila maggior parte sulla sicurezza, visto che a Martignano sono accaduti diversi episodi sia di furti che di rapine aggressive".

 

La sicurezza, appunto, rappresenta uno dei principali temi portati avanti dal suo partito. Quali sono i temi a Lei più cari, che secondo Lei dovrebbero essere al centro del possibile primo mandato di Andrea Merler a sindaco di Trento?

 

"Come detto dal nostro candidato la sicurezza è un tema importante, ma non l'unico. È sicuramente un tema che a noi della Lega preme molto, ma al di là di questa ciò che più di tutto ci pare importante è mettere fine all'immobilismo in cui Trento si trova da 50/60 anni. Si dice che Trento debba puntare sul turismo ma non è mai successo niente, della funivia è da 30 anni che si parla ma non si è piantato nemmeno un picchetto. E questo nonostante gli imprenditori disposti a lavorare ci siano. C'è il tema della viabilità, quello della città studentesca e dei suoi servizi. Ci sono mille cose da fare. Come detto sempre da Merler la città non è alla sfascio ma sicuramente si può fare di meglio. Su tutto c'è il tema della burocrazia. Sono un tipo pratico e per questo farò un esempio. Parlando con un imprenditore che doveva fare un lavoro semplice con 4 operai in via Grazioli, mi è stato detto che per cominciare i lavori ci sono voluti tra carte e scartoffie ben 4 mesi. Insomma, mi diceva l'imprenditore, 'fateci lavorare'. Bisogna smuovere le acque, nelle imprese e nelle opere. Dove si può, chiaramente".

 

La scelta della Lega e del centrodestra è stata caratterizzata da un avvicendamento all'ultimo, con la sostituzione in corsa dell'avvocato Alessandro Baracetti con il consigliere comunale uscente Andrea Merler. Quale idea si è fatto a riguardo?

 

"Questa è una domanda da fare al segretario Mirko Bisesti. Io conosco Andrea Merler da tempo, da tanto fa politica e se già il suo nome circolava come possibile candidato per il centrodestra nel 2015 direi che la sua scelta non è casuale. Ad ogni modo, sarà una battaglia difficile".

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