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Contro le restrizioni anti-Covid Casapound cita D’Annunzio: “Disobbedisco, io non sono rimasto a casa”

I fascisti del terzo millennio hanno realizzato una serie di cartonati raffiguranti il poeta Gabriele D’Annunzio, suggerendo in pratica di disobbedire ai Dpcm. Dopo la batosta elettorale, sempre alla ricerca di nuovi spazi politici, Casapound era scesa in piazza al fianco dell’ex candidato sindaco di Trento Franco Bruno

Di Tiziano Grottolo - 29 dicembre 2020 - 13:40

TRENTO. Dopo la svolta no-vax di Forza Nuova anche i neofascisti di Casapound, forse per paura di essere superati all’estrema destra, hanno escogitato una trovata per attaccare indirettamente il Governo. Il modus operandi è come al solito un po’ più raffinato rispetto ai cugini di Forza Nuova, i fascisti del terzo millennio infatti, hanno sfruttato l’anniversario della fine del cosiddetto “Natale di sangue”, per appendere una serie di cartonati raffiguranti il poeta Gabriele D’Annunzio.

 

L’evento per l’appunto, va collegato a quella che è passata alla storia come l’impresa di Fiume, cioè quando un manipolo di legionari, guidati dallo stesso D’Annunzio, occupò la città di Fiume nel 1919 instaurando una reggenza autonoma. I ribelli d’annunziani saranno poi sgombrati con la forza dal Governo italiano dell’epoca.

 

L’installazione, conferma Andrea Bonazza, ex consigliere e leader di Cpi Bolzano, è avvenuta in decine di piazze italiane tra cui Bolzano, Trento e Riva del Garda: “È il modo con cui Casapound ha voluto ricordare il Natale di sangue a 100 anni dall’evento che segnò il termine dell’Impresa di Fiume”. I cartoni del poeta sono accompagnati da una scritta “Disobbedisco!” e dall’hashtag “Io non sono rimasto a casa”, un chiaro riferimento alle attuali restrizioni anti-Covid, d’altra parte Cpi non è nuova alle prese di posizione contro “il regime sanitario”.

 

La chiave di lettura dell’operazione è offerta dalla stessa organizzazione che, in riferimento agli eventi di Fiume, in un comunicato scrive: “Da una parte il sangue di chi aveva dato tutto per l’Italia, dall’altra un governo di burocrati troppo impegnati a salvare le proprie poltrone e a non irritare le potenze straniere per cui serbavano un codardo complesso di inferiorità”.

 

Un monito che secondo Cpi sarebbe ancora valido, perché, prosegue il comunicato: “I legionari fiumani non sono rimasti a casa, mettendo in gioco le proprie vite per l’Italia e la libertà, ci ricordavano che ci sono principi più alti e più importanti della vita. Cento anni fa, di fronte a un governo pusillanime che ordinava loro di rimanere a casa e di accettare la sconfitta, di subire passivamente i soprusi e di rinunciare a qualunque afflato eroico risposero: disobbedisco”.

 

Insomma, questa campagna potrebbe essere vista come una mossa per provare ad accattivarsi le simpatie di negazionisti, no-mask e no-vax. “Cento anni dopo – conclude il comunicato – gli stessi legionari ci vedrebbero costretti a casa, impauriti, codardi, propensi alla delazione del vicino e pronti ad accettare qualunque sopruso da parte burocrati e faccendieri solo per la paura dell’idea della morte”.

 

In altre parole si tratta dell’ennesima svolta del partito di estrema destra che cerca di sopravvivere dopo la batosta elettorale (articoli QUI e QUI). Probabilmente è sempre in questo modo che può essere letta la recente presenza in piazza di Casapound, al fianco dell’ex candidato sindaco del capoluogo Franco Bruno, Durante la manifestazione del 19 dicembre scorso, al grido di “basta degrado, riprendiamoci Trento”, uno sparuto gruppo di manifestanti aveva occupato per un po’ di tempo l’angolo di piazza Dante di fronte alla stazione.

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