Contenuto sponsorizzato
| 07 nov 2021 | 18:16

I No Green pass di Fratelli d’Italia: “I braccialetti per i Mercatini? Quando il pigiama a righe?”. Il capogruppo Cia: “Il vaccino funziona”

No vax e No Green pass possono contare sull’appoggio di diversi esponenti di Fratelli d’Italia, da Katia Rossato a Daniele Demattè fino alla presidente del circolo “Donna coraggio” che riferendosi ai Mercatini di Natale scrive: “Insieme al braccialetto omaggiano anche di un pigiamino a strisce?”

Da sinistra: Claudio Cia, Katia Rossato, Silvia Farci e Daniele Demattè
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Durante l’ultima manifestazione di No Green pass e No Vax che hanno sfilato per le vie di Trento non sono mancate le strumentalizzazioni della tragedia dell’Olocausto. Alcuni soggetti infatti, si paragonano ai prigionieri dei campi di concentramento nazisti. Anche nel capoluogo c’è stato chi ha voluto travestirsi da deportato indossando la divisa a righe con tanto di stella di David.

 

Lo stesso sindaco di Trento, Franco Ianeselli, è intervenuto per stigmatizzare l’accaduto: “Sfilano travestiti da deportati nei campi nazisti annunciando quale prossima mossa il boicottaggio dei mercatini di Natale”. Dopodiché, citando Karl Marx il primo cittadino ha dichiarato: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.

Eppure, anche se le persone che si oppongono a vaccini e Green pass rappresentano di fatto una minoranza non mancano le sponde politiche. Fra quelle più in vista ci sono sicuramente alcuni esponenti di Fratelli d’Italia. Se i coniugi Katia Rossato e Daniele Dematté, rispettivamente consigliera provinciale e membro del Consiglio comunale di Trento, si erano già schierati contro “il siero sperimentale”, non mancano le prese di posizione di altri militanti.

Su tutti Silvia Farci, iscritta al partito di Giorgia Meloni e presidente del circolo “Donna coraggio”, già nota per alcuni post contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (articoli QUI e QUI). Ora, sempre su alcuni post pubblicati sul profilo di Farci si legge: “Perché non impongono il Green pass obbligatorio ai clandestini? Loro non sono esseri umani?”, oppure “Abbiamo raggiunto l’ingenuità di gregge, ormai le pecore vanno al macello da sole. Dolcissima notte Patriotini mai mollare”.

Non mancano nemmeno i riferimenti ai campi di concentramento. Condividendo un articolo dove si parla dell’obbligatorietà del Green pass per accedere ai Mercatini di Natale la presidente del circolo “Donna coraggio” scrive: “Ma che meraviglia, insieme al braccialetto omaggiano anche di un pigiamino a strisce?”. Mentre in un secondo post sullo stesso argomento Farci rincara la dose: “I braccialetti elettronici?! E poi il pigiama a righe quando? Ma stiamo scherzando? Inaccettabile discriminate disonorante disastroso”. Più cauta la consigliera provinciale Alessia Ambrosi che si è limitata a dichiarare che il Green pass “è misura assai discutibile”.

Sulla vicenda Il Dolomiti ha sentito Claudio Cia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio provinciale, che spiega: “Non entro nel merito post, manifestare è sicuramente un diritto ma si deve fare attenzione a non banalizzare quella che è stata una tragedia senza pari nella storia dell'umanità. Non c’è giustificazione che tenga. Si rischia poi di togliere peso a quello che si vuole esprimere per accostamenti azzardati. È necessario comunque abbassare i toni, c’è troppa tensione e c’è preoccupazione per un clima esasperato”.

 

Cia comunque dice di non comprendere la ragione dell’introduzione dell’obbligo di Green pass e il braccialetto per accedere ai Mercatini di Natale, “dal momento che l’evento si tiene all’aperto”. Forse, suggerisce il capogruppo di FdI, si sarebbe potuto estendere la kermesse su un’area più vasta per gestire meglio l’afflusso e quindi evitare pericolosi assembramenti. Ad ogni modo Cia ribadisce la sua posizione sui vaccini contro il Covid: “Si possono comprendere le paure nel ricevere la dose ma è ormai un dato di fatto che il vaccino funziona e contribuisce a contenere la diffusione di Covid e gli effetti più gravi del contrarre la malattia. Il Green pass appare un modo surrettizio per spingere sull’adesione alle campagne di somministrazione e sarebbe più opportuno che a questo punto, il governo si assumesse la responsabilità di renderlo obbligatorio se affettivamente ci crede. Finché rimane in questa ambiguità si alimenta una contrapposizione che non fa bene alla società”, conclude l’esponente di FdI.

 

Dopo diversi giorni Il Dolomiti è stato contattato da Silvia Farci che ha voluto specificare come nei suoi post non volesse fare riferimento ai campi di concentramento ma alla divisa dei carcerati. A quanto pare dunque non si tratterebbe di un riferimento al film “Il bambino con il pigiama a righe”, adattato dall’omonimo romanzo di John Boyne, dove si narra la storia di amicizia fra un bambino ebreo deportato e il figlio di un ufficiale nazista, ma bensì alla divisa dei detenuti nata negli Stati Uniti verso la fine del XVII secolo.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 maggio | 17:42
L'incidente è avvenuto sulla SS 13, nel territorio comunale di Magnano in Riviera, in prossimità dello svincolo per il paese situato in provincia [...]
Cronaca
| 09 maggio | 16:29
Tragico incidente in una zona boschiva particolarmente impervia. Una persona è precipitata in un burrone con il trattore. Vano l'intervento del [...]
Sport
| 09 maggio | 17:21
Il primo attacco di Vingegaard, la meravigliosa risposta di Pellizzari, un'altra maxi caduta, che ha costretto momentaneamente i giudici a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato