I No Green pass come i deportati nei lager, il sindaco cita Marx: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”
La reazione del sindaco Ianeselli: “Sfilano anche a Trento travestiti da deportati nei campi nazisti annunciando quale prossima mossa il boicottaggio dei mercatini di Natale. Sono senza umanità”
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TRENTO. “Il Green pass è come la tessera del fascio, poi ci saranno i ghetti?”, era questo il tenore di alcuni cartelli esposti dai manifestanti scesi in piazza a Trento per protestare contro vaccini e certificazione verde.
Non solo, perché come avvenuto in altre città d’Italia c’è stato chi ha deciso di travestirsi da deportato. In particolare un uomo ha scelto di indossare la stessa divisa dei deportati perché, ha spiegato a Il Dolomiti, dopo aver visto alcuni manifestanti di Novara fare lo stesso l’ha ritenuta una bella idea da copiare. “Se mi denunciano non mi interessa”, ha dichiarato.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha sottolineato: “Sfilano anche a Trento travestiti da deportati nei campi nazisti annunciando quale prossima mossa il boicottaggio dei mercatini di Natale”. Dopodiché, citando Karl Marx il primo cittadino ha dichiarato: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.
Era stato lo stesso sindaco Ianeselli, dopo le immagini di Novara, a definire i manifestanti travestiti da deportati “senza rispetto, senza pudore, senza umanità”. Parole che fanno eco a quelle della senatrice Liliana Segre che nei giorni scorsi aveva ribadito: “Quella gente è proprio fortunata perché ha potuto mimare la sofferenza senza viverla, non sa cosa ha davvero sofferto coloro che sono stati prima esclusi, poi discriminati e infine annientati”.













