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Coronavirus, il Patt attacca: “Sbagliato ghettizzare i malati, si lavori piuttosto sulla sicurezza nelle Rsa”

Le stelle alpine chiedono alla Giunta di fare un passo indietro: “Decisione assurda e sbagliata, costringere un anziano, malato e debole, a trasferirsi in un’altra struttura è un atto disumano, e soprattutto non risolve il problema in alcun modo”

Di Tiziano Grottolo - 11 April 2020 - 16:37

TRENTO. L’annuncio è stato fatto alcuni giorni fa dal presidente della Pat, Maurizio Fugatti: le case di riposo di Pergine e Volano diventeranno strutture per anziani con coronavirus (QUI articolo). Una decisione che ha preso molti alla sprovvista, dai sindacati ai sindaci dei comuni interessati fino alle stesse strutture. Nel frattempo, l’assessora alla salute Stefania Segnana (facendo pure confusione) comunicava che anche gli ospiti positivi al covid-19 della Don Ziglio di Levico sarebbero stati trasferiti in un’altra struttura (QUI articolo).

 

Una decisione che però non è piaciuta, in particolare agli esponenti del Patt Paola Demagri, Ugo Rossi, Michele Dallapiccola che osservano: “Una decisione assurda e sbagliata”, chiedendo poi alla Giunta di tornare sui suoi passi e revocare la decisione. “Già le modalità di comunicazione di una simile decisione sono da censurare perché costituiscono l’ennesimo annuncio senza preavviso per gli stessi interessati, ma ciò che colpisce è l’assoluta mancanza di conoscenza delle problematiche che stanno alla base di un simile approccio”, sottolineano le Stelle Alpine.

 

Effettivamente si sta parlando di persone fragili, che in molti casi faticano ad adattarsi ai cambiamenti, a maggior ragione in un momento delicato come questo: “Costringere un anziano, malato e debole, a trasferirsi in un’altra struttura è un atto disumano, e soprattutto non risolve il problema in alcun modo – afferma Demagri che poi aggiunge – anche sforzandoci di capire il perché di questa scelta non riusciamo a capacitarci di come si possano adottare decisioni di questo tipo”.

 

Secondo gli autonomisti sarebbe meglio concentrarsi sulla sicurezza all’interno delle case di riposo, anziché “ghettizzare i malati”, d’altronde l’assistenza migliore è quella che viene garantita all’interno delle strutture del territorio dove, seppur isolati, gli ospiti possono sentirsi più vicini a casa. “Abbiamo lavorato per anni per rendere le strutture gli ambienti e l'assistenza più umane e affidabili – incalzano dal Patt – adesso si va di punto in bianco nella direzione opposta”.

 

Dubbi anche sulle modalità di spostamento, poiché non è chiaro se servirà il consenso della struttura, dei tutori o dei famigliari: “Se la scelta è quella di spostare i nostri anziani senza chiedere a nessuno e anche contro la loro volontà siamo di fronte ad una deportazione dei più deboli – accusano gli autonomisti che rincarano la dose – un atto di violenza che siamo in dovere di censurare e al quale ci opponiamo senza alcun dubbio”. Non è chiaro nemmeno a chi spetti individuare le Rsa dove concentrare le persone colpiti dal coronavirus.

 

Demagri rivolge un appello alla Giunta Fugatti e all’assessora Segnana perché si fermi questa operazione: “Servono soluzioni diverse – ribadisce – come un protocollo di gestione e di individuazione dei casi tramite tampone per fermare l’epidemia nelle Rsa evitando di aggiungere preoccupazione e sofferenza a quelle famiglie che già sono in apprensione per i propri cari”.

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