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Coronavirus, il Trentino leghista riparte dai tagli a scuola (12,5 milioni), sanità (4 milioni) e difesa del suolo (15 milioni). Rossi: ''I cittadini meritano di sapere la verità''

A fronte di roboanti slide dove si parlava di una manovra da 825 milioni di euro in realtà le risorse sul piatto si aggireranno sui 150 milioni e 107 arrivano da tagli (dopo i 20 milioni già fatti saltare per personale sanitario, insegnanti e dipendenti pubblici). Degasperi: ''Paradossale la situazione del capitolo Agricoltura, alla quale si sono dedicate ben 6 slide''. E anche sulle misure per le imprese un capitolo è dedicato agli affitti che di fatto vanno a sostenere la rendita (il proprietario dell'immobile) e non ha una finalità espansiva

Di Luca Pianesi - 03 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. Ci sono 4 milioni di euro tagliati dalla ''tutela della salute'', 12,5 milioni ''all'istruzione e al diritto allo studio'' e a questi vanno aggiunti i 20 milioni che erano destinati al personale sanitario, agli insegnanti e al pubblico impiego che sono stati stralciati pochi giorni fa. Il tutto a fronte di una manovra che veniva presentata in pompa magna del valore di 825 milioni di euro quando, in realtà la variazione di bilancio si aggira sui 150 milioni e di questi 107 milioni sono tagli da altre voci. E se appare evidente che il grosso del budget verrà messo in ''Sviluppo economico e competitività'' appare altrettanto chiaro quali sono i comparti sui quali questa amministrazione dimostra di credere di meno.

 

La scuola, infatti, al taglio di quest'anno da previsioni (ma questi dati lasciano il tempo che trovano perché ci saranno, poi, l'assestamento di bilancio, il bilancio di previsione etc che potranno cambiarne la sostanza) dovrebbe ricevere un altro taglio ancora più importante il prossimo anno (addirittura di 14 milioni di euro) e anche la ''tutela alla salute'' tra il 2021 e il 2022 dovrebbe ''perdere'' altri 16 milioni di euro (ma anche in questo caso si parla di prospettive e poi va detto ci sono stati spostamenti di risorse avvenuti in questa emergenza sanitaria a favore del comparto e sono arrivati anche 13 milioni da Roma in più). E' un trend, però, chiaro. ''E' ovvio che devi fare dei tagli se non sei in grado di mettere risorse nuove sul piatto - spiega l'ex presidente della Pat Ugo Rossi -. Però i cittadini meritano di sapere la verità. Sono state fatte vedere loro delle slide roboanti con cifre che non hanno nessun significato. La verità è quella dei numeri. Io credo, per esempio, che il mondo della scuola, per come si deve reinventare per il prossimo futuro meriterebbe più risorse e non meno''.

 

 

E a ben vedere ci sono pochissime risorse destinate alle famiglie e ai lavoratori (per i sindacati poco più di 5 milioni di euro) mentre il grosso della fetta del sostegno viene destinata tra la voce ''sviluppo e competitività''. Tra le strategie di sostegno alle imprese c'è anche quella di finanziare con risorse pubbliche le aziende per comprare, assimilare, assorbire altre ditte in crisi (un modo per chi è più grosso di comprarsi la concorrenza, riducendo il mercato e concentrando le attività, alla faccia delle piccole e medie imprese e degli artigiani che sempre si dice siano il grande valore del nostro Paese). E poi c'è un altro provvedimento ''mascherato'' da misura per lo sviluppo economico ma che in realtà non fa altro che tutelare la rendita: è quello che riguarda i pagamenti degli affitti.

 

Misure per il sostegno alle attività economiche, persone, lavoratori e famiglie

 

Un'intera slide dell'assessore Spinelli che, descriveva la sua manovra per rilanciare il Trentino era, infatti, dedicata al ''sostegno per il pagamento degli affitti'': si tratta, certamente, di un aiuto per le aziende ma che ha come vero effetto quello di garantire la rendita e non lo sviluppo lavorativo dell'impresa. Il sostegno della Provincia, infatti, in questo caso, non va al rilancio economico dell'attività ma a garantire il proprietario immobiliare, il palazzinaro e avrà la garanzia di ricevere i suoi soldi. Insomma non proprio un'azione di natura espansiva. Ma tant'è. Al contrario un'altra voce molto sacrificata oltre a sanità e istruzione è quella che riguarda lo ''sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e dell'ambiente'' (con la difesa del suolo, il recupero ambientale, i rifiuti) che quest'anno perderà 15 milioni di euro. Proprio quel comparto che molti esperti ritengono essere una delle possibili bisettrici di sviluppo negli anni a venire (QUI L'APPROFONDIMENTO). 

 

''In tutte le 400 ore di conferenze stampa fiume il presidente Fugatti non ha trovato nemmeno 1 minuto per spiegare ai trentini da dove venissero le tanto mirabolanti quanto inesistenti risorse per ripartire - spiega il consigliere provinciale Filippo Degasperi -. I trentini avrebbero dovuto sapere che i pochi soldi per i danni da Covid arrivano semplicemente da tagli e spostamenti all'interno del bilancio provinciale. Diventa quindi indispensabile, per poter dare un giudizio, conoscere quali siano le voci tagliate. Ovviamente il presidente nelle sue televendite quotidiane si è ben guardato dallo svelare che Scuola e Sanità saranno due voci pesantemente saccheggiate. Per ciascuna i tagli superano i 20 milioni di euro con l'aggravante che per il capitolo Salute si intaccano le risorse per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Paradossale la situazione del capitolo Agricoltura, il cui supporto è stato sbandierato in ben 6 slide. Se poi qualcuno si prendesse la briga di verificare cosa ciò significhi, in soldoni direbbe Zaia, scoprirebbe che al sostegno degli interventi per il miglioramento e il potenziamento delle aziende agricole (biologico compreso) vengono sottratti oltre 5 milioni mentre per l'emergenza Covid il fondo si ferma a 3''.

 

Come avrebbero potuto fare per recuperare le risorse senza tagliare in questo modo? ''Governare è una cosa seria, non si fa a colpi di slogan e scaricando le responsabilità a destra e a manca- spiega Rossi -. Richiede capacità di agire in maniera rapida, analizzare il problema e trovare la soluzione. Intanto avrebbero potuto aumentare la quota di debito che, a spazi attuali, senza chiedere autorizzazioni statali, è di circa 100 milioni di euro. E poi si sarebbe potuto mettere in entrata risorse che già si sa che entreranno tra qualche mese: l'avanzo amministrativo, il rendiconto della regione, lo 'sconto' chiesto allo Stato; e comunque anche creando un piccolo deficit sull'anno si poteva pensare a recuperarlo sui prossimi. E invece si ragiona per tagli e basta. Siamo un po' spaventati, perché non si capisce dove ci vogliono portare. Anche il fatto che Fugatti ogni giorno parli di riaperture sì, riaperture no. Benissimo e sacrosanto, guardiamo con positività ai prossimi giorni però esiste un piano sanitario di monitoraggio del contagio? L'assessora Segnana ha strutturato un progetto in applicazione delle regole nazionali?''.

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