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Coronavirus, in Veneto studenti delle professionali in classe per preparare al meglio gli esami. In Trentino nulla da fare, la proposta del Patt bocciata dalla Giunta

Le classi terze e quarte delle scuole professionali del Veneto rientrano per un'intera settimana per preparare al meglio gli esami. Una proposta simile era stata fatta anche in Trentino dal capogruppo del Patt, Ugo Rossi, per permettere agli studenti di prepararsi al meglio. Niente da fare, però, per la Giunta Fugatti che ha bocciato l'iniziativa 

Pubblicato il - 10 giugno 2020 - 11:54

TRENTO. A scuola una settimana per dare una mano agli studenti a prepararsi al meglio per gli esami di qualifica e per il diploma. Il tutto rispettando regole precise offrendo ai ragazzi chiarimenti su alcuni dubbi o approfondimenti per affrontare al meglio uno dei momenti più importanti della loro vita.

 

Non sta accadendo in Trentino ma bensì in Veneto dopo che l'assessora Elena Donazzan di Fdl ha deciso per le classi terze e quarte delle scuole professionali la possibilità di rientrare in classe per un'intera settimana per preparare al meglio gli esami. Un ritorno sui banchi rivolto ad una platea potenziale di 6.217 studenti, 5.544 allievi del terzo anno ordinario, 508 allievi del terzo anno duale e 1.615 allievi del quarto anno duale: studenti che potranno beneficiare, prima del 30 giugno, termine dell'attività formativa, di una settimana di ripasso e approfondimento in vista dell'esame.


In un posto del 5 giugno così ha scritto l'assessora: “Le nostre scuole della formazione professionale sono la dimostrazione concreta che un rientro in classe è possibile e che l’esame, per noi, è una cosa importante. Ho più volte denunciato la mancanza di idee da parte del Ministro e l’opportunità di un ritorno sui banchi di scuola che avrei voluto per tutte le ultime classi di ogni ordine e grado: oggi in Veneto, anche se solo per una settimana di ripasso e approfondimento in vista dell’esame, questa proposta ignorata dal governo è diventata realtà”.

 

Una proposta che sembra essere stata ignorata non solo dal Governo nazionale ma anche da quello Trentino. Si cambia regione ma pur trovandoci sempre a guida centrodestra (leghista), qui le scelte fatte sono state altre. Eppure la proposta c'era. A farla era stato ancora all'inizio di maggio l'ex presidente della Giunta, oggi capogruppo del Patt, Ugo Rossi con una proposta di intervento legislativo che avrebbe, in poche parole, portato anche sul nostro territorio la possibilità per i maturandi di ritornare qualche giorno ai banchi di scuola.


La proposta contenuta in un disegno di legge prevedeva, per gli studenti che devono fare la maturità e conseguire la qualifica professionale, di poter usufruire di attività di consulenza per aiutarli a preparare l’esame. Attività’ da svolgere in presenza a scuola in gruppi di massimo 6, in sicurezza.

 

Una proposta simile, insomma, a quella adottata in Veneto. Qui in Trentino, però, la Giunta ha deciso di cassarla.

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