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Coronavirus, la Provincia di Bolzano comunica le ultime disposizioni. E sulle seconde case: "L'Alto Adige non caccia nessuno. Ai turisti si raccomanda di rientrare alla propria residenza"

In una conferenza stampa "sigillata", il governatore Arno Kompatscher ha comunicato il contenuto dell'ultima ordinanza per il contenimento dell'epidemia: cantieri e hotel chiusi, attività amministrative ridotte e tante raccomandazioni, tra cui quella a turisti e padroni di seconde case. "L'Alto Adige non caccia nessuno - ha detto - tornate a casa per poter beneficiare dei servizi del vostro medico di famiglia"

Pubblicato il - 17 marzo 2020 - 18:47

BOLZANO. In una conferenza stampa tenuta a porta rigorosamente chiuse, il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha comunicato alla popolazione la firma di un'ordinanza contenente tutte le nuove misure finalizzate al contenimento dell'epidemia di Coronavirus, raccogliendo i provvedimenti contenuti nelle precedenti e aggiungendo alcune nuove disposizioni.

 

Tra le decisioni annunciate vi sono la chiusura di ogni esercizio commerciale di vendita e somministrazione di bevande e cibo, la sospensione dell'attività di tutti i cantieri e alcune importanti deliberazioni riferite alla questione delle seconde case, che nel vicino Trentino hanno creato un vero e proprio polverone per le dichiarazioni del presidente Maurizio Fugatti piuttosto nette nei confronti dei non trentini tuttora presenti nelle nostre valli.

 

In primo luogo, Kompatscher ha comunicato la divisione dell'ordinanza tra misure più restrittive ed in vigore fino al 25 marzo, salvo proroghe, e altre valide fino al 3 aprile, termine ultimo – chissà se provvisorio – individuato dal Dpcm del governo.

 

Riguardo alle attività di ristorazione, bar e scuole, la Provincia non ha comunicato alcuna novità. Diversa la questione per quanto riguarda i cantieri, i quali dovranno, ovunque, sospendere i lavori. Le uniche attività permesse comprenderanno la chiusura stessa dei cantieri, la loro messa in sicurezza e la realizzazione di opere necessarie ad assicurare la fornitura di servizi pubblici essenziali, a ripristinare le strutture o a sanificare gli impianti. Saranno permesse anche le attività di manutenzione, installazione e i piccoli lavori edili e non edili. Gli operai, in conclusione, potranno lavorare solo se la loro attività non comporti alcun contatto con altre persone.

 

Il personale impiegato nei cantieri potrà essere ospitato nelle strutture ricettive, così come il personale sanitario impiegato nell'emergenza, quello reclutato dalla protezione civile, gli operai dei cantieri. Altrimenti, le strutture ricettive dovranno rimanere chiuse al pubblico.

 

Per quanto riguarda la questione delle seconde case e dei turisti, questione come detto piuttosto spinosa nell'altra provincia autonoma facente parte la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, Kompatscher ha chiarito che “l'Alto Adige non caccia nessuno”. Nel documento, infatti, si “raccomanda ai turisti, ospiti, villeggianti e tutte le altre persone presenti sul territorio provinciale che non hanno la propria residenza in Alto Adige, di rientrare alla propria residenza, affinché possano in caso di necessità beneficiare delle prestazioni dei propri medici di base o pediatri di libera scelta”.

 

Il governatore dell'Svp ha inoltre precisato che “restano escluse dalla presente raccomandazione le persone che si trovano sul territorio provinciale per motivi di lavoro e di conseguenza hanno sul territorio provinciale un loro domicilio”.

 

Tra le altre misure, l'ordinanza ha disposto che l'assessorato alla mobilità riduca al minimo i servizi di trasporto pubblico, come peraltro avvenuto, e che i vertici di tutte le amministrazioni riducano all'essenziale tutta l'attività amministrativa che presupponga contatti con il pubblico. Le attività produttive sono invitate a ridurre “le mansioni da svolgere a quelle strettamente necessarie per non interrompere la filiera produttiva”.

 

Ai cittadini è raccomandato di “evitare lo svolgimento delle attività motorie in gruppo, avendo cura altresì di non entrare in contatto con persone che non facciano parte del proprio nucleo familiare”. Nell'ultimo punto del documento, infine, si chiede ai cittadini di “evitare nella maniera più assoluta i contatti con altre persone e, qualora si renda necessario interloquire, ad esempio in occasione dell'acquisto di generi alimentari di prima necessità, si raccomanda di coprirsi il naso e la bocca, al fine di limitare il più possibile il rischio del diffondersi del contagio”.

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