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Coronavirus, l’Europa volta le spalle all’Italia? Ecco il piano da 100 miliardi per rilanciare l’economia

Anche grazie alle pressioni di Conte l’Ue sta studiando un piano da 100 miliardi, mentre gli stati membri non hanno abbandonato l’Italia: in Germania ci sono 73 italiani ricoverati in terapia intensiva. Dalla Francia sono arrivate 1 milione di mascherine e i tedeschi hanno donato 7 tonnellate di Dpi. Ursula von der Leyen: “Il bilancio europeo sarà il nostro piano Marshall”

Di Tiziano Grottolo - 03 aprile 2020 - 15:09

TRENTO. Nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus c’è chi trova il tempo di puntare il dito contro l’unione europea, al tempo stesso matrigna prepotente quando cerca di far rispettare gli accordi ma anche panacea di ogni male quando le cose vanno male in patria. Succede così che il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, “profondamente deluso dall’atteggiamento dell’Unione europea nei confronti del nostro Paese” posta un video dove un uomo ammaina la bandiera dell’Europa (QUI articolo).

 

Subito anche i gregari si scatenano (i meccanismi della propaganda leghista funzionano in grande come in piccolo) e così i consiglieri provinciali Alessandro Savoi (presidente della Lega Trentino), Devid Moranduzzo, Mara Dalzocchio (capogruppo in consiglio) e Gianluca Cavada si scagliano contro l’Unione europea, addirittura c’è chi “per mostrare maggior vicinanza al territorio” chiede di sostituire la bandiera Ue con quella del Trentino (QUI articolo).

 

Mentre però la Giunta leghista (come fatto notare dai sindacati) perde tempo a lamentarsi e sul piatto mette appena 4 milioni di euro che corrispondono a poco più dello 0,2% del Pil provinciale, la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il piano anticrisi dell’Ue: “Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni, daranno forma all'Europa di domani”, ha detto. Nel concreto si tratta di un fondo da 100 miliardi di euro per salvare i posti di lavoro e soccorrere le imprese colpite dalla crisi che prenderà il nome di Sure, acronimo di Support to mitigate unemployment risks in emergency. L’Ue, mobilitando parte del proprio bilancio e la Banca europea per gli investimenti intende scongiurare il rischio di una crisi economica, in aggiunta verrà creato un fondo di ulteriori 20 miliardi di euro per investimenti in piccole e medie imprese. Von der Leyen ha sottolineato come il bilancio europeo possa rappresentare il piano Marshall per salvare l’Unione europea dalla crisi generata dall’emergenza coronavirus.

 

Tanto? Poco? Solo il tempo ce lo dirà, ma almeno questa è una base concreta sulla quale lavorare e di questo sembrano essersene accorti anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e Paolo Gentiloni, commissario europeo per l'economia, che ha dichiarato: “È il primo passaggio simbolico, forse storico, verso la messa in comune dell'impegno attuale e futuro. Qui – ha proseguito Gentiloni – stiamo parlando di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito e di accesso ai mercati diversi per una situazione di emergenza e questi Sure bond sono il primo esempio”.

 

Mentre Conte ha accolto favorevolmente la proposta avanzata dalla Commissione europea: “È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro”. Il presidente del consiglio ha però aggiunto come servano più risorse per scongiurare una crisi economica, chiedendo al contempo “di sfruttare a pieno la vera ‘potenza di fuoco’ della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli”.

 

D’altro canto, Conte ha voluto ribadire la contrarietà dell’Italia al ricorso di strumenti come il Mes “poiché appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati. È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio – ha concluso – di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l'Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti”.

 

Una scialuppa che un pezzo alla volta in molti si stanno adoperando a costruire, infatti, a differenza di quanto affermato da molti, gli altri paesi dell’Unione non hanno voltato le spalle all’Italia: ad esempio la Francia ha donato 1 milione di mascherine all'Italia e la Germania ha donato 7 tonnellate di mascherine e altri dispositivi di protezione. Inoltre, cosa che pochi sanno 73 cittadini italiani sono attualmente ricoverati in terapie intensive di ospedali tedeschi (così come alcuni cittadini francesi). Nei giorni scorsi nella città di Lipsia sono arrivati due pazienti da Bergamo, e l'Assia ha accolto 10 pazienti della regione gemellata Emilia-Romagna. E ancora l'Austria ha inviato 1,5 milioni di mascherine in Italia e la Repubblica Ceca ha offerto 10.000 tute di protezione.

 

 

Solitamente se tendi una mano qualcuno poi il tuo gesto sarà ripagato, è il caso della collaborazione instaurata fra Alto Adige e Tirolo, da Bolzano sono stati mandati in Austria dispositivi di protezione individuale, mentre Innsbruck mette a disposizione posti letto per i pazienti sudtirolesi (lo stesso patto è stato fatto anche con il Trentino). Non a caso questa macroregione prende il nome di (Eu)regio. In un momento come questo viene dunque da chiedersi se abbia senso che ad aizzare le folle contro l’Unione europea sia il presidente di una provincia autonoma che, a differenza di altre regioni, trattiene gran parte delle risorse del proprio territorio e potrebbe avere uno strumento in più per affrontare l’emergenza. Si dice anche che sia sempre bene scegliersi nemici alla propria portata, certo che se l’avversario “alla portata” della Pat è una bandiera allora i trentini, oltre che per il coronavirus e la crisi economica, avranno anche un terzo motivo per cui preoccuparsi.

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