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Il governatore del Trentino ''ammaina'' la bandiera dell'Europa e in un colpo solo dimentica i padri (Degasperi) e i figli (Megalizzi) del Trentino

Fugatti ha condiviso un post (forse anche per sviare l'attenzione dal fatto che a livello nazionale sull'emergenza coronavirus l'esempio trentino comincia ad essere quello da non seguire) scrivendo che ''L’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese mi ha profondamente deluso''. Proponiamo una difesa di quanto sta facendo l'Ue scritta dal caporedattore di Europhonica la radio anche di Antonio. Rossi. '' Le istituzioni dell’autonomia non possono essere associate ad un gesto simile''

Pubblicato il - 01 aprile 2020 - 16:56

TRENTO. Mentre a livello nazionale il Trentino diventa il modello da non seguire il presidente della Provincia Fugatti cerca di spostare l'attenzione e pensa ad ammainare la bandiera dell'Europa. ''L’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese mi ha profondamente deluso'', scrive su Facebook e dopo aver usato la prima persona singolare, come se fosse cosa sua, ha deciso per tutti i trentini che quella bandiera non ci rappresenta più condividendo un video dove toglie il vessillo. Una bandiera che proprio il Trentino con Degasperi ha contribuito a far alzare in cielo garantendo all'Europa uno dei periodi di pace più lunghi di sempre sul continente, il massimo delle libertà e delle tutele dei diritti mai conquistati prima (e ancora lontanissime da raggiungere nella stragrande maggioranza del pianeta) livelli di ricchezza generale sconosciuti fino a settantanni fa (e tuttora mai raggiunti nella stragrande parte del pianeta).

 

 

 

 

Si poteva fare di più, senza dubbio, si può fare meglio, siamo tutti d'accordo e anche il presidente della Repubblica Mattarella qualche giorno fa ha ricordato che ''Tutti comprendano la gravità prima che sia troppo tardi. Vecchi schemi sono ormai fuori dalla realtà. Attendiamo presto azioni concrete del Consiglio Ue''. Ma il gesto del presidente della Provincia di Trento, che arriva dopo che altri amministratori leghisti lo hanno compiuto ricevendo il ''bravo'' di Salvini, che senso ha se non quello di ricevere anche lui il ''bravo'' del Capitano? Cosa risolve? Fugatti lo spiega così: ''Oggi in un momento nel quale l’Italia si trova in grave difficoltà mi sono sentito abbandonato da questa Europa che non solo non ci ha dato nessuna risposta concreta, ma non è venuta incontro a nessuna delle nostre richieste. Bruxelles sembra ignorare la grave situazione in cui è sprofondata l’Italia non solo dal punto di vista sanitario, ma anche produttivo. Io credo nell’Europa, ma in un Europa (sic.) unita che si prenda cura dei Paesi che sono in difficoltà. Quindi basta attese inutili, l'Europa faccia subito la sua parte''.

 

L'Europa è il perfetto capro espiatorio, anche perché è vero che da un organismo talmente eccezionale che mette insieme Stati nazionali complessi e diversi che per secoli non hanno fatto altro che combattersi, ci aspetta tantissimo. Ma fino ad oggi, da quando c'è l'emergenza coronavirus, non è vero che non è stato fatto niente, anzi: la Commissione europea, per esempio, ha sospeso il Patto di Stabilità, permettendo di sforare il debitotrovare nuove risorse all'Italia, la Banca centrale europea ha dato il via libera al Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp), che prevede l'acquisto di titoli di Stato per 750 miliardi di euro.

 

Ma non è tutto: dei 25 voli di rimpatrio di 4.200 cittadini europei fatti rientrare alle loro case dall'estero il 75% è stato cofinanziato dal meccanismo di protezione civile dell'Unione europea. Ci sono circa 300 milioni di euro che sono a disposizione per la ricerca per arrivare a vaccini contro il coronavirus, per finanziare l'innovazione medica per l'industria farmaceutica (Imi) e le startup e imprese per progetti innovativi di risposta alla pandemia. Ma non è tutto e la cosa bella è che potete approfondire dettagli e cifre su questo interessantissimo articolo di ''difesa'' dell'Europa de Linkiesta.it. Lo ha scritto Andrea Fioravanti che ''nel 2015 è diventato il caporedattore di Europhonica - si legge nel suo profilo - programma sull'Unione Europea in onda ogni settimana su tutte le radio universitarie italiane''.  

 

Europhonica qualcuno la ricorderà perché era la radio anche di Antonio Megalizzi, il ragazzo trentino ucciso a Strasburgo in un terribile attentato nel dicembre del 2018. Un dramma terribile al quale sono seguite, poi, tante considerazioni e belle frasi di circostanza anche da parte dell'amministrazione provinciale leghista. ''Noi non dobbiamo soltanto ricordare Antonio – aveva detto l’assessore provinciale all'istruzione e alla cultura Bisesti – ma dobbiamo seguire il suo esempio''. L'esempio di un ragazzo innamorato dell'Europa sulla cui stele è stato scritto ''ad Antonio Megalizzi, che ha inseguito il sogno di un’Europa giusta, libera e unita nella diversità, attraverso la sua passione per la verità nella formazione e nell'informazione''. Oggi il presidente della Provincia autonoma di Trento ammainando la bandiera dell'Europa ammaina l'esempio e l'operato dei padri del Trentino (Degasperi in primis che figura anche tra i pionieri della Ue) e anche dei figli come Antonio Megalizzi.

 

''In piena emergenza il presidente della provincia autonoma di Trento (Euregio cioè Euroregione) trova il tempo per condividere un filmato dove si ammaina la bandiera europea - scrivono i consiglieri del Partito autonomista Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri -. A poco servono le considerazioni esposte e i ragionamenti su cosa dovrebbe fare o meno l’Europa. Il gesto è di una gravità inaudita e va condannato con fermezza. Le istituzioni dell’autonomia non possono essere associate ad un gesto simile''.

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