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''Draghi? Mi spiace che ci sia un italiano complice di quella Ue che sta massacrando l'Italia'', il Salvini pensiero (IL VIDEO) di quattro anni fa

Il post è ancora lì ed è datato 9 febbraio 2017. Salvini sponsorizza Trump, Le Pen, attacca massoni e banchieri che, con l'Euro, stanno facendo il male del popolo. Ora si cambia: dal BastaEuro al ''vengo anch'io'' perché arrivano i 200 miliardi di euro e più del Recovery Fund. E pensare che un anno fa anche in Trentino c'era chi ''ammainava'' la bandiera dell'Europa

Di Luca Pianesi - 07 febbraio 2021 - 18:20

MILANO. ''L'Euro non è irreversibile come sostiene Draghi. Mi spiace che ci sia un italiano complice di quella Unione Europea che sta massacrando gli italiani e l'economia italiana''. Questo era Matteo Salvini esattamente 4 anni. Il post è ancora lì, datato 9 febbraio 2017, con la scritta in stampatello che rimanda al sito BastaEuro.org (oggi irraggiungibile) a ricordare come fino a pochi mesi fa l'Europa, l'Euro e uno dei suoi paladini internazionali, Mario Draghi, fossero il nemico numero uno per la Lega di Salvini.

 

E d'altronde basta andare indietro di pochi mesi e arrivare a quel che succedeva in Trentino con il presidente della Provincia Fugatti che l'1 aprile 2020, in piena pandemia, condivideva il video di un suo vicino di casa che ammainava la bandiera dell'Europa e lo commentava scrivendo: ''L’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese mi ha profondamente deluso''. Uno schiaffo a tutti i trentini e alla loro tradizione europeista (QUI APPROFONDIMENTO) ai limiti dell'imbarazzante se si pensa a cosa ha fatto l'Europa poche settimane dopo tra finanziamenti e investimenti sul Bel Paese.

 

Ora che il futuro prossimo e venturo dell'Italia sarà ''disegnato'' dagli Euro di Bruxelles con gli oltre 200 miliardi del Next Generation EU anche i sovranisti e populisti più smaccati si riscoprono europeisti. D'altronde la Lega è un partito che alle giravolte, da quando c'è Salvini a guidarla, ha abituato gli italiani e così, senza troppi problemi di dignità e rispetto per i propri elettori, è passata da essere Lega Nord, movimento per l'indipendenza della Padania, poi federalista, a partito nazionale, sovranista, del ''prima gli italiani'' con tanto di manifestazioni di piazza assieme ai nostalgici fascisti di Casa Pound (si ricorderà quella di Roma del 19 ottobre del 2019).

 

Ora arriva la fase di ''apertura'' all'Europa e al suo massimo campione, quel Mario Draghi che, se tutto andrà come deve andare, sarà il prossimo presidente del consiglio italiano, colui che dovrà gestire proprio il pacchettone di miliardi di Euro (non vale più adesso il BastaEuro) che arriveranno da Bruxelles. D'altronde questo 2021 è anno del cambiamento, quello vero. L'indecorosa uscita di scena di Trump che nel suo ''ultimo atto'' ha sublimato quattro anni di carica, tra bugie in serie, attacchi spropositati agli avversari politici, violenza nel linguaggio e il farsesco quanto preoccupante assalto al Campidoglio, ha messo alle strette i movimenti sovranisti di tutto il mondo.

 

Salvini lo ha capito e oggi non parla più dell'ex presidente Usa, sostenuto, mascherina alla mano, fino a pochi giorni fa. Ora c'è il (giusto) tentativo di accreditarsi come forza politica seria e moderata per cercare di prendere parte alla partita del Recovery Fund. Cambiare idea non è sbagliato, assolutamente, specie se lo si fa per il proprio Paese, ma è bene non dimenticare da dove veniamo e nel discorso di Salvini di quel 9 febbraio 2017 c'è un po' tutto il Capitano. Un minuto di anti-euro, anti-Draghi, complottismo un tanto al chilo, tra massoni e banchieri, il sostegno a Trump, Le Pen e a quella Lega che allo spread non credeva ma ai poteri forti sì. 

 

 

 

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