Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, Salvini perde consensi e cambia strategia. Dal post di Bisesti a quelli di Dalzocchio e Cavada l'importante è obbedire al Capitano

Per i sondaggi Salvini e Meloni sono in calo e i due allora ''scelgono'' strategie diverse per rimettersi al centro della scena nonostante la drammatica emergenza del coronavirus. Se Salvini preferisce attaccare ai fianchi e servirsi della sua rete (compresi gli amministratori locali che nonostante le mille cose da fare in questo momento difficilissimo si prestano al gioco) Meloni appare più diretta. Ecco le mosse della destra per riconquistare i consensi e cercando di ridividere la comunità

Di Tiziano Grottolo - 26 marzo 2020 - 10:15

TRENTO. Il post reazionario dell'assessore leghista alla cultura e all'istruzione Mirko Bisesti, dove pur di dividere, pur di creare contrasti arriva addirittura a mettere in contrapposizione alpini e partigiani, a richiamare un fascismo con la ''F'' maiuscola, da dove arriva? E come è possibile che chi in questo momento di emergenza dovrebbe impegnarsi solo a governare il territorio, a fare il massimo per la propria comunità, per salvare tutti, senza distinzioni, perché c'è da gestire una pandemia mondiale, si abbassi a fare certi post che aprono ferite, lacerano la società, utilizzano il fango delle menzogne per instillare dubbi e sospetti? Infine perché la capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio e il consigliere provinciale, sempre della Lega, di una delle zone più colpite dal virus, le valli di Fiemme e Fassa, Gianluca Cavada, si ritrovano sulla loro pagina Facebook il ''Pazzesco'' di Salvini sul video del TgLeonardo del 2015 che, non appena è stato diffuso per la gioia di complottisti e complottari, in pochi minuti è stato anche smentito dalla stessa Rai (pubblichiamo qui il servizio del Tgr - Rai del Trentino).

 

 

 

 

 

 

 

Tutto, ovviamente, è collegato all'emergenza coronavirus che ha colpito con particolare violenza l’Italia con oltre 7500 vittime e circa 74mila contagi (dati del 25 marzo). L’epidemia, fra le altre cose, ha relegato in secondo piano molte delle questioni politiche che affliggono il paese, come sempre accade in queste situazioni chi siede fra i banchi dell’opposizione perde visibilità visto che i riflettori rimangono, nel bene e nel male, puntati si chi governa.

 

Gli effetti di questa sovraesposizione mediatica sono stati rilevati dai vari sondaggi che in maniera quasi univoca hanno certificato la crescita dei partiti di governo come Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali (aggregato a “La Sinistra”). Al contempo Lega e Fratelli d’Italia, dal 25 febbraio (il primo caso di Covid-19 in Italia risale al 21 febbraio), hanno perso rispettivamente 1,2% e 1% (dati raccolti dall’istituto Ixé). Se poi andiamo a vedere la fiducia che gli italiani ripongono nei vari leader il dato emerge ancora più chiaramente: il presidente del consiglio Giuseppe Conte dal 10 marzo (il decreto che trasforma tutta l’Italia in zona rossa è del 9 marzo) ha guadagnato 9 punti, attestandosi a 51. Una crescita figlia del fatto che il 73% degli italiani giudica positivamente l’operato del governo nella gestione dell’emergenza.

 

 

Nello stesso periodo, al contrario, il gradimento nei confronti di Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) è cresciuto molto poco fermandosi rispettivamente a 32 e 36 punti. Questi sondaggi sicuramente non sono passati inosservati, così Lega e Fratelli d’Italia sono passati al contrattacco scegliendo due strategie diverse, per certi aspetti addirittura contrapposte ma ugualmente aggressive. Ad esempio Meloni ha optato per l’attacco frontale, cercando di convogliare su di sé l’attenzione mediatica, arrivando perfino ad accusare il governo Conte di aver attuato una deriva autoritaria. D’altra parte la leader di Fdi non può contare né sul formidabile apparato per la propaganda leghista e nemmeno su altre figure di spicco all’interno del partito, anche in questo caso un’importante differenza con la Lega che può fare affidamento su almeno 4 presidenti di regione diretta emanazione leghista sui territori.

 

Analizzando l’attività della pagina Facebook di Giorgia Meloni (1,6 milioni di seguaci) nel corso dell’ultima settimana i post dove si attacca il governo sono stati 20, quelli motivazionali (dove si ringraziano categorie di lavoratori o si esalta il paese Italia) sono stati 17, le proposte 9, dopodiché ci sono 5 attacchi rivolti all’Unione Europea (comprese Germania e Francia) e 2 attacchi generici verso gruppi di persone (per esempio migranti).

 

Per quanto riguarda il profilo Facebook di Matteo Salvini (4,3 milioni di seguaci) va precisato che nell’arco di una settimana il numero di post pubblicati rispetto all’alleata è molto più alto, detto questo ci sono almeno 36 attacchi al governo. La cosa interessante però è che un terzo di questi è stato mosso da altre persone (nel caso di Meloni invece parla solo lei). Poi ci sono 9 attacchi all’Ue, 6 ad altre categorie (1 mosso da un’altra persona). I post motivazionali sono 35 e le proposte 12. L’aggiunta interessante è rappresentata dagli aggiornamenti sulla situazione covid-19 nelle regioni (veneto e Lombardia) che sono 13, curiosamente il Trentino non c’è mai. Se la leader di Fdi spesso e volentieri “prende il toro per le corna”, rivolgendosi direttamente a Conte, Salvini preferisce “fare il giro largo” evitando gli attacchi diretti al Presidente del consiglio.

 

La chiave della strategia salviniana sta tutta qui, erodere i fianchi, molto probabilmente è stato l’algoritmo della cosiddetta ''Bestia'' a suggerire al leader leghista di mantenere un basso profilo, facendo fare il lavoro sporco ai gregari, infatti a sparare a zero sul governo ci pensano pagine come “Lega-Salvini Premier” (sugli ultimi 10 post 8 sono attacchi o tentativi di denigrare un avversario politico) e “Noi con Salvini”, dove il risultato è lo stesso per il semplice motivo che i post condivisi sono gli stessi eccetto uno. D’altronde Salvini aveva avuto un assaggio di quello che succede a criticare il governo durante l’emergenza (soprattutto se lo si fa mentre ci si trova in vacanza a Madonna di Campiglio, QUI articolo), lo scorso 28 febbraio, quando dopo aver attaccato Conte venne subissato di critiche.

 

 

 

Quindi per provare a risalire nei sondaggi la Bestia si è messa in moto cercando di elaborare una nuova strategia, se Salvini non può attaccare il governo, meglio che lo facciano i gregari e soprattutto meglio non prendere di petto Conte ma colpire altri obiettivi.  Questo modus operandi si inserisce all’interno di quella che sembra essere una strategia molto più articolata volta ad agitare le acque, un modo di lanciare il sasso e nascondere la mano. Salvini infatti si è trovato, per la prima volta, nella posizione di non poter aggredire un avversario politico rovesciandogli addosso la “potenza di fuoco” della bestia e contemporaneamente vedendosi drasticamente ridotto il suo minutaggio in televisione.

 

Proprio in questi giorni in molti gruppi Facebook che riuniscono le varie comunità “Sei di XXX se...” si è notato uno strano movimento di consiglieri provinciali leghisti, un modo per stare vinci alla propria comunità? Può essere. Un mezzo per comunicare meglio gli aggiornamenti sull'epidemia? Forse. Con lo stesso Presidente Fugatti che si è iscritto a molti gruppi locali. Ma certamente si tratta anche di un modo per essere più presenti e per raggiungere più persone possibili. Un modo per allargare la propria comunicazione e per cercare di influenzare la comunità senza il filtri, in maniera diretta.

 

E se la cosa potrebbe essere anche meritevole qualora fosse indirizzata a diffondere informazioni serie e verificate, se servisse a far crescere la comunità e a informarla, a renderla più unita e fiduciosa, spaventa pensare che la strategia sia messa in atto, al contrario, per recuperare consenso, per mera propaganda politica. In buona sostanza che ci sia un chiaro ordine di scuderia come quello dato da Salvini ai ''suoi'' qualche giorno fa tramite Twiter: vi ricorda qualcosa? ''Copiatela e mettetela ovunque''.

 

 

 

In un momento in cui la Lega arretra tocca ai nostri amministratori, addirittura all'assessore all’istruzione e alla cultura della provincia di Trento, Mirko Bisesti trasformarsi in veicolo di certi contenuti. Lo scritto altro non era che un attacco verso partigiani e sardine che “non si vedono quando c’è bisogno di montare un ospedale da campo”. Partigiani e sardine contrapposte agli alpini e alle forze dell’ordine, o più in generale a chi “sventola con orgoglio la bandiera e si mette la mano sul cuore appena parte l’Inno”.

 

Il post in questione “condiviso volentieri”, ha scritto Bisesti senza citare Salvini, dunque facendolo sembrare quasi un post spontaneo, scritto da un qualsiasi cittadino, perché “mai come oggi è importante dire grazie a chi purtroppo, troppo spesso in Italia, è stato oggetto di astio e di odio” si concludeva con l’esortazione a “copiarlo e metterlo ovunque”, “che diventi virale”, suggeriva l’anonimo pensatore: il Capitano, insomma, lancia l’ordine alle 16e03 del 23 marzo, alle 11e29 del 24 marzo arriva sulla pagina dell’assessore Bisesti, alle 19e29 dello stesso giorno arriva anche sulla bacheca della consigliera leghista Mara Dalzocchio.

 

Un post che nel complesso frutta 23.216 condivisioni su Facebook 800 retweet. La sostanza di cui è fatta la Bestia è tutta qua: mentre c’è una parte di paese che lotta letteralmente per sopravvivere ce ne è un’altra che si adopera per lacerarlo, fomentando le divisioni nel tentativo di riguadagnare un po’ di consenso da spendere nelle prossime elezioni. Che cerca di insinuare sospetti e dubbi (come fatto con il video di Leonardo condiviso ieri sera da Salvini e ripreso subito da Dalzocchio e Cavada) quando l'unica speranza di tornare a galla sembra restare solo il latino ''dìvide et ìmpera''. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 05 marzo 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

03 aprile - 11:52

Il caso è successo nelle Giudicarie Esteriori. A segnalare la presenza del Taxi alle forze dell'ordine dei residenti e la polizia locale ha intercettato il mezzo

03 aprile - 12:38

Il capo della Protezione civile ha spiegato a Radio1 e Radio Capital che la fase-2 potrebbe partire a metà maggio. Il rischio è che come in Cina ci sia un effetto di ritorno del virus e comunque il coronavirus ''cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze''

03 aprile - 11:39

Fabrizio Iellici di Ziano di Fiemme è deceduto ieri. Da sempre in prima linea nei progetti di solidarietà portati avanti in tutta Italia da parte delle penne nere 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato