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Coronavirus, Segnana scarica le responsabilità sui medici e ora c'è chi dice ''basta''. I sindacati: ''Non è degna del ruolo che ricopre: l'assessora si faccia da parte''

L'assessora Segnana è intervenuta per scaricare la responsabilità sull'Ordine dei medici. Grosselli, Bezzi e Alotti: "Se esecutivo e dirigenti provinciali hanno sempre bisogno di qualcuno che dica cosa fare, per quale motivo vengono pagati dai trentini? Chieda scusa e ringrazi Ioppi invece di accusarlo". L'Upt: "Accuse di Segnana inaccettabili e vili. Bullismo istituzionale, arroganza e impreparazione"

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2020 - 16:21

TRENTO. "Le accuse dell'assessora Stefania Segnana sono inaccettabili e vili. I toni usati sono quelli del bullismo istituzionale", così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), mentre l'Upt aggiunge: "E' ormai intollerabile questo miscuglio di arroganza e di impreparazione".

 

Sono già diverse le prese di posizione dopo che l'assessora Stefania Segnana è intervenuta per scaricare (ancora una volta) le responsabilità sull'Ordine dei medici: "Ioppi sicuramente la prossima volta darà i suoi consigli ben prima dell'esplosione della gravità del contesto''. Un altro attacco a un organismo professionale che in questi mesi non si è risparmiato per cercare di risolvere le criticità, senza magari tutti quegli elementi e strumenti in mano alla task force e l'esecutivo, che appare davvero ingeneroso (Qui articolo).

 

"Un atteggiamento che sembra tradire l’assenza di una fondamentale consapevolezza - dicono Grosselli, Bezzi e Alotti - alla guida della sanità trentina, fino a prova contraria, siede Segnana e non il dottor Ioppi. Dunque all'assessora competono le scelte e le assunzioni di responsabilità. Se prima della presa di posizione di Ioppi, in nessun atto ufficiale dell’assessorato si parla di potenziamento dei tamponi è solo per responsabilità di Segnana che farebbe meglio a ringraziare l’Ordine dei medici e chiedere scusa".

 

La responsabilità della strategia è della Provincia a trazione leghista. "Ricordiamo all’assessora e al resto della Giunta che ricevono mensilmente lauti stipendi pagati con le tasse dei contribuenti - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - proprio per assumersi la responsabilità di agire tempestivamente a salvaguardia della salute dei trentini e non per delegarla a qualcun altro. Se esecutivo e dirigenti provinciali hanno sempre bisogno di qualcuno che dica cosa fare, per quale motivo vengono pagati dai trentini? E' un fatto che sui tamponi la Provincia di Trento si sia mossa in ritardo e non si può addossare la colpa di questo ritardo all’Ordine dei medici. Non era questo l’organismo che doveva decidere tempestivamente sul potenziamento della diagnostica coi tamponi".

 

L’Ordine e il suo presidente hanno più volte chiesto che venissero fatti i tamponi, anche per iscritto con una lettera del 18 marzo. Una richiesta che ha visto il sostegno di sindacati, esperti e altri Ordini professionali. "Fino a quella data e anche dopo - evidenziano i sindacati - nessun atto della Giunta riportava la necessità di aumentare il numero dei tamponi e sul tema l’esecutivo ha cambiato più volte strategia, dimostrando di navigare a vista".

 

La prima delibera dell’assessorato è del 27 marzo, quella approva il protocollo con Fem, Cibio, Fbk e Apss. "Prima di allora - continuano Grosselli, Bezzi e Alotti - non c'è stato alcun riferimento ai tamponi come si deduce dall’elenco di atti burocratici che l’assessora ha enumerato davanti ai consiglieri provinciali la scorsa settimana. Senza l’insistenza e la determinazione anche dell’Ordine dei Medici, senza la segnalazione di Ioppi, che la Lega definisce 'tardiva', la Giunta avrebbe cumulato ritardi su ritardi in fatto di diagnostica e con molta probabilità la quotidiana lista dei deceduti che l’assessora Segnana ha letto per settimane in diretta streaming, sarebbe stata purtroppo ancora più lunga".

 

Duri i sindacati: "Affrontiamo un’emergenza sanitaria inimmaginabile per gravità e impatto. Non è accettabile - evidenziano Grosselli, Bezzi e Alotti - che chi ha l’onere e l’onore di guidare la nostra Provincia davanti all’assunzione delle responsabilità si volti dall’altra parte. Chi, invece di assumersi le proprie responsabilità, preferisce scaricarle su altri, non è degno del ruolo istituzionale che ricopre: bene che si faccia da parte".

 

Non è la prima volta che l'Ordine dei medici è finito nel mirino della Pat tra il presidente Maurizio Fugatti e l'assessora. "Per l’ennesima volta la Giunta provinciale si esprime pubblicamente in termini polemici e irrispettosi nei confronti di Ioppi. E' ormai intollerabile - commentano Walter Giacomazzi e Alessio Rauzi, coordinatori politici dell’Unione per il Trentino - questo miscuglio di arroganza e di impreparazione. La libertà di giudizio del mondo professionale, in sanità come negli altri campi, è una condizione essenziale per la democrazia liberale e per la qualità dei servizi ai cittadini. E tanto più in un momento di emergenza senza precedenti, dovrebbe essere valorizzata e non mortificata dal potere politico".

 

L'Upt si schiera al fianco dell'Ordine. "Esprimiamo al presidente Ioppi la nostra solidale vicinanza, assieme al ringraziamento per le posizioni sempre equilibrate e rigorose, sul piano etico e scientifico, assunte anche in questi passaggi. Posizioni e sollecitazioni che avrebbero certamente reso migliore la risposta del Trentino all’emergenza di questi mesi", concludono Giacomazzi e Rauzi.

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