Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, Segnana scarica (di nuovo) sui medici le responsabilità: ''Ioppi sicuramente la prossima volta darà i suoi consigli ben prima dell'esplosione della gravità del contesto''

Ci auguriamo che non ci sia una ''prossima volta'' parlando di epidemie e che quindi questa sia solo un'uscita infelice di Segnana, l'attacco a un organismo professionale che in questi mesi non si è risparmiato per cercare di risolvere le criticità, senza magari tutti quegli elementi in mano alla task force e l'esecutivo, appare davvero ingeneroso

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. "Nemmeno il presidente dell’Ordine dei medici del Trentino aveva previsto ai primi di marzo quale sarebbe stato l’impatto della pandemia da Covid-19". Così l'assessora Stefania Segnana, che aggiunge: "Tanto è vero che aveva rilasciato in più interviste televisive dichiarazioni assolutamente rassicuranti dove non menzionava il tema dei tamponi".

 

La linea della Provincia sembra ormai tracciata: scaricare le responsabilità. Ultimamente è Roma a trovarsi nel mirino, ma anche l'Ordine è tra i capri espiatori preferiti. E' il secondo duro attacco contro Marco Ioppi, numero uno dei medici, dopo quello nel corso della conferenza stampa a opera del presidente Maurizio Fugatti. Una prima fase dell'emergenza, quella più acuta, culminata il 26 marzo nelle accuse pubbliche del governatore all'Ordine che avrebbe chiesto "solo" il 18 marzo di cambiare strategia (Qui articolo). Una certa tensione è stata registrata anche nei giorni successivi in Consiglio provinciale (Qui articolo). 

 

"La situazione - aggiunge l'assessora - si è evoluta in brevissimo tempo, ma ancora nella sua lettera dell’8 marzo alla Giunta provinciale, in cui pure poneva il problema della tutela del personale sanitario, il dottor Ioppi non parlava e non menzionava il tema dei tamponi quanto dei dispositivi di protezione individuali e pre-triage".

 

L'assessora ripercorre le tappe di quei mesi complicati. "Solo con una successiva lettera del 18 marzo avanzava la richiesta di effettuare i tamponi a tutto il personale e quindi ben oltre ogni sua valutazione preventiva della gravità della situazione. Dalla Provincia - prosegue Segnana - è stato comunque messo in campo uno sforzo straordinario in tutti questi ambiti. Le tendostrutture (sic!) o pre-triage, per filtrare pazienti e visitatori in ingresso nelle strutture ospedaliere, auspicata da Ioppi, sono state infatti realizzate, e sono a tutt’oggi operative".

 

Capitolo tamponi. "Non abbiamo mai nascosto le difficoltà che stavamo affrontando - evidenzia Segnana - ma tutto il Paese, soprattutto per reperire i reagenti necessari. Nonostante questo, il Trentino con l’Apss ma anche con le sue eccellenze scientifiche, in particolare Cibio e Fem, è diventato tra i territori in Italia nei quali si fanno maggiori tamponi, come ricordato in questi giorni anche da alcuni quotidiani nazionali assolutamente ‘super partes’. Siamo arrivati a fare una media di 2000 tamponi al giorno. Tre volte più dell’Emilia Romagna in rapporto alla popolazione, come sottolinea oggi a esempio il Corriere della Sera".

 

Ma il Corriere della sera evidenzia in un altro articolo che "Il Trentino - si legge sul quotidiano - è improvvisamente passato da una media di rapporto contagi/tamponi superiore al 4% il 28 aprile, con gravi preoccupazionia quella ultra rassicurante dell’11 maggio, dello 0,14%. Non un miracolo, ma un calcolo di contagi più bassi per errore" (Qui articolo del Corriere). Ma in questo caso probabilmente si è preferito non vedere e non commentare, un pezzo che si basa su quanto messo in luce attraverso un'inchiesta da Il Dolomiti nei giorni scorsi (Qui articolo).  

 

L'Ordine dei medici è più volte intervenuto in modo costruttivo per chiedere un cambio di strategia quando la situazione sembrava sfuggire di mano oppure per proporre soluzioni e ridisegnare la medicina territoriale (Qui articolo), così come seguire le persone positive nelle strutture ricettive per salvaguardare la salute di pazienti e famiglia (Qui articolo). 

 

"Tutto questo dimostra che nessuno ha sottovalutato il problema - conclude Segnana - che il Trentino ha saputo fare rete e cooperare generosamente, anche superando difficoltà oggettive che vanno al di là della volontà dei singoli e delle singole amministrazioni. Ringraziamo comunque il dottor Ioppi per la collaborazione fattiva avuta in questa fase straordinaria, consapevoli che la prossima volta si saprà impegnare nel rendere consigli alle autorità competenti ben prima della esplosione della gravità del contesto".

 

Detto che tutti, immaginiamo anche l'assessora alla sanità, ci auguriamo che non ci sia una ''prossima volta'' parlando di epidemie e che quindi questa sia solo un'uscita infelice di Segnana (messa per iscritto in un comunicato stampa) l'attacco a un organismo professionale che in questi mesi non si è risparmiato per cercare di risolvere le criticità, senza magari tutti quegli elementi e strumenti in mano alla task force e l'esecutivo, appare davvero ingeneroso.

 

Ma il nuovo corso sembra quello di scaricare le responsabilità, come sul presidente dell'Apsp di Riva del Garda (Qui articolo), sulle Rsa per la gestione delle linee guida a fronte di una situazione grave, senza dimenticare i territori a vocazione turistica con tassi di contagio alti per la chiusura tardiva e imposta dalla Capitale degli impianti da sci. Oggi è il turno dell'Ordine dei medici, responsabile di non aver fatto qualcosa prima, domani probabilmente toccherà nuovamente a Roma. L'auto-critica e la necessità di fornire magari qualche risposta è affare per gli altri perché per la Provincia, a trazione leghista, "col senno di poi sono buoni tutti", come diceva il presidente Fugatti (Qui articolo).

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 15 luglio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

16 luglio - 18:18

Il totale sul territorio resta così a 5.503 casi e 470 morti da inizio epidemia coronavirus. Ci sono complessivamente 2.678 casi e 292 decessi da inizio emergenza in Alto Adige

16 luglio - 19:20

L'allerta è scattata intorno intorno alle 18 di oggi, giovedì 16 luglio, a Valda, frazione del Comune di Altavalle. In azione la macchina dei soccorsi, ambulanza, elicottero, vigili del fuoco di zona e carabinieri

16 luglio - 15:00

E' successo poco prima di mezzanotte, sul posto  una volante della squadra mobile e la polizia locale. Due denunce 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato