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Critica Meloni e Salvini, Verona revoca la cittadinanza onoraria a Saviano. Lo scrittore: "Delibera per zittire chi la pensa diversamente"

Il Consiglio comunale di Verona ha deciso con 20 voti favorevoli, 7 astenuti e 1 contrario di revocare la cittadinanza onoraria allo scrittore Roberto Saviano, concessa nel 2008 per le sue inchieste sulla camorra. Esulta la Lega: "Troppo delirio egocentrico". E l'intellettuale risponde: "Cari amici veronesi, la città non sono i guitti che la rappresentano. Delibera per zittire chi la pensa diversamente dalla giunta"

Di Davide Leveghi - 24 dicembre 2020 - 11:59

VERONA. “Roberto Saviano è stato condannato in terzo grado per plagio”, “Roberto Saviano si schierò apertamente contro la magistratura per sostenere il sindaco di Riace Mimmo Lucano”, “Roberto Saviano si permise di elogiare il comportamento di Carola Rackete”. E ancora: “Roberto Saviano ha dichiarato che la cocaina dovrebbe essere legalizzata”, “si è più volte scagliato contro l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini”, ma soprattutto “ha mostrato la sua intolleranza dicendo che 'Salvini e Meloni sono dei bastardi' perché si oppongono alla politica dei porti aperti”.

 

Sono queste le motivazioni con cui, su proposta del consigliere comunale della Lega Nord Alberto Zelger, il Consiglio comunale di Verona ha revocato la cittadinanza onoraria data allo scrittore napoletano, da anni sotto scorta per le sue inchieste sulla Camorra. Concesso nel 2018 per “meriti nella denuncia dei crimini della camorra attraverso la pubblicazione di alcuni suoi libri”, il riconoscimento è stato dunque tolto, con la premessa, tra l'altro, che Saviano non avrebbe mai ringraziato per l'omaggio della città scaligera.

 

La decisione, destinata a far discutere per contenuto e tempistiche, arriva alla conclusione dell'anno politico veronese. Nelle ultime ore di lavoro in Consiglio comunale, infatti, Zelger e altri compagni di maggioranza fra Fratelli d'Italia (Ciro Maschio), Lega (Laura Bocchi, Vito Comencini, Anna Grassi), Verona Domani (Daniela Drudi) e Battiti per Verona (Roberto Simeoni, Andrea Bacciga, Rosario Russo), hanno deciso di “coronare” questo 2020 con una delibera che ha un gusto decisamente politico.

 

Le critiche ai leader di partito Matteo Salvini e Giorgia Meloni appaiono infatti motivazioni valide secondo i proponenti per togliere la cittadinanza al noto intellettuale, da sempre piuttosto franco nell'esprimere le proprie posizioni. Con 20 voti a favore, 7 astenuti e 1 contrario, la delibera è così stata approvata e la cittadinanza onoraria revocata.

 

Troppo delirio egocentrico”, è stato il commento postato dall'account ufficiale della Lega Salvini Premier. “Concluso Consiglio comunale, versione 2020. un allucinante dibattito su un grande tema della città, sentitissimo da tutti, davvero, e ovviamente da svolgersi all'anti Vigilia di Natale in un anno nel quale in effetti con la pandemia che qui, a Verona e in Veneto, imperversa più che altrove, era utilissimo affrontare”, ha commentato con ironia amara il consigliere comunale del Partito democratico Stefano Vallani.

 


 

“Stasera si è votato il ritiro della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano (data nel 2008 anche dal promotore della delibera e altri che ancora stanno in Consiglio) – ha proseguito – ecco non sentite anche voi, tutto d'un tratto, che stiamo meglio e che, come dire, i problemi della Città sembrano ridotti e sicuramente meno pesanti? Dopo questo voto sono sicuro che domani mattina i cantieri del Filobus saranno spariti. So che lo pensate anche voi. Buona notte”.

 

Chiamato in causa, lo stesso Saviano ha scritto un messaggio rivolgendosi ai cittadini veronesi. “Cari amici veronesi, da oggi non sono più un vostro concittadino. Nella giornata di ieri il Consiglio comunale della città di Verona – con i voti di Lega e Fratelli d'Italia – ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria che mi era stata conferita nel 2008. Questo provvedimento non riguarda solo me, ma vuole zittire ogni spinta contraria al pensiero unico dei consiglieri di maggioranza e del loro partito”, ha scritto in un lungo post su facebook.

 

Un'ideologia che vuole ottundere il pensiero critico e mettere al bando ogni ragionamento e proposta su temi controversi. 'Non è nostro concittadino chi non la pensa come noi', ecco cosa vuole dire – ha proseguito – ma Verona è molto meglio dei guitti che la rappresentano ora in Consiglio comunale: esiste una città che so essere aperta e plurale, contrariamente a come certe amministrazioni si sforzino di rappresentarla. Ed è drammatico che questa delibera arrivi mentre le altre attività del Consiglio – forse prioritarie – sembrano essere bloccate da giorni, e mentre Verona è l'ottavo Comune italiano per numeri di contagi. Anche se ufficialmente non sono più un vostro concittadino, continueremo comunque a scambiarci opinioni anche quando non saremo d'accordo, a proporre soluzioni anche quando saranno scomode e a vigilare sull'operato dei nostri amministratori anche quando saremo controcorrente: perché è questo che fanno i cittadini”.

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