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Dai trasporti gratis alla funivia del Bondone, dalla ridistribuzione delle ricchezze alla democrazia diretta: ecco la Trento del 2025 di Carmen Martini

Intervista alla candidata sindaca per Trento del Movimento 5 Stelle. La prospettiva è opposta al solito, non ''qual è il problema e cosa farai'' ma ''come sarà la città dopo 5 anni con te sindaco?''. Dal DolmitiPride, all'economia, dalla crescita della popolazione alla sicurezza otto domande per otto candidati per capire cosa ci aspetta votando l'uno o l'altra

Di Luca Pianesi - 13 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Ci siamo quasi, il voto si avvicina e allora ecco una panoramica globale dei candidati sindaco per Trento: otto domande tutte uguale agli otto aspiranti primi cittadini del capoluogo provinciale, però ribaltate rispetto al canonico ''qual è il problema, cosa farai''. La nostra intenzione è tentare di aiutare i lettori a capire che Trento lasceranno nel 2025, dunque al termine della loro legislatura. Uno sguardo di prospettiva su cosa avrà rappresentato per Trento avere sindaco per cinque anni Carmen Martini dei 5 Stelle, Franco Bruno de La Catena, Franco Ianeselli per il centrosinistra autonomista, Giuliano Pantano per Rifondazione Comunista, Silvia Zanetti per Si può Fare, Andrea Merler per il centrodestra e Marcello Carli per il centro e Filippo Degasperi per Onda Civica. L'ordine non è casuale ma è quello che troverete sulle schede elettorali e quindi partiamo proprio dal Movimento 5 Stelle e dalla Trento di Carmen Martini.

 

Una Trento che sarà cresciuta in popolazione e anche per quanto riguarda gli studenti universitari, che avrà investito sul social housing per mettere in contatto le esigenze abitative dei giovani precari con quelle degli anziani, che avrà una funivia che collega il Bondone e ''darà un polmone verde alla città di Trento''. Una città dove i trasporti pubblici saranno gratuiti per tutti e le auto parcheggeranno per la stragrande maggioranza nei posteggi di assestamento, una città inclusiva e perché no, una città che ospiterà anche a un nuovo DolomitiPride e che punterà forte sulla presenza femminile nella società addirittura declinata con ''un’urbanistica che abbia una prospettiva di genere''. Sul piano economico Trento avrà mantenuto il suo livello di ricchezza attuale ma la avrà distribuita meglio, sarà una città più sicura e dove democrazia diretta e partecipativa permetteranno ai cittadini di partecipare alla vita attiva del Comune. Come? Ce lo spiega Carmen Martini

 

1) Trento avrà aumentato la sua popolazione o l'avrà diminuita? A seconda delle risposte in quali zone si sarà sviluppata (o meno) e in che modo?

 

La popolazione di Trento negli ultimi anni è sempre cresciuta. Nel 2001 eravamo poco più di 105 mila mentre nel 2019 siamo arrivati a quasi 119 mila abitanti, un trend di crescita costante che è probabile prosegua. Una città che aumenta di popolazione richiede maggiori servizi, una politica seria di edilizia abitativa e di sostegno alle famiglie che pagano l’affitto, tutte cose che il M5S intende realizzare. Sempre su questo tema puntiamo con forza anche sul social housing, in modo da mettere in contatto le esigenze abitative dei giovani precari con quelle degli anziani che invece hanno il problema della solitudine e della difficoltà di movimento.

 

2) Il Monte Bondone come sarà, che tipo di sviluppo prevede e quale sarà il suo rapporto con la città (funivia sì o no e per fare cosa eventualmente)?

 

La funivia si farà e grazie ad essa il Bondone sarà il polmone verde della città di Trento. Verranno riconvertite le strutture andate in disuso negli anni e sarà edificato un centro benessere all’avanguardia immerso nella natura. Il tutto sarà realizzato nell’ottica dell’ecosostenibilità, del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente. Il M5S crede tantissimo in questo progetto, al punto che è stato proprio grazie al nostro Riccardo Fraccaro che il Governo ha dato la disponibilità a finanziare l’opera.

 

3) Gli universitari saranno di più o di meno rispetto ad oggi e come mai (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? L'università sarà più o meno integrata nel tessuto cittadino (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? 

 

Anche in questo caso i trend indicano che probabilmente nei prossimi anni Trento sarà sempre più città universitaria, una tendenza sicuramente incentivata dall’apertura della facoltà di medicina. A fronte di ciò è necessario potenziare le strutture di alloggio per gli studenti fuori sede. In questo momento l’università è pienamente inserita nel tessuto urbano di Trento, basti pensare a Economia, Giurisprudenza o Sociologia. È una cosa positiva perché così il centro cittadino si anima e vive, ma se il maggiore afflusso di studenti imporrà di ampliare le facoltà ad aree esterne al centro, come accaduto ad esempio per Ingegneria, bisognerà ragionare con lungimiranza, sviluppando strutture capaci di durare nel tempo ben collegate col centro cittadino e con le altre zone di Trento inserendole nel contesto urbano e rendendole quindi un potenziale volano di sviluppo armonioso per la nostra città.

 

4) Trasporti: tra 5 anni i trentini quali possibili alternative di trasporto avranno? Povo e Mesiano come saranno collegati con Trento? E per assorbire il traffico dei pendolari e di fuori città cosa farà, se ha intenzione di fare qualcosa?

 

Il sistema dei trasporti deve essere rivoluzionato. Bisogna potenziare tantissimo i mezzi di trasporto pubblici, che vanno resi gratuiti per tutti, riducendo l’accesso delle automobili dei pendolari al centro città senza creare disagio alle persone e agli esercizi commerciali. Questo sarà possibile creando grandi aree di posteggio collegate alle varie aree della città con corse continue. Al tempo stesso va data la priorità allo sviluppo della mobilità sostenibile, rafforzando il sistema delle piste ciclabili e l’accessibilità ai mezzi di trasporto elettrici. In questo modo costruiremo una città davvero a misura d’uomo riducendo o eliminando i momenti di congestione del traffico. 

 

5) Sarà una Trento più inclusiva o meno inclusiva quella che avrà lasciato? Potrebbe immaginare un nuovo DolomitiPride e sarà contento di celebrare nozze Lgbtq? Per quanto riguarda le donne immagina una Trento dove le donne conteranno di più o di meno (e in quale modo le avrà aiutate)?

 

Sarà una Trento più inclusiva. La Repubblica italiana non discrimina i suoi cittadini in base a razza, genere, religione, opinione politica, sessualità, eccetera. Non vedo quindi perché ci dovrebbero essere problemi se delle associazioni vorranno organizzare delle manifestazioni seguendo le regole del Comune. Allo stesso modo non avrei problemi a celebrare unioni fra persone dello stesso genere. Sicuramente immagino una Trento dove le donne possano contare di più e soprattutto dove possano vivere con condizioni migliori in termini di vivibilità, equità e salubrità. Una città più a misura di donna è una città più sicura, dove si presta maggiore attenzione alle esigenze dei lavori femminili, dove si potenzia la mobilità anche nelle periferie. Una buona urbanistica prova a correggere le incoerenze dei centri abitati, che spesso nuocciono soprattutto alle donne, per trasformarli in luoghi di relazione e di libertà di movimento. Faccio qualche esempio di queste incoerenze: rifiutare un lavoro perché non ha orari conciliabili e magari non ci sono mezzi pubblici per tornare a casa, dover avere timore di raggiungere il parcheggio perché si trova in un luogo isolato o poco illuminato, non riuscire a raggiungere facilmente l’ospedale, la scuola o qualsiasi altro servizio pubblico, essere madri single e trovare difficoltà ad avere una casa a prezzi accessibili, la scuola pubblica che si limita ad orari non conciliabili con quelli di uscita dal lavoro, trovarsi da sole ad affrontare oltre al lavoro anche il lavoro di cura di famigliari anziani o disabili, ecc. Strade mal illuminate, fermate dei mezzi pubblici lontane, luoghi abbandonati, orari pensati solo in funzione del lavoro, servizi pubblici distanti, sono problemi che vanno affrontati per creare una città più umana e alla portata di tutti. In diverse città europee, ad esempio Vienna, Stoccolma, Barcellona, da tempo sono proprio le donne a cercare soluzioni alternative per rendere le città a misura di persona e non solo di utente. Propongo un’urbanistica che abbia una prospettiva di genere, che significa un cambio di paradigma degli spazi e dei tempi. Vuol dire mettere la vita delle persone al centro, dando importanza ai lavori di cura e costruendo città e quartieri più sicuri, più vivibili, più equi.

 

6) Sul piano economico come avrà reso Trento una città più ricca (o immagina una decrescita ''felice'' e in tal caso quanto sarà felice)? Quali sono i comparti sui quali avrà puntato di più e cosa avrà fatto per creare sviluppo in quella direzione?

 

Trento manterrà lo stesso livello di benessere di cui gode oggi, estendendolo però a più persone, rendendo le periferie più vivibili e garantendo servizi migliori, più numerosi ed efficienti ai cittadini. Punteremo sul turismo sostenibile, manterremo le attività del secondario e del terziario già massicciamente presenti e daremo impulso anche all’agricoltura di qualità. Puntiamo a dar voce alle periferie, dotandole di servizi e investendo su di esse per renderle più vivibili e meglio integrate nel tessuto urbano cittadino perché non ci piacciono i “quartieri dormitorio”. Per quanto riguarda il turismo vogliamo che emerga il valore dello stile di vita di Trento, una città forte del suo ambiente e della sua cultura, vissute senza frenesie. La nostra città è inserita in un contesto unico, è a un tiro di schioppo dalle montagne, ha la collina con i suoi vigneti ma anche il fiume Adige da riscoprire e valorizzare, c’è tutta l’offerta del turismo culturale legata ai poli museali e anche quella dei pernottamenti lavorativi generati dalla natura di centro amministrativo di Trento e c’è la possibilità di dialogare in maniera proficua e integrata con le altre realtà del nostro territorio. Insomma, sapendoli cogliere ci sono ampi spazi di crescita.

 

7) Trento sarà una città più sicura o meno sicura? Come avrà fatto per riuscirci? Quali sono le aree dove agirà con maggior determinazione e in quale modo?

 

Sarà una città più sicura grazie ad un programma di collaborazione fra la cittadinanza e le forze dell’ordine, municipali e non, i servizi sociali, che consentirà di individuare e sradicare la microcriminalità che oggi ha colonizzato alcune zone del centro. Istituzionalizzando il ruolo dei cittadini e collaborando fattivamente con loro sarà possibile prosciugare l’humus che permette alle attività criminali di prosperare e saremo in grado di colpire non solo i galoppini che stanno in strada ma anche i loro mandanti che traggono lauti guadagni sfruttandone l’attività.

Il M5S propone:

- la riqualificazione dei locali ex provveditorato con creazione di nuove aule e laboratori universitari in modo da garantire un rafforzamento della presenza degli studenti in centro, da rendere maggiormente vivibile l'area riducendo nel contempo gli spazi per la malavita:

- l’utilizzo dei fondi della norma Fraccaro (efficientamento energetico) per realizzare il completo rifacimento dell'illuminazione pubblica nell'area della "Portela", allo scopo di eliminare le "zone d'ombra" in cui operano gli spacciatori, garantendo al contempo un importante risparmio energetico;

- la proposta di un patto di salubrità pubblica agli esercenti che operano nell'area della "Portela", in modo da sviluppare un progetto di integrazione culturale che tolga spazio sociale alla delinquenza e garantisca un miglioramento generalizzato dell'offerta di beni alimentari anche sotto il profilo igienico sanitario;

- l’efficientamento del sistema di videosorveglianza cittadino con particolare attenzione alle aree più disagiate sempre nell'ottica dell'eliminazione degli spazi utilizzati dalla criminalità per i propri traffici.

 

8) Qual è il suo asso nella manica? Il progetto/edificio/idea/proposta che la farà ricordare anche negli anni successivi alla sua prima legislatura

 

L’asso nella manica in realtà non è una grande opera, ma la forza semplice e al tempo stesso rivoluzionaria dell’idea di partecipazione che è uno dei principi fondamentali della visione politica del M5S. Riteniamo che i cittadini possano partecipare alla vita attiva del Comune attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa, superando il concetto di delega totale ai propri rappresentanti eletti. Gli strumenti di democrazia diretta aiutano gli eletti a prendere decisioni corrette e più rispondenti alle aspettative e ai bisogni della popolazione. Il M5s non considera i cittadini come meri votanti utili ogni 5 anni, ma come parti di una comunità che, adeguatamente informata, partecipa alle scelte politiche del proprio territorio. Il Movimento 5 Stelle individua delle linee guida che riguardano Informazione, Trasparenza, Consultazione, con l’obiettivo principale di porre i cittadini al centro della vita amministrativa della città e garantire la totale trasparenza dell’attività di governo: questo è il nostro asso nella manica. Poi, prima di parlare di grandi progetti, di grandi opere, sono convinta che sia necessario iniziare proprio prestando maggiore attenzione alle richieste che ci arrivano dai cittadini, che spesso non hanno risposte soddisfacenti per bisogni di base, dalla necessità, per esempio, di un anziano di poter fare una passeggiata nei pressi di casa senza il timore di inciampare su un marciapiede sconnesso dove non viene fatta una manutenzione sufficiente, alla richiesta di certi quartieri di avere una “piazza”, un luogo dove incontrarsi e poter svolgere attività ricreative, culturali, motorie, all’esigenza di avere vicino a casa spazi verdi salubri e sicuri e non una discarica inquinante e pericolosa. Inoltre proponiamo asili nido gratuiti e l’istituzione del reddito energetico che consentirà l’installazione senza costi di pannelli fotovoltaici per i cittadini più in difficoltà. I bisogni dei cittadini sono fondamentalmente semplici e legittimi. Io inizio da qui.

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