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Dal Nordus al museo del Trento Doc, dai 1.500 euro per bebè alle unità cinofile, ecco la Trento del 2025 di Andrea Merler

Intervista al candidato sindaco per Trento del centrodestra. La prospettiva è opposta al solito, non ''qual è il problema e cosa farai'' ma ''come sarà la città dopo 5 anni con te sindaco?''. Dal DolmitiPride, all'economia, dalla crescita della popolazione alla sicurezza e all'università otto domande per otto candidati per capire cosa ci aspetta votando l'uno o l'altra

Di Luca Pianesi - 16 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Come sarà la città di Trento con sindaco Andrea Merler, tra cinque anni, a fine legislatura? E' questo il punto di vista del nostro ciclo di interviste per dare a voi lettori una visione di quel che vi aspetta votando l'uno o l'altra come primo cittadino del capoluogo provinciale. Otto domande uguali, con sguardo orientato al futuro, per Carmen Martini dei 5 Stelle (qui la sua intervista), Franco Bruno de La Catena (purtroppo non pervenuto), Franco Ianeselli per il centrosinistra autonomista (qui la sua intervista), Giuliano Pantano per Rifondazione Comunista (qui la sua intervista), Silvia Zanetti per Si può Fare (qui la sua intervista), Andrea Merler per il centrodestra, Marcello Carli per il centro e Filippo Degasperi di Onda Civica. L'ordine non è casuale ma è quello che troverete sulle schede elettorali e oggi tocca al candidato sindaco per il centrodestra Andrea Merler.

 

La Trento di Merler avrà aumentato la popolazione giovane grazie anche al bonus bebè di 1.500 euro per ogni nascita e un albo comunale per le baby sitter. La Funivia ci sarà e sarà servita da un parcheggio multipiano da 2.000 posti e ci sarà un museo del Trento Doc e poi una'rea concerti e un parco fluviale dell'Adige. Gli studenti saranno aumentati con un nuovo studentato nell'area ex Italcementi e sulla mobilità si punterà su bici, monopattini elettrici e su un nuovo utilizzo della Trento-Malè. Ci sarà una metropolitana di superficie chiamata Nordus tra le stazioni dei treni e il novo ospedale. Sui diritti Merler non si opporrà a un nuovo DolomitiPride se dovesse essere organizzato, anche se non lo ritiene una priorità. Sul piano economico ci sarà stata una crescita sostenibile che avrà puntato sulla ripartenza dell'edilizia. E poi Trento sarà più sicura grazie alle unità cinofile e alla videosorveglianza con riconoscimento facciale.

 

E l'asso nella manica di Merler? “Sarà la concretezza. Alla sinistra ora orgogliosamente targata Cgil, la sinistra delle chiacchiere, dei radical chic e dei salotti buoni, noi contrapporremo un buongoverno vicino alla gente, che non parlerà più: ascolterà e farà''.

 

Ecco l'intervista integrale ad Andrea Merler

 

 

1) Trento avrà aumentato la sua popolazione o l'avrà diminuita? A seconda delle risposte in quali zone si sarà sviluppata (o meno) e in che modo?

“Il mio auspicio è che la popolazione possa aumentare, in particolare quella giovane. Ma questo si può fare solo in un modo: sostenendo concretamente la natalità: e non in una zona particolare, ma in tutte. Per questo, nel nostro programma c’è un articolato pacchetto famiglia. Tra le misure concrete che in esso proponiamo – in aggiunta al bonus bebè, pari a 1.500€ per ogni nascita, vincolato ad acquisti di beni di prima necessità per le fasce fino al ceto medio – ci sono interventi sugli asili nido, con l’estensione dell’orario di questo servizio e la previsione di nuove sedi. Proponiamo inoltre, a supporto delle famiglie, un albo comunale di persone selezionate e disponibili per il servizio di baby sitter”.

 

2) Il Monte Bondone come sarà, che tipo di sviluppo prevede e quale sarà il suo rapporto con la città (funivia sì o no e per fare cosa eventualmente)?

“Funivia sì, ovviamente. A differenza della sinistra, che per decenni ha solamente parlato, noi proponiamo senza tentennamenti la realizzazione funivia Trento - Monte Bondone, con il 60% di finanziamento già garantito dalla Provincia e la restante quota con finanziamento da parte di privati. La funivia, con la quale faremo rinascere la nostra montagna, avrà la sua partenza dall’area ex-Italcementi, che riqualificheremo realizzando un nuovo parcheggio multipiano da 2000 posti, una nuova passerella con tapis roulant sopra il fiume Adige di collegamento con il centro, un nuovo polo espositivo, una galleria d’arte contemporanea ed un museo del Trento DOC. Inoltre, un’area per eventi/concerti, un nuovo parco fluviale dell’Adige con bar, chioschi e campi sportivi ed una nuova area residenziale e un nuovo studentato”.

 

3) Gli universitari saranno di più o di meno rispetto ad oggi e come mai (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? L'università sarà più o meno integrata nel tessuto cittadino (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)?

“L’auspicio è che gli universitari siano di più, perché gli studenti non portano qui solo stimoli, cultura e gioventù ma pure benessere. A causa della pandemia e delle lezioni on line, gli affitti cittadini stanno in questi giorni subendo un tracollo - così come le attività di bar, negozi e ristoranti - e questo rappresenta un problema grave, che speriamo possa rientrare al più presto; motivo per cui sono contrario, se non espressamente necessario, alle lezioni a distanza e allo smart working. La Giunta provinciale sta già facendo molto per accrescere il numero di studenti sulla nostra città – basti pensare alla nuova Scuola di Medicina e Chirurgia -, ma anche il Comune dovrà fare la sua parte. Il già citato nuovo studentato in una nuova e riqualificata area ex Italcementi, che intendiamo realizzare, va sicuramente nella direzione di un ampliamento e di un inserimento armonico degli universitari nel tessuto cittadino”.

 

4) Trasporti: tra 5 anni i trentini quali possibili alternative di trasporto avranno? Povo e Mesiano come saranno collegati con Trento? E per assorbire il traffico dei pendolari e di fuori città cosa farà, se ha intenzione di fare qualcosa?

“Per noi la mobilità è un fattore chiave. Per migliorarla proponiamo la redazione di nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) con, a seguire, incentivi per l’acquisto ed utilizzo auto, bici e monopattini elettrici. Per quanto riguarda le opere – per tutti - dai pendolari ai turisti e non solo - noi consideriamo prioritario un collegamento forte Nord-Sud mediante un nuovo utilizzo della ferrovia Trento-Malè con più fermate lungo via Brennero, corridoi verdi per raggiungerle, e maggiori passaggi. Non solo. Intendiamo procedere con la realizzazione di una metropolitana di superficie denominata NORDUS tra la stazione dei treni e il futuro Nuovo Ospedale Trentino (NOT) e la nuova urbanizzazione di Trento Sud. Ancora, realizzeremo grandi parcheggi nella prima corona della città, nelle aree ex Sit, ex Italcementi per evitare traffico parassitario in centro. Per non parlare del potenziamento della rete ciclopedonale, servizio bike sharing e parcheggi protetti per le biciclette. Se sarò Sindaco, insomma, tra 5 anni avremo una Trento completamente cambiata, in meglio, sui trasporti e sulla mobilità”.

 

5) Sarà una Trento più inclusiva o meno inclusiva quella che avrà lasciato? Potrebbe immaginare un nuovo DolomitiPride e sarà contento di celebrare nozze Lgbtq? Per quanto riguarda le donne immagina una Trento dove le donne conteranno di più o di meno (e in quale modo le avrà aiutate)?

“La mia formazione liberale mi porta ad avere enorme rispetto per ogni sensibilità ma - pur nell’osservanza delle leggi dello Stato, che sarà pienamente garantita, se sarò Sindaco -, per me la famiglia resta quella formata da un uomo ed una donna, da un padre ed una madre. Un nuovo DolomitiPride? Anche se non mi opporrei alla sua organizzazione, non la considero una priorità, tra l’altro ricordando che quello celebratosi a Trento ha già creato pesanti fratture interne allo stesso mondo Lgbt, come provano le vibranti critiche sollevate verso la manifestazione da Arcilesbica Trentino Alto Adige, non esattamente una sigla conservatrice o bigotta. Quanto al peso che avranno le donne, mi limito a ricordare un fatto: le capolista delle forze che mi supportano sono tutte donne, donne capaci di portare in politica la loro sensibilità, molto utile in quanto datata di forza e pragmatismo”.

 

6) Sul piano economico come avrà reso Trento una città più ricca (o immagina una decrescita ''felice'' e in tal caso quanto sarà felice)? Quali sono i comparti sui quali avrà puntato di più e cosa avrà fatto per creare sviluppo in quella direzione?

“Con tutta la simpatia verso i seguaci di Serge Latouche, Trento deve essere assolutamente orientata ad una crescita sostenibile. Se infatti da un lato stiamo pagando gli effetti economici della pandemia, dall’altro la città era in rallentamento già prima del 2020: tra il 2009 e il 2018 sono sparite dal nostro territorio 320 imprese. Di qui la doppia necessità d’una ripartenza economica specie edilizia – tema su cui è incentrato il primo punto del mio programma – attraendo investitori e investimenti che portino qui ricchezza e, va da sé, posti di lavoro. Per questo, stabiliremo tempi più brevi ma soprattutto certi sulle concessioni edilizie (60 giorni), sulle sanatorie (1 anno) e sugli accordi urbanistici (massimo 2 anni), con un nuovo PRG e un bonus tributi per le imprese che porteranno la sede legale qui. Tra 5 anni immagino quindi Trento di nuovamente grande e competitiva, capace di dare lavoro ai nostri giovani”.

 

7) Trento sarà una città più sicura o meno sicura? Come avrà fatto per riuscirci? Quali sono le aree dove agirà con maggior determinazione e in quale modo?

“Con noi Trento sarà sicuramente una città più sicura. Ma non tra 5 anni: subito. Infatti abbiamo già pronti interventi quali la creazione di una unità cinofila, il posizionamento di telecamere intelligenti con riconoscimento facciale e condotte devianti, più cultura preventiva, più formazione degli agenti e collaborazione con la Polizia di Stato. Trento non è una metropoli, non ci possiamo permettere di avere aree degradate o anche solo meno monitorare di altre. Il nostro assillo sarà renderla sicura e vivibile in ogni sua quartiere, angolo, vicolo, portando anche più eventi per riempire con gli stessi spazi altrimenti occupati dal degrado”.

 

8) Qual è il suo asso nella manica? Il progetto/edificio/idea/proposta che la farà ricordare anche negli anni successivi alla sua prima legislatura.

“Il mio asso nella manica è – e sarà - la concretezza. Alla sinistra ora orgogliosamente targata Cgil – la sinistra delle chiacchiere, dei radical chic e dei salotti buoni -, noi contrapporremo un buongoverno vicino alla gente, che non parlerà più: ascolterà e farà. Trento merita di tornare all’altezza del suo nome, della sua storia e della sua abbagliante bellezza. Vorrei che la mia prima legislatura fosse ricordata per gli interventi a Trento Sud, dove sorge l’area ex-caserme con i suoi 27 ettari. Un’area dove realizzeremo un grande albergo per i turisti e per attività congressuali, spazi acqua interni ed esterni a fini ludici, sportivi (agonistici) e turistici, strutture per sport di terra (rugby, tennis, calcio a 5, cricket, baseball, campetti da calcio, nido gialloblù, nonché uno Stadio integrato con aree commerciali e turistiche. Sarà un formidabile biglietto da visita di Trento come città alpina, dello sport e della natura”.

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