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Dall'Alpe del Bondone (chiusa alle auto), al recupero del patrimonio immobiliare e alla Città del Concilio, ecco la Trento del 2025 di Marcello Carli

Intervista al candidato sindaco per Trento del centro. La prospettiva è opposta al solito, non ''qual è il problema e cosa farai'' ma ''come sarà la città dopo 5 anni con te sindaco?''. Dal DolmitiPride, all'economia, dalla crescita della popolazione alla sicurezza e all'università otto domande per otto candidati per capire cosa ci aspetta votando l'uno o l'altra

Di Luca Pianesi - 17 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Come sarà la città di Trento con sindaco Marcello Carli, tra cinque anni, a fine legislatura? E' questo il punto di vista del nostro ciclo di interviste per dare a voi lettori una visione di quel che vi aspetta votando l'uno o l'altra come primo cittadino del capoluogo provinciale. Otto domande uguali, con sguardo orientato al futuro, per Carmen Martini dei 5 Stelle (qui la sua intervista), Franco Bruno de La Catena (purtroppo non pervenuto), Franco Ianeselli per il centrosinistra autonomista (qui la sua intervista), Giuliano Pantano per Rifondazione Comunista (qui la sua intervista), Silvia Zanetti per Si può Fare (qui la sua intervista), Andrea Merler per il centrodestra (qui la sua intervista), Marcello Carli per il centro e Filippo Degasperi di Onda Civica. L'ordine non è casuale ma è quello che troverete sulle schede elettorali e oggi tocca al candidato sindaco per il centro Marcello Carli.

 

Nella Trento di Marcello Carli non verranno concesse nuove aree edificabili (se non per case piccole) ma si punterà sul recupero e la conversione d'uso del patrimonio già esistente. Ci sarà la funivia Trento-Bondone  per un modello di sviluppo simile a quello dell'Alpe di Siusi e le auto non saranno ammesse se non per chi alloggia nelle strutture alberghiere o per chi è diretto a Lagolo. Verrà realizzata una università degli sport invernali e quindi la popolazione studentesca aumenterà  ancora per un rapporto tra città e studenti sempre più fecondo con l'istituzione del Sindaco di notte. Per i trasporti si punterà su car sharing, tranvia di superficie, autobus piccoli e ad alta frequenza, diffusione colonnine elettriche.

 

Sul modello di Perugia e Spoleto scale mobili coperte e ascensori per Povo e Mesiano. Sul piano dei diritti Trento sarà una città modello ma sempre nel rispetto delle legge e senza violenza comportamentale o showinista. Dal punto di vista economico Trento sarà una città congressuale dall'alto valore turistico centrato sul concetto di Trento Città del Concilio e ripartirà anche dal commercio locale e dall'artigianato con un occhio alla sicurezza, reale e percepita, con una forte collaborazione tra Comune e forze dell'ordine e riportando luce e vita nei luoghi più bui di Trento. E l'asso nella manica? ''Se eletto - spiega Carli - farò il Sindaco come se non dovessi essere rieletto, nel senso che non vorrò barattare convenienze di breve termine con l’esigenza indispensabile che la città ha di ripartire e rimettersi in moto richiamando investimenti e valorizzando tutto il suo enorme patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale''.

 

1) Trento avrà aumentato la sua popolazione o l'avrà diminuita? A seconda delle risposte in quali zone si sarà sviluppata (o meno) e in che modo?
Trento deve recuperare l’uso e la funzionalità di una valanga di immobili dismessi, sia pubblici che privati. Inoltre la città ha tanta volumetria edilizia concessa a norma di Prg ma non ancora realizzata. Quindi il tema delle direzioni della crescita della città non esistono per me, perché con la mia amministrazione non verranno concesse nuove aree edificabili, se non per case piccole - uni/bifamigliari  - in zone di completamento e solo per le giovani famiglie. Il recupero e la conversione d’uso del patrimonio esistente sarà la guida dell’azione sul piano regolatore. Con l’attenzione ad una forte semplificazione burocratica, che  dia tempi certi e riconosca alle persone ed alle aziende i diritti di cui sono titolari. La struttura burocratica deve diventare una infrastruttura, ovvero un fattore di sviluppo ed un differenziale di competitività territoriale, che crei per le aziende un vantaggio competitivo in termini di costi e quindi possa diventare un fattore di scelta allocati degli investimenti. Anche i cittadini devono essere rispettati nel loro diritto di avere le risposte cui hanno diritto in tempi compatibili con le loro esigenze e con la loro dignità di persone. Anche la semplificazione burocratica sarà indispensabile per fare di Trento una città ideale da un punto di vista sociale.

2) Il Monte Bondone come sarà, che tipo di sviluppo prevede e quale sarà il suo rapporto con la città (funivia sì o no e per fare cosa eventualmente)?

Dobbiamo realizzare - finalmente, dico - la funivia di collegamento tra Trento e la sua montagna, il suo Monte: il Bondone. Trento città alpina diventerà uno strumento di marketing territoriale formidabile. Ed il modello di sviluppo del Bondone lo immagino su quello dell'Alpe di Siusi, dove lo sci è solo un elemento integrativo rispetto ad un’offerta di grande qualità, a spettro annuale, ed assai ampia per tutte possibilità offerte, che vanno dal trekking alle passeggiate, dall’equitazione alla corsa di montagna, dall’enogastronomia al Wellness. Le automobili non saranno ammesse - se non per chi ha casa e per chi alloggia nelle strutture alberghiere o per chi transita verso Lagolo. Quindi un modello di valorizzazione nuovo, che vedrà poi alle Viote la realizzazione nelle vecchie caserme di una Università degli sport invernali, qualificando così il Monte Bondone anche come luogo adatto per l’allenamento sportivo relativamente agli sport invernali.
 

3) Gli universitari saranno di più o di meno rispetto ad oggi e come mai (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? L'università sarà più o meno integrata nel tessuto cittadino (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)?

Superata la pandemia e riprese le lezioni in presenza - perché lo studio e la formazione richiedono decisamente l’interazione fra gli studenti e fra loro ed i professori - e con l’avvio della facoltà di medicina l’Università mi auguro che cresca nel numero degli studenti iscritti. E con ciò la città dovrà essere pronta ad interagire con essi in maniera costruttiva e feconda. La movida dovrà essere gestita in maniera coscienziosa ed attraverso l’interazione e una collaborazione funzionale fra studenti, pubblici esercenti e residenti, affinché nessuno agisca a danno di altri, ma insieme si colga tutta la positività di questa dinamica sociale. L’introduzione d una figura come quella del Sindaco della notte - figura sperimenta in altre città d’Europa -, potrà essere un momento di coordinamento e di mantenimento delle relazioni necessarie ad evitare le degenerazioni cui talvolta - e purtroppo - assistiamo. Inoltre, credo andranno previste forme di agevolazione per cambiare serramenti ed adeguare gli infissi ad  una città che cambia; questo affinché la qualità del vivere in centro non venga pregiudicata dall’evoluzione sociale della città. Una cosa è davvero importante: riconoscere che la nostra Università ed i suoi ormai 16.000 studenti hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo culturale e sociale di Trento, e questo è un valore strategico, importante da difendere.

 

4) Trasporti: tra 5 anni i trentini quali possibili alternative di trasporto avranno? Povo e Mesiano come saranno collegati con Trento? E per assorbire il traffico dei pendolari e di fuori città cosa farà, se ha intenzione di fare qualcosa?

Per me saranno determinanti quattro cose: 1. il car sharing vero, e non come oggi che è solo simbolico; 2. Una tranvia di superficie in sede fissa, che colleghi il nord con il sud della città, passando per il centro e per il nuovo ospedale; 3. Un sistema di trasporto pubblico fatto di autobus piccoli e ad alta frequenza, che colleghino sull’asse est-ovest la tranvia con i sobborghi e le altre parti della città; 4. La diffusione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche, oggi praticamente assenti.
In questo modo ridurremo al minimo il ricorso all’auto privata e ridurremo assai significativamente il fabbisogno di parcheggi, creando spazio vero su cui poter fare piste ciclabili in sede propria e marciapiedi sicuri anche anche per le persone disabili. Inoltre, con la diffusione delle colonnine di ricarica si favorirebbe il passaggio all’auto a zero emissioni. Sul modello di Perugia, di Bergamo e di Spoleto - a titolo di esempio - potremo anche realizzare scale mobili coperte, ascensori o piccole funicolari per il collegamento fra il fondovalle ed i sobborghi.

 

 

5) Sarà una Trento più inclusiva o meno inclusiva quella che avrà lasciato? Potrebbe immaginare un nuovo DolomitiPride e sarà contento di celebrare nozze Lgbtq? Per quanto riguarda le donne immagina una Trento dove le donne conteranno di più o di meno (e in quale modo le avrà aiutate)?

Trento vorrei che diventasse una città ideale da un punto di vista sociale, ove le persone sognino di venire a vivere, a lavorare, a studiare, ad invecchiare, a fare famiglia, a curarsi. Questo vuol dire anche una città rispettosa delle diversità e delle inclinazioni soggettive, ma senza strumentalizzazioni, né in un senso che nell’altro. Vorrei che la dignità fosse riconosciuta a tutte le persone come dato normale ed a prescindere da tutto, e quindi senza il bisogno di rivendicare un diritto che deve essere naturale. Purché ci sia il riconoscimento del diritto di essere come si è da parte di tutti, e si agisca sempre nel rispetto delle legge e senza violenza comportamentale o showinista. Le donne sono una componente essenziale, e se diventerò Sindaco la giunta sarà metà fatta da uomini e metà da donne. Ma Trento dovrà creare anche la condizioni per mettere gli anziani con il loro valore e la loro forza, le famiglie ed i loro bisogni ed i bambini al centro della sua azione amministrativa. Il cohousing, le residenze integrate, il rapporto fra prima e terza e quarta età, nonché l’erogazione di nuove forme di welfare avanzato ed innovativo dovranno essere strumenti decisivi pare fare di Trento una città ideale da un punto di vista sociale.

 

 

6) Sul piano economico come avrà reso Trento una città più ricca (o immagina una decrescita ''felice'' e in tal caso quanto sarà felice)? Quali sono i comparti sui quali avrà puntato di più e cosa avrà fatto per creare sviluppo in quella direzione?

Trento deve assumere un’identità, anche economica, precisa. A questo riguardo vorrei realizzare sull’area dell’ex Carbochimica e della ex Sloi a Trento nord, una volta disinquiniate, un grande centro congressi internazionale, che consenta a Trento città alpina di intercettare un mercato turistico - quello congressuale - assai ricco e soprattutto a spettro annuale, il che consentirebbe una forte destagionalizzazioine delle affluenze trustioche dal resto del Paese e dall’estero. Trento città del Concilio, Trento città alpina, Trento città della ricerca e Trento città dei congressi porrebbe la nostra offerta al di fuori di qualsiasi competizione con le altre città - Bolzano, Verona o Riva del Garda - e ci darebbe l’opportunità di conquistare un’identità economica e turistica molto definita e seducente e senza concorrenti nel raggio di duecento chilometri. Accanto a questo dovremo promuovere la diffusione del commercio locale fatto attraverso una forte interazione con l'artigianato e l’enogastronomia, per ridurre al minimo l’impatto sul commercio di strutture come Amazon e simili, con ciò salvaguardano il reddito locale, l’identità e la vita sociale ed economica della città e dei suoi sobborghi.
 

 

7) Trento sarà una città più sicura o meno sicura? Come avrà fatto per riuscirci? Quali sono le aree dove agirà con maggior determinazione e in quale modo?

Dobbiamo naturalmente distinguere fra sicurezza e sicurezza percepita. Trento dovrà crescere sia in sicurezza che in sicurezza percepita e lo dovrà fare in due modi. Anzitutto promuovendo una forte collaborazione fra il comune e le forze dell’ordine attraverso un coordinamento stretto nel comitato per l’ordine e la sicurezza. La polizia locale dovrà riappropriarsi anche delle funzioni di polizia giudiziaria ed essere parte attiva nella prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi, a partire dallo spaccio. Le unità cinofile potranno al riguardo essere assai utili. Anche nella gestione dell’ordine pubblico la sera, in caso di schiamazzi e disturbi della quiete gli organi di polizia dovranno sanzionare nei modio più opportuno i facinorosi, e non limitarsi a guardare o a punire gli esercenti che spesso non c’entrano nulla. Il secondo strumento sarà la luce della vita da portare negli angoli ora bui della città. Se in alcuni parchi della città, tipo Piazza Dante, o il parco di Santa Chiara ed anche altrove realizzassimo dei locali, tipo Winter Garten, ben costruiti e progettati in stile appropriato, ove somministrare alimenti e bevande e dove organizzare concerti e momenti di svago ed aggregazione per i giovani e per gli appassionati, porteremmo in quei luoghi una vita che allontanerebbe i criminali e gli spacciatori. Anche alla Portela dobbiamo fare un ragionamento complessivo, insieme al comitato locale, per vivificarla e combinare la repressione dei fenomeni criminosi con la loro prevenzione, al fine di ridare agli abitati della zona la gioia di viveri lì sentendosi sicuri.
 

 

8) Qual è il suo asso nella manica? Il progetto/edificio/idea/proposta che la farà ricordare anche negli anni successivi alla sua prima legislatura.

Trento città del Concilio, Trento città ideale dal punto di vista sociale, Trento città alpina con la realizzazione della funivia e Trento città dei congressi. Mi piacerebbe promuovere e sviluppare tutte queste cose, naturalmente insieme ad altre che potranno essere solo avviate, tipo l'interramento della ferrovia per migliorare la qualità della vita di chi ci vive accanto e fare di Trento di nuovo una città fluviale riportando il fiume in città ed il centro storico della città sul fiume. Se eletto, farò il Sindaco come se non dovessi essere rieletto, nel senso che non vorrò barattare convenienze di breve termine con l’esigenza indispensabile che la città ha di ripartire e rimettersi in moto richiamando investimenti e valorizzando tutto il suo enorme patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale. Trento dovrà diventare formalmente città del Concilio e mettere la storia che da qui è passata al centro della sua identità, affinché anche l’identità della città diventi un fattore strategico di promozione e di valorizzazione della nostra bellissima Trento.

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