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Una tramvia per la città, destra Adige e zona stazione riqualificate e un'economia che punta sulla sostenibilità: ecco la Trento del 2025 di Franco Ianeselli

Intervista al candidato sindaco per Trento del centrosinistra autonomista. La prospettiva è opposta al solito, non ''qual è il problema e cosa farai'' ma ''come sarà la città dopo 5 anni con te sindaco?''. Dal DolmitiPride, all'economia, dalla crescita della popolazione alla sicurezza e all'università otto domande per otto candidati per capire cosa ci aspetta votando l'uno o l'altra

Di Luca Pianesi - 14 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Come sarà la città di Trento con sindaco Franco Ianeselli, tra cinque anni, a fine legislatura? E' questo il punto di vista del nostro ciclo di interviste per dare a voi lettori una visione di quel che vi aspetta votando l'uno o l'altra come primo cittadino del capoluogo provinciale. Otto domande uguali, con sguardo orientato al futuro, per Carmen Martini dei 5 Stelle (qui la sua intervista), Franco Bruno de La Catena (purtroppo non pervenuto), Franco Ianeselli per il centrosinistra autonomista, Giuliano Pantano per Rifondazione Comunista, Silvia Zanetti per Si può Fare, Andrea Merler per il centrodestra, Marcello Carli per il centro e Filippo Degasperi di Onda Civica. L'ordine non è casuale ma è quello che troverete sulle schede elettorali e tocca al candidato sindaco per il centrosinistra autonomista Ianeselli. 

 

La sua Trento, tra 5 anni, avrà mantenuto il livello di popolazione attuale con Le Albere ''nuovo spazio abitativo'' e destra Adige e zona stazione riqualificate. Ci sarà la funivia con il Bondone valorizzato dal punto di vista turistico e come area verde e naturalistica. L'Università sarà ancora al top in Italia sostenuta dalla città nei limiti delle sue competenze e mezzi pubblici non inquinanti collegheranno le varie zone della città. Su tutti una tramvia che percorre l'asse nord-sud di Trento. Per quanto i diritti la Trento di Ianeselli non avrà paura a riproporre un DolomitiPride e a valorizzare il ruolo della donna in tutte le forme possibili mentre dal punto di vista economico si sarà puntato su una crescita sostenibile. La sicurezza partirà dal fatto che la città sarà più viva e su un nuovo ''utilizzo'' della polizia locale.

 

L'intervista integrale a Franco Ianeselli:

 

1) Trento avrà aumentato la sua popolazione o l'avrà diminuita? A seconda delle risposte in quali zone si sarà sviluppata (o meno) e in che modo?

Trento non avrà perso abitanti. Perché l’impegno del Comune sarà stato massimo in termini di risposta alle esigenze dei più giovani, di sostegno alla natalità, di promozione dell’occupazione femminile. Le Albere saranno compiutamente un nuovo spazio abitativo, la destra Adige e la zona della stazione saranno stati oggetto di interventi di riqualificazione, le abitazioni saranno diverse perché la diffusione dello smart-working avrà spinto ad avere una stanza in più per gestire il lavoro da casa. Avremo poi favorito l’utilizzo del patrimonio abitativo esistente per alloggi a canone sociale e moderato, con un’attenzione particolare alla ripopolazione del centro storico. 

 

2) Il Monte Bondone come sarà, che tipo di sviluppo prevede e quale sarà il suo rapporto con la città (funivia sì o no e per fare cosa eventualmente)?

Sul grande impianto che da Trento porta sul Bondone saremo passati dalle parole ai fatti. Nell’immediato, sostenendo la montagna nella sua vocazione turistica invernale e valorizzando il cicloturismo di mountainbike e di e-bike, intrecciando l’offerta del Bondone con la proposta cittadina. In prospettiva, considerato il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature, ridefinendo e potenziando anche quel ruolo del Bondone come alpe di Trento che può dare molto in termini di qualità della vita e di sviluppo della città. Il Bondone sarà attrattivo non in quanto località economica ma in quanto località distintiva, per il sue essere area verde e naturalistica.

 

3) Gli universitari saranno di più o di meno rispetto ad oggi e come mai (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? L'università sarà più o meno integrata nel tessuto cittadino (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)?

Sui numeri dell’Ateneo, il Comune non ha voce in capitolo. Però avrà lavorato con ogni strumento per sostenere l’Università, per fornire le risposte urbanistiche, sociali e culturali adeguate ad un suo sviluppo sostenibile e qualitativo, e per mantenere l’Ateneo trentino ai vertici. Perché l’università e la città non sono due coinquilini che condividono gli spazi, ma due pilastri sui quali si è fondata e trasformata la nostra comunità territoriale recente. 

 

4) Trasporti: tra 5 anni i trentini quali possibili alternative di trasporto avranno? Povo e Mesiano come saranno collegati con Trento? E per assorbire il traffico dei pendolari e di fuori città cosa farà, se ha intenzione di fare qualcosa?

La mobilità del futuro è dolce e integrata. A Mesiano come a Povo sarà possibile arrivare con mezzi pubblici non inquinanti e biciclette a pedalata assistita. Ma soprattutto, una tramvia percorrerà l’asse nord-sud della città, assorbendo pendolari e favorendo una mobilità ecologica, e consentendo un progetto di rigenerazione urbana, lavorando su di una parte di città, quella che verso nord è attraversata da via del Brennero, oggetto per anni di una crescita disordinata. 

 

5) Sarà una Trento più inclusiva o meno inclusiva quella che avrà lasciato? Potrebbe immaginare un nuovo DolomitiPride e sarà contento di celebrare nozze Lgbtq? Per quanto riguarda le donne immagina una Trento dove le donne conteranno di più o di meno (e in quale modo le avrà aiutate)?

Riguardo alla presenza e al ruolo delle donne, non si tratta nemmeno di pensarla politicamente in un determinato modo, ma semplicemente di essere seri: non solo il buonsenso, ma tutti gli studi economici dimostrano che in occidente senza una maggiore occupazione femminile, senza una valorizzazione delle loro competenze e senza inclusività non c’è crescita possibile. Punto. Per quanto riguarda la questione DolomitiPride e nozze Lgbtq, non ho nessuna paura delle persone che si amano, indifferentemente dal loro orientamento.

 

6) Sul piano economico come avrà reso Trento una città più ricca (o immagina una decrescita ''felice'' e in tal caso quanto sarà felice)? Quali sono i comparti sui quali avrà puntato di più e cosa avrà fatto per creare sviluppo in quella direzione?

Non credo alla decrescita felice, credo ad una crescita sostenibile da una punto di vista ambientale, economico e sociale. Per una città come Trento, questo significa soprattutto mettere a frutto i decenni di investimenti pubblici in ricerca e innovazione. Con politiche d’incentivazione dell’imprenditorialità giovanile e di sostegno alla cosiddetta manifattura intelligente di qualità.

 

7) Trento sarà una città più sicura o meno sicura? Come avrà fatto per riuscirci? Quali sono le aree dove agirà con maggior determinazione e in quale modo?

Trento sarà una città più viva e per questo più sicura. Il Comune avrà contribuito attraverso un duplice lavoro di presidio e di rispetto delle regole e tramite un’attività di rilancio dell’attrazione commerciale e residenziale. E avrà accompagnato questo percorso attraverso una più incisiva azione della Polizia locale, favorendo accordi che intrecciano la vigilanza di quartiere con la vigilanza di comunità e i controlli di vicinato, con una polizia locale più presente nelle strade e tra le persone, attraverso strutturati rapporti con il Commissariato del Governo e con le forze dell’ordine, e per mezzo di progetti di cura cittadina dei beni pubblici.

 

8) Qual è il suo asso nella manica? Il progetto/edificio/idea/proposta che la farà ricordare anche negli anni successivi alla sua prima legislatura.

Una città verde e tecnologica, come la sua tramvia.

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