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Dal Ring (metropolitana ad anello) al rilancio della vocazione agricola del capoluogo e alla sicurezza, ecco la Trento del 2025 di Filippo Degasperi

Intervista al candidato sindaco per Trento di Onda Civica. La prospettiva è opposta al solito, non ''qual è il problema e cosa farai'' ma ''come sarà la città dopo 5 anni con te sindaco?''. Dal DolmitiPride, all'economia, dalla crescita della popolazione alla sicurezza e all'università otto domande per otto candidati per capire cosa ci aspetta votando l'uno o l'altra

Di Luca Pianesi - 18 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Come sarà la città di Trento con sindaco Filippo Degasperi, tra cinque anni, a fine legislatura? E' questo il punto di vista del nostro ciclo di interviste per dare a voi lettori una visione di quel che vi aspetta votando l'uno o l'altra come primo cittadino del capoluogo provinciale. Otto domande uguali, con sguardo orientato al futuro, per Carmen Martini dei 5 Stelle (qui la sua intervista), Franco Bruno de La Catena (purtroppo non pervenuto), Franco Ianeselli per il centrosinistra autonomista (qui la sua intervista), Giuliano Pantano per Rifondazione Comunista (qui la sua intervista), Silvia Zanetti per Si può Fare (qui la sua intervista), Andrea Merler per il centrodestra (qui la sua intervista), Marcello Carli per il centro (qui la sua intervista) e Filippo Degasperi di Onda Civica. L'ordine non è casuale ma è quello che troverete sulle schede elettorali e oggi tocca al candidato sindaco per Onda Civica Filippo Degasperi.

 

La Trento del 2025 di Filippo Degasperi avrà puntato sul recupero dei volumi esistenti, abbandonati e fatiscenti, dal punto di vista urbanistico. La funivia ci sarà perché tutte le parti politiche l'hanno approvata ma l'Alpe di Trento di Onda Civica punterà su strumenti e obiettivi capaci di arricchire l’offerta turistica soprattutto sotto il profilo culturale e ambientale, superando l’attuale monopolio dello sci da discesa. Verranno creati collegamenti e sinergie con la Valle dei Laghi, l'Alto Garda e la Val di Gresta, si abbandonerà il modello anni '80 di sviluppo con cattedrali nel deserto e verrà difesa la natura e le aree di pregio come le Viote. Per gli universitari si prevedono servizi per gli studenti che potrebbero essere rappresentati da mercatini stabili oltre naturalmente da eventi di qualità, locali e collegamenti pubblici (serali e notturni).

 

Sul piano dei trasporti dopo anni di immobilismo e di occasioni sprecare dal centrosinistra con Onda Civica ci sarà un grande investimento in questo settore: sì al ring, il progetto di Campomarzio per realizzare una metropolitana ad anello che sfrutti l'ampio sedime della vecchia statale della Valsugana per collegare Ponte Alto (e quindi tutta la collina Est) con il fondovalle. Si all'ascensore per Mesiano e alle piste ciclabili che troveranno nel ring il loro completamento naturale. Sul piano economico sarà stato posto al centro il tema ambientale e sarà stata implementata la forte vocazione agricola di Trento che sarà sostenuta e indirizzata. Grande attenzione al turismo soprattutto sulle aree periferiche. Sulla sicurezza il sindaco Degasperi si sarà battuto per non avere questori e commissari di governo che cambiano rapidissimamente oltre ad aver rafforzato i contingenti operativi della Polizia locale e creato distaccamenti fissi nelle zone oggi sguarnite riutilizzando i tanti edifici pubblici abbandonati in punti strategici.

 

E l'asso nella manica? ''Credo - conclude Degasperi - che, dopo venti anni di chiacchiere, avviare l'iter per la realizzazione (e il finanziamento) dell'interramento della linea del Brennero restituendo una superficie pregiata pari a 40 campi da calcio alla città disponibile per completare i progetti di completamente delle infrastrutture ferroviarie a servizio della città. Non c'è mai stata disponibilità di risorse come in questo momento. Noi vogliamo cambiare volto alla città, rimarginarne le ferite e portarla all'altezza di capoluoghi oggi più blasonati ma solo per demerito di chi ha messo Trento in letargo''.

 

1) Trento avrà aumentato la sua popolazione o l'avrà diminuita? A seconda delle risposte in quali zone si sarà sviluppata (o meno) e in che modo?

In termini quantitativi la dimensione odierna è quella che un contesto magnifico ma fragile può sopportare. Non è certamente più questione di puntare su ulteriori espansioni né sul fondovalle né nei sobborghi collinari. E' invece indispensabile procedere con il recupero dei volumi (pubblici e privati) abbandonati o fatiscenti. Altrettanto importante procedere con la riqualificazione e il ripensamento di aree in cui la pianificazione urbanistica del Centrosinistra ha combinato disastri come nei quartieri di Trento Nord. Servirà dedicare cure, attenzioni e investimenti per riportare equilibrio tra le diverse zone di Trento purtroppo discriminate (come i cittadini) tra serie A e serie cadette.

 

2) Il Monte Bondone come sarà, che tipo di sviluppo prevede e quale sarà il suo rapporto con la città (funivia sì o no e per fare cosa eventualmente)?

Fin dal nostro ingresso nelle istituzioni ci siamo regolarmente dedicati alla predisposizione di dossier sulla situazione del Monte Bondone. Sono trascorsi 7 anni dal primo e la situazione è solo peggiorata. Purtroppo non si tratta di una bella addormentata come i responsabili dell'attuale stato comatoso tentano di raccontare ai trentini. Si tratta di una sedazione profonda, quasi letale, indotta dalle dissennate politiche adottate finora con cui si è cercato di fare del Bondone un banale luna park.  Da molti anni il Bondone assorbe risorse pubbliche ingenti che non hanno portato risultati apprezzabili. Ripensare la strategia imposta fino ad oggi è quindi questione di sopravvivenza. Sosterremo innanzitutto le famiglie che hanno scelto le località del Bondone come luogo di residenza, garantendo attenzioni e servizi (come il completamento della rete del metano). Anziché stravolgere la natura, riteniamo fondamentale riconoscere e valorizzare le specificità dell'Alpe di Trento, favorendo un turismo familiare e quasi ”esplorativo” che valorizzi la presenza delle malghe aperte all'accoglienza, le attività di alpeggio e il gruppo del Bondone-Stivo in tutta la sua estensione, superando vincoli e limitazioni dettate da confini amministrativi. Creeremo collegamenti, sinergie e prodotti con la Valle dei Laghi, l'Alto Garda e la Val di Gresta in modo da inserire il Monte Bondone nella vasta area che gli compete, accrescendone il potenziale dal punto di vista dell'offerta turistica. Abbandoneremo la fallimentare strada delle “cattedrali nel deserto” che hanno portato alla realizzazione di strutture ricettive completamente fuori contesto sia dal punto di vista architettonico che da quello dei volumi. Punteremo su strumenti e obiettivi capaci di arricchire l’offerta turistica soprattutto sotto il profilo culturale e ambientale, superando l’attuale monopolio dello sci da discesa. Definiremo finalmente in modo chiaro i percorsi per lo sci alpinismo, per gli altri escursionisti (a due anni da Vaia i sentieri tra Candriai e la Malga Brigolina non sono ancora percorribili...) e per le biciclette anche elettriche, per assicurare che la montagna di Trento rimanga a disposizione di tutti, tutelando le aree di pregio come le Viote dai costanti tentativi di aggressione. A tal proposito, un’attenzione particolare verrà rivolta alla trasformazione di parte del parcheggio delle Viote in area di sosta per i camper, adeguatamente attrezzata con servizi, ombra e pavimentazione a masselli drenanti, con grigliati erbosi per l’integrazione del verde. Altra nostra prerogativa è quella di promuovere percorsi per le due ruote (di ogni tipo) in sinergia con i territori circostanti. Il Monte Bondone, una volta rinomato ed attrattivo, è oggi costellato di strutture pubbliche da anni vergognosamente abbandonate amministratori. Ognuna di queste dovrà trovare una rapida sistemazione e un altrettanto rapido utilizzo. Edifici ormai ridotti a ruderi come le case cantoniere, l'auditorium, le palazzine ex GIL, le colonie e le caserme, devono essere restituite ad una funzione che sia prioritariamente rivolta ad anziani e giovani, anche per offrire spazi di recupero dell'esperienza del lockdown per associazioni sportive, scuole, associazioni culturali. Se gli enti pubblici proprietari non saranno in grado di provvedervi, potranno essere destinate, anche gratuitamente, a progetti proposti da privati che si impegneranno a ristrutturarle mantenendone l'utilizzo concordato per un periodo di tempo che consenta loro di rientrare dell'investimento. Ritengo la questione funivia ampiamente superata visto che tutte le forze politiche oggi rappresentate in Consiglio si sono dichiarate favorevoli all'opera e che il Governo ha promesso le risorse. Attendiamo il rispetto tempestivo di quest'ultimo impegno per avviare l'iter di progettazione.

 

3) Gli universitari saranno di più o di meno rispetto ad oggi e come mai (cosa farà per realizzare il primo o secondo obiettivo)? 

L'Università e i suoi studenti rappresentano una delle principali ricchezze di Trento anche se per quanto riguarda la dimensione anche in questo caso abbiamo raggiunto quella ottimale ma negli ultimi anni sono stati caratterizzati da qualche saliscendi a cui va posto rimedio. L'integrazione con la città è in corso da tempo. Trento ha capito che non può solo ricevere ma dobbiamo forse imparare a "servire" meglio gli studenti a cui vanno assicurati svaghi e luoghi di socializzazione oltre che studio. Servizi per gli studenti potrebbero essere rappresentati da mercatini stabili oltre naturalmente ad eventi di qualità, locali e collegamenti pubblici (serali e notturni) che permettano loro di apprezzare anche ciò che possono offrire quartieri e sobborghi oltre il Centro storico. Da un punto di vista urbanistico e logistico le iniziative vanno assecondate, sostenute ed aiutate a trovare una coerenza che forse lo sviluppo rapido ha messo ai margini.

 

4) Trasporti: tra 5 anni i trentini quali possibili alternative di trasporto avranno? Povo e Mesiano come saranno collegati con Trento? E per assorbire il traffico dei pendolari e di fuori città cosa farà, se ha intenzione di fare qualcosa?

I 100mila veicoli che quotidianamente calano su Trento certificano il fallimento clamoroso degli impegni assunti e sbandierati dalle giunte di Centrosinistra i cui componenti troviamo oggi interamente ricandidati nel segno della più assoluta continuità. La mobilità è forse il tema che più dimostra la distanza tra le promesse e i fatti. Abbiamo perso 20 anni mentre i territori a noi vicini hanno fatto passi da gigante: mentre noi discutiamo della fattibilità dell'interramento della linea del Brennero in Alto Adige treni sono già fuori dal centro città e si sta progettando la riqualificazione dell'areale ferroviario, mentre noi puntiamo a riattivare la stazione di Calliano in Alto Adige l'accordo con Trenitalia prevede convogli ogni quarto d'ora per la Bassa Atesina, Brunico, Bressanone e Merano. Mentre noi "studiamo" la possibile elettrificazione della Valsugana (rinunciando ai 60 milioni già stanziati) in Veneto si lavora già all'abbassamento dei piani delle gallerie. Ecco, se c'è un settore su cui investire per portare Trento nel XXI secolo, è quello delle infrastrutture ferroviarie. Naturalmente è un cambio di paradigma per il quale le risorse vanno assicurate dallo Stato e dalla Provincia. Sì dunque al ring, ovvero al progetto di Campomarzio per realizzare una metropolitana ad anello che sfrutti l'ampio sedime della vecchia statale della Valsugana per collegare Ponte Alto (e quindi tutta la collina Est) con il fondovalle. Può essere lo strumento con cui mettere a sistema e dare coerenza a progetti singoli già avviati come quello dell'ascensore per Mesiano e delle piste ciclabili troveranno nel ring il loro completamento naturale. Per rimediare ai disastri del Centrosinistra occorre procedere subito con l'elettrificazione della linea della Valsugana (oggi viaggia con ritmi ottocenteschi e littorine diesel) e con investimenti che permettano di aumentare, oltre alla velocità, il numero delle corse. Una ferrovia veloce potrà sgravare Trento di una quota significativa dei pendolari oggi obbligati ad utilizzare il mezzo privato. Anche la Trento Malé va potenziata e valorizzata sia nei mezzi che nelle fermate per assumere le caratteristiche di metropolitana mentre la riattivazione di stazioni come quella di Mattarello e Calliano otterrà lo stesso risultato in direzione Sud. Ripristinare il decoro della bellissima stazione di Trento farà capire che l'aria è cambiata. Corsie preferenziali, precedenze, eliminazione dei golfi ed acquisto di mezzi che puntino più al confort che al risparmio renderà attraente e integrato anche il trasporto pubblico su gomma. 

 

5) Sarà una Trento più inclusiva o meno inclusiva quella che avrà lasciato? Potrebbe immaginare un nuovo DolomitiPride e sarà contento di celebrare nozze Lgbtq? Per quanto riguarda le donne immagina una Trento dove le donne conteranno di più o di meno (e in quale modo le avrà aiutate)?

Le liste dei candidati che da sempre mi accompagnano e mi sostengono testimoniano rispetto e attenzione per tutti. Soprattutto molta più coerenza di chi si sbraccia su questi temi ma poi quando si tratta di difenderli con impegno e fatica si scioglie come neve al sole di fronte all'ostruzionismo magari solo minacciato. Oppure di chi, con arroganza e protervia pretende di essere l'unico depositario delle verità. Manifestazioni rispettose delle regole, dei diritti e delle diverse sensibilità saranno sempre ben accette. Visti i numeri, ogni matrimonio è da celebrare con assoluta soddisfazione e compiacimento. Alle donne servono lavoro stabile e servizi e su questo fronte il Comune può fare molto. Interromperemo la pratica (tanto cara al Centrosinistra) delle privatizzazioni dei servizi educativi (non solo per gli asili nido) e nell'ambito delle politiche sociali avviando una graduale riappropriazione degli ambiti di competenza con la stabilizzazione del personale oggi esternalizzato.

 

6) Sul piano economico come avrà reso Trento una città più ricca (o immagina una decrescita ''felice'' e in tal caso quanto sarà felice)? Quali sono i comparti sui quali avrà puntato di più e cosa avrà fatto per creare sviluppo in quella direzione?

Oltre ad assecondare artigiani, commercianti e professionisti per una reale riduzione di adempimenti e burocrazia che può avvenire solo con una Giunta e un sindaco autorevoli e capaci di incidere su mentalità e comportamenti, bisogna porre al centro il tema ambientale. Trento ha una forte vocazione agricola che va sostenuta ma anche indirizzata. Il Comune non deve rimanere spettatore. Piuttosto deve mettersi all'avanguardia per favorire, promuovere e incoraggiare i cambiamenti. Il Trentino si colloca oggi all'ultimo posto in Italia quanto ad estensione delle superfici dedicate al biologico. Senza avviare crociate, tradizionalmente votate al fallimento, è necessario confrontarsi con operatori e istituti di ricerca per invertire la triste classifica e trasformare per con convinzione le colline di Trento in un modello di coltivazione rispettosa dell'ambiente, dei residenti e dei consumatori. Partendo dalle cosa più semplici estenderemo l'esperienza del mercato contadino, realizzeremo finalmente le stazioni di lavaggio per le botti degli anticrittogamici, incentiveremo l'acquisto di trattrici elettriche e proseguiremo l'impegno per sostituire l'utilizzo di formulazioni e principi attivi tristemente noti per la loro nocività. Rilanceremo il turismo di periferia (confrontandoci con chi su questi aspetti è avanti anni luce come Bolzano) riscoprendo i sobborghi e tratte che con il paesaggio, le peculiarità (pensiamo per esempio alle fortificazioni precedenti la Grande Guerra dimenticate nei nostri boschi), i nuclei storici sopravvissuti e i percorsi per biciclette e trekking sapranno stupirci quanto a capacità attrattiva. La riapertura dei rifugi collinari (Campel e Calisio) superando gli ostacoli e le beghe che da anni ne impediscono la fruizione, arricchirà il potenziale insieme al completamento dei percorsi ciclabili di collegamento con la Valsugana e la Valle dei Laghi.

 

7) Trento sarà una città più sicura o meno sicura? Come avrà fatto per riuscirci? Quali sono le aree dove agirà con maggior determinazione e in quale modo?

Il tema sicurezza è stato per lungo tempo derubricato a capriccio da parte delle giunte di Centrosinistra. E' ora di prendere seriamente in considerazione le legittime preoccupazioni dei cittadini e degli operatori economici. Il Sindaco (senza delegare ad altri, cercando di alleggerire il proprio ruolo e le proprie responsabilità) assume un ruolo determinante in molti ambiti. Per esempio può pretendere che Trento non sia un porto di mare per questori e commissari del Governo. Basta con le continue e repentine rotazioni: chi assume gli incarichi di vertice in tema di pubblica sicurezza deve rimanere al proprio posto per un tempo necessario a conoscere il territori, impostare una strategia ed applicarla. A causa di una pianificazione sbagliata Polizia locale e Polizia di Stato sono state emarginate una in zona commerciale a Nord e l'altra tra capannoni e centri commerciali a Sud. Ci impegniamo a rafforzare i contingenti operativi della Polizia locale e a far rientrare distaccamenti fissi nelle zone oggi sguarnite riutilizzando i tanti edifici pubblici abbandonati in punti strategici (vedi per esempio l'ex centro di salute mentale di via Petrarca). Un investimento necessario è quello per milgiorare l'illuminazione e soprattutto per sostituire le telecamere installate con grande enfasi e rivelatesi inutili nel momento del bisogno a causa della loro scarsissima definizione (di cui qualcuno avrebbe potuto rendersi conto prima di farci buttare soldi). Credo però che la migliore strada per garantire la sicurezza sia quella di vivere gli spazi e ricostruire il senso di appartenenza ad una comunità che, almeno in certi contesti, una pianificazione urbanistica dissennata ha totalmente dissipato. Prendiamo esempio da quei sobborghi dove ancora questo sentimento esiste e assicura conoscenza reciproca, rispetto e cura del territorio, solidarietà tra le persone e presidio. Partiamo da quanto da noi proposto in questa consiliatura (per esempio il controllo di vicinato) estendiamolo e miglioriamolo. Anziché ostacolarle con la burocrazia e gli adempimenti sosteniamo tutte le realtà associative che con l'impegno gratuito, le idee e tanta energia fanno vivere di iniziative le realtà sia urbane che collinari. Da sempre proponiamo che siano direttamente gli uffici comunali e i professionisti che lì lavorano a provvedere agli adempimenti da loro stessi richiesti ad associazioni e circoli per lo svolgimento di manifestazioni.

 

8) Qual è il suo asso nella manica? Il progetto/edificio/idea/proposta che la farà ricordare anche negli anni successivi alla sua prima legislatura.

Da sempre gioco a carte scoperte. Abbiamo costruito un programma che rifugge dalle illusioni e dalle suggestioni quindi le carte (assi compresi) sono nel programma che abbiamo presentato per primi, che ci è stato copiato da molti e che tutti possono leggere on line. Credo che, dopo venti anni di chiacchiere, avviare l'iter per la realizzazione (e il finanziamento) dell'interramento della linea del Brennero restituendo una superficie pregiata pari a 40 campi da calcio alla città disponibile per completare i progetti di completamente delle infrastrutture ferroviarie a servizio della città. Non c'è mai stata disponibilità di risorse come in questo momento. Si tratta di debiti è vero, ma come ha detto Draghi distinguiamo tra debito buono e debito cattivo. Noi vogliamo utilizzarlo (senza disperderlo in mille rivoli) per cambiare volto ad una città, rimarginarne le ferite e portarla all'altezza di capoluoghi oggi più blasonati ma solo per demerito di chi ha messo Trento in letargo.

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