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Elezioni regionali, l'Emilia Romagna ferma Salvini e premia il centrosinistra. Il leader leghista: ''Il popolo ha sempre ragione''. Crollo dei 5 Stelle e la Calabria va a destra

In Calabria partita facile per Jole Santelli di Forza Italia che è stata eletta governatrice. Zingaretti: "Un immenso grazie al movimento delle Sardine che sono riuscite a dare una scossa democratica importante respingendo l'aggressività della destra estremista e la cultura dell'odio"

Di G.Fin - 27 gennaio 2020 - 05:28

TRENTO. Matteo Salvini si ferma in Emilia Romagna. E' stata una campagna estenuante quella portata avanti dal ''capitano'' che, per certi versi, ha avuto i tratti di un referendum sul suo futuro politico. I dati, però, questa volta, sono andati in modo diverso rispetto le aspettative e il leader leghista non è riuscito a trainare alla vittoria la candidata del centrodestra Lucia Bongonzoni che non ha ottenuto la percentuale necessaria per vincere rimanendo ben al di sotto delle aspettative.

 

Stefano Bonaccini, governatore uscente del centrosinistra, ha trovato la riconferma. Con una percentuale che va oltre il 50% (51,2% a poche centinaia di sezioni da scrutinare) è riuscito a contrastare la Bestia, come è soprannominato lo staff della comunicazione messo in campo da Salvini, respingendo la destra radicale.

 

Ha vinto l'Emilia Romagna” sono le prime parole di Bonaccini ringraziando i tantissimi che hanno dato una mano in questa campagna elettorale. “Partivamo dal meno 7% delle Europee. L'arroganza non paga mai" ha confermato il governatore.

 

“Salvini – ha spiegato Bonaccini - quando veniva qui era sempre benvenuto perché noi siamo ospitali. Ma lui era un ospite ed io ero invece a casa mia. Credo che aver voluto spettacolarizzare troppo questa campagna non gli ha portato bene. Per mesi sono andati avanti a dirmi di fare le valigie ma io ho continuare a battere il territorio e ad incontrare le persone con grande serenità e serietà”.

 

Il primo dato certo arrivato alla chiusura dei seggi ieri sera alla 23 è stata l'affluenza che ha fatto registrare un vero e proprio boom in Emilia Romagna raggiungendo il 67,68  per cento. Un risultato che è più del doppio rispetto a quello del 2014 quando le persone andate al voto erano state il 37,7%. A pesare, da questo punto di vista, è stato senz'altro il fenomeno delle Sardine nato proprio in Emilia Romagna. In Calabria invece è al 44,32 per cento circa, sostanzialmente stabile rispetto al 2014.

“Ci tenevo a dire grazie alle milioni di persone che hanno votato. Chi sceglie prende una responsabilità e si è fatto carico di un pezzettino di futuro del paese e per questo deve essere ringraziato” sono state le prime parole di Matteo Salvini che si è presentato davanti ai giornalisti attorno a mezzanotte e un quarto. Poco prima le proiezioni avevano già fatto capire l'andamento del voto con Bonaccini sempre avanti e la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni costretta ad inseguire ad una distanza di oltre il 7%. 

 

“Avendo fatto migliaia di chilometri – ha spiegato Salvini – sono contento e mi prendo un pezzo di merito per aver coinvolto tante persone. In Emilia Romagna è stata una cavalcata eccezionale, commovente e stancante” consolandosi poi spiegando “l'emozione nell'avere in questa regione, dopo 70 anni, una partitacon un risultato non già scritto. Infine un ringraziamento alla candidata Lucia Borgonzoni “una donna straordinaria” spiega Salvini che conclude dicendo: “Il popolo ha sempre ragione e chi vincerà significa che ha meritato di vincere”.

 

Partita già scritta, invece, fin dall'inizio, in Calabria dove la candidata di centrodestra, Jole Santelli di Forza Italia, ha superato il 55% mentre il candidato del centrosinistra Pippo Calippo si è fermato attorno al  30%. Una partita, questa, che ha visto il centrosinistra frammentarsi a differenza invece del centrodestra che si è mostrato unito. “Per la prima volta in una regione del sud siamo stati determinati e ora la priorità su cui lavoreremo è il lavoro” ha detto Salvini. Ad intervenire telefonicamente nel comitato elettorale della Santelli è stato anche Silvio Berlusconi che non ha risparmiato frecciatine al M5S “condannato all'irrilevanza”. “E' arrivato il momento del riscatto” sono invece le prime parole della nuova governatrice della Calabria, Jole Santelli.

 

Sia in Emilia Romagna che in Calabria occorre rilevare il tracollo del Movimento 5 Stelle con percentuale di molto inferiori rispetto alle precedenti elezioni. 

 

Ad aprire gli interventi del centrosinistra nel corso della notte è stato il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. “Mando un immenso abbraccio a Stefano Bonaccini che ha condotto una campagna eroica e un grandissimo abbraccio a Pippo Calippo che si è portato nella mischia poco prima delle elezioni. Nel caso della Calabria mi rammarica la poca coesione”. Il segretario del Partito Democratico ha evidenziato la vitalità dell'elettorale con una forte affluenza soprattutto in Emilia Romagna. “Le persone in queste elezioni – ha spiegato – hanno partecipato in massa e per questo ringraziamo in candidati e i militanti. Un immenso grazie al movimento delle Sardine che sono riuscite a dare una scossa democratica importante respingendo l'aggressività della destra estremista e la cultura dell'odio”.

 

Su Facebook a farsi sentire sono state proprio le Sardine con un messaggio attraverso il quale, con molta eleganza, hanno indirettamente rivendicato il proprio ruolo in questa tornata elettorale. Ruolo che le portate ad essere, secondo alcuni analisti, elemento importante decisivo per l'affluenza elevata.

In un post hanno scritto: “C'è chi dice che siano i gesti folli a cambiare il corso della storia, ma noi preferiamo pensare che siano i gesti ordinari a cambiare il mondo in cui viviamo. Non siamo nati per stare sul palcoscenico, ci siamo saliti perché era giusto farlo. Ma ora è tempo di tornare a prendere contatto con la realtà e ristabilire le priorità, innanzitutto personali. Se avessimo voluto fare carriera politica l'avremmo già fatto. E invece, prima di tutto, desideriamo tornare ad essere noi stessi, elettori e cittadini, parenti e amici. Per questo motivo non ci vedrete in TV o sui giornali. La nostra responsabilità è pari a quella che si è assunta ogni persona che oggi si è infilata il cappotto ed è andata a fare una croce da protagonista. È tempo di far calare il sipario e lavorare dietro le quinte per preparare un nuovo spettacolo con tutti voi che vorrete continuare a non essere spettatori qualunque. Fino ad oggi siamo stati una bella favola.
Ora chiudiamo il libro e sporchiamoci le mani.
Qualsiasi cosa succeda. Ci vediamo a Napoli, Scampia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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