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Folgaria Ski, a che punto è la raccolta dei 2 milioni di euro che scadeva il 30 giugno? ''In stato di avanzata attuazione'', dice Failoni lasciando molte domande aperte

Al question time di Filippo Degasperi l'assessore ha risposto in maniera piuttosto fumosa. Lettera da Folgaria per chiedere maggiore trasparenza e spiegazioni: ''Penso che Failoni sia stato male informato dai suoi collaboratori o che forse si sia incautamente fidato dei propri interlocutori a Trento e a Folgaria. Altrimenti non avrebbe detto, leggendo la sua risposta, che “risulta in stato di avanzata attuazione” la raccolta di 2 milioni di euro avviata nella primavera scorsa''

Di Luca Pianesi - 23 ottobre 2020 - 19:28

TRENTO. ''La società anche in previsione degli sviluppi futuri ma soprattutto considerando l’emergenza Covid in corso, ha già concordato una delibera per l’aumento entro novembre di 3 milioni di euro di capitale sociale. La delibera prevede che alla ricapitalizzazione potranno partecipare anche gli enti pubblici azionisti. Quanto invece alla prevista raccolta dei 2 milioni risulta già in stato di avanzata attuazione''. Questa la risposta dell'assessore al turismo Failoni al question time di Filippo Degasperi consigliere provinciale di Onda Civica il quale aveva chiesto a che punto fosse la raccolta dei 2 milioni di capitale sociale promessa dalla Folgaria Ski

 

In particolare Degasperi aveva ricordato che il collegio sindacale della Folgaria Ski aveva subordinato la continuità aziendale oltre i 12 mesi alla raccolta entro il 30 giugno di quest’anno di 2 milioni di euro di nuovo capitale sociale e ha chiesto al presidente della Pat se ritenesse fondata la richiesta del collegio e a che punto fosse la raccolta. Failoni non ha risposto nel merito ma dopo aver detto che la raccolta ''risulta già in stato di avanzata attuazione'' ha aggiunto che ''si sta cercando di aumentare il capitale e c’è la volontà precisa di arrivare entro novembre, con un’assemblea straordinaria a mettere almeno in sicurezza la società. Questa - ha detto - è la priorità. Solo in un secondo momento si parlerà di investimenti''.

 

Degasperi ha giudicato “parziale” la risposta dell’assessore, perché non ha chiarito a che punto sia la raccolta dei due milioni di euro e ha evidenziato le “parecchie contraddizioni” contenute, a detta sua, nelle parole dell’assessore. A suo avviso non si può dire, infatti, che va tutto bene e poi che entro novembre occorre provare a mettere in sicurezza la società. Sulla questione pubblichiamo la lettera da Folgaria firmata da Giuseppe Canestri che commenta l'evento e chiede anche lui spiegazioni ulteriori all'assessore Failoni.

 

 

 

Gentile direttore,

 

comprendo e considero pienamente giustificata l’insoddisfazione espressa da Filippo Degasperi subito dopo aver ascoltato la risposta da lui ricevuta martedì scorso in Consiglio provinciale (e trasmessa in diretta da una tv locale) dall’assessore al turismo Roberto Failoni al quale aveva sottoposto un’interrogazione orale sulla Folgaria Ski. Il motivo è che da residente di Folgaria mi interessa molto la vita dei soggetti pubblici e privati dai quali dipende gran parte dell’economia dell’altopiano.

Proprio perché tra questi vi è la Folgaria Ski, società di cui seguo le attività e conosco i problemi, ho trovato confuse, insufficienti e fuori luogo le parole con cui l’assessore si è rivolto anche con un certo fastidio al consigliere che gli aveva solo posto alcune domande.

 

Penso che Failoni sia stato male informato dai suoi collaboratori o che forse si sia incautamente fidato dei propri interlocutori a Trento e a Folgaria. Altrimenti non avrebbe detto, leggendo la sua risposta, che “risulta in stato di avanzata attuazione” la raccolta di 2 milioni di euro avviata nella primavera scorsa dalla Folgaria Ski tra gli operatori economici privati locali, per ottemperare alla richiesta del collegio sindacale di reperire il capitale necessario alla prosecuzione delle proprie attività. Se fosse vero che la raccolta, la cui conclusione era peraltro prevista nel giugno scorso, è oggi a buon punto, l’assessore avrebbe potuto e dovuto indicare pubblicamente almeno una cifra, come il consigliere gli aveva chiesto. Il fatto di non aver invece segnalato questo dato, autorizza a pensare che si voglia nascondere l’effettiva entità delle risorse raccolte.

 

Mentre i soci di Folgaria Ski, il Comune ma soprattutto gli operatori economici che “avrebbero” versato un contribuito, come pure la popolazione, hanno il sacrosanto diritto di sapere com’è andata o stia andando l’iniziativa. Anche perché dalla salute della Folgaria Ski è legato il futuro sia di questa importante società partecipata dall’amministrazione locale e dalla Provincia tramite Trentino Sviluppo, sia di una parte considerevole del turismo, specialmente invernale, dell’altopiano. Tanto più che nella sua risposta l’assessore ha dato notizia della convocazione in novembre di un’assemblea per deliberare un aumento di 3 milioni di euro del capitale sociale, al quale potranno “eventualmente” partecipare anche gli enti pubblici azionisti (tra i quali, appunto, la Provincia con Trentino Sviluppo).

 

Aumento motivato dalla previsione dei rischi futuri dovuti alla perdurante emergenza Covid. L’impressione che si ricava da quest’annuncio del tutto inatteso, è che la raccolta dei 2 milioni privati dei mesi scorsi sia stata un flop e che quindi ora Folgaria Ski, con il pretesto della crisi causata dalla pandemia, chieda ancora una volta il finanziamento pubblico e in particolare quello della Provincia attraverso Trentino Sviluppo. Curioso è invece che l’assessore non abbia accennato alle recenti dimissioni dal cda della Folgaria Ski dell’unico rappresentante del Comune. La cui fuoriuscita si è aggiunta a quella, avvenuta pochi mesi fa per motivi di salute, dal compianto Claudio Valle, la cui elezione  era stata condivisa dalla Tempo Libero, società collegata, e da un gruppo di operatori privati.

 

Nel cda di Folgaria Ski sono dunque rimasti 5 componenti e nulla si sa della loro sostituzione. Lecito chiedersi il perché? Stento a credere che il Comune e gli operatori economici privati si rassegnino a subire, in una fase delicata come questa per il bilancio della Folgaria Ski, le decisioni dei vertici societari alla cui formazione avrebbero diritto di contribuire. Da tutti questi fatti mi sembra emergere, in definitiva, un problema di trasparenza e di controllo sull’operato della Folgaria Ski che l’intervento dell’assessore non ha risolto, ma ha anzi accentuato.

 

Per questo ritengo mio dovere rivolgermi a lui pubblicamente, come massimo titolare della responsabilità in capo alla Provincia in questo settore, per ottenere dei chiarimenti che considero a questo punto assolutamente necessari. In gioco, infatti, c’è il diritto all’informazione di tutti i cittadini contribuenti, che si attendono una gestione corretta e non autoreferenziale delle risorse pubbliche da parte di questa società, che da anni annuncia senza però aver mai realizzato alcuni importanti investimenti nell’area sciistica e sugli impianti ad essa affidati.

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