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Se anche l'assessore Failoni sembra ''sperare'' che la sua legge venga bocciata. Rossi: ''O non legge le risposte che firma o non le capisce''

L'assessore competente ha prodotto la risposta all'interrogazione firmata da Dallapiccola, Demagri e Rossi che chiedeva come potessero convivere due norme provinciali che dicevano una che tutto il Trentino è turistico e l'altra che ci sono comuni che non lo sono. La risposta scritta arrivata ha lasciato basito l'ex presidente: ''Sembra quasi sperare che la sua legge venga bocciata così si fuga ogni dubbio''

Di Luca Pianesi - 14 ottobre 2020 - 16:44

TRENTO. ''Peraltro qualora all'esito del ricorso principale di costituzionalità venga dichiarata l'illegittimità costituzionale della norma provinciale 4/2020 verrebbe meno conseguentemente, qualsiasi antinomia asseritamente rilevata dall'interrogante''. Questo un passaggio della risposta dell'assessore al turismo e al commercio provinciale Roberto Failoni all'interrogazione depositata da Rossi, Dallapiccola e Demagri del Patt qualche mese fa dal titolo ''Trentino tutto turistico? Le norme si contraddicono''. E questa la replica dell'ex presidente Rossi, rimasto allibito per quanto letto nel testo: ''Ora io non so se l'assessore la condivide davvero, se l'ha letta e se l'ha capita ma questa risposta dimostra la confusione che regna in Provincia e il livello di gestione che c'è da parte di questa Giunta''.

 

La risposta dell'assessore Failoni, infatti, sembra quasi dire ''tanto tra un po' arriva la corte costituzionale, elimina una delle due norme che ho fatto e ogni problema è risolto''. La richiesta dei tre consiglieri provinciali all'assessore competente era semplice e chiara: capire come fosse possibile che il sistema normativo provinciale contenesse due norme in palese contraddizione. Una, quella che si occupa della ''Disciplina della promozione territoriale e del Marketing turistico in Trentino'', all'articolo 5, infatti, statuisce che: ''Il Trentino è considerato un territorio interamente a valenza turistica''. L'altra, quella sulle chiusure dei negozi e dei supermercati la domenica e i giorni festivi specificava che: “La Giunta provinciale individua con propria deliberazione i Comuni ad elevata intensità turistica o attrattiva commerciale/turistica nei quali è ammessa l’apertura degli esercizi di vendita''.

 

Per i tre consiglieri ''appare evidente la contraddittorietà di una norma rispetto all’altra. Se tutto il Trentino è considerato zona turistica come si potranno, poi, distinguere i Comuni ad attrattiva commerciale – turistica rispetto agli altri che, per un’altra norma dello stesso rango sono comuni di valenza turistica?''. Failoni, o il tecnico della Pat che ha scritto la risposta firmata poi dall'assessore, ha spiegato che le due norme non si contraddicono perché si applicano a contesti diversi. La prima (quella che dice che sono tutti turistici i comuni trentini) serve a far rientrare tutto il territorio sotto ''un ambito territoriale costituito da un'azienda per il turismo. Di conseguenza, per tutti i territori si applicheranno le stesse regole per quanto concerne la raccolta e l'attribuzione dell'imposta di soggiorno, la costituzione delle agenzie e gli altri istituti previsti dalla legge sul marketing e turistico''.

 

La seconda (quella che dice che la Giunta decide chi è turistico e chi no) è spiegata, nel documento, in maniera più confusa, seguendo l'iter normativo e quello dei ricorsi fatti contro la stessa legge (citando il Consorzio Shop Center Valsugana, il Consorzio Cavalli e Habitat e Arredamenti avanti al Tar di Trento e quello del presidente del consiglio davanti alla Corte Costituzionale) per poi concludere, un po' a sorpresa, che ''non sussiste pertanto alcuna contraddizione tra le due norme considerate'' posto che la seconda ''presuppone il carattere turistico dei territori introducendo il concetto di 'intensità' turistica''. Poi il capolavoro: ''Peraltro qualora all'esito del ricorso principale di costituzionalità venga dichiarata l'illegittimità costituzionale della norma provinciale 4/2020 verrebbe meno conseguentemente, qualsiasi antinomia asseritamente rilevata dall'interrogante''.

 

''Insomma l'assessore sembra quasi sperare che la sua legge venga bocciata così si fuga ogni dubbio - commenta ironicamente l'ex presidente Rossi -. O comunque ipotizza che ciò possa avvenire e allora non si spiega perché l'ha fatta questa norma. Io credo che qualche tecnico gli abbia giocato qualche scherzo perché questa risposta lascia basiti. In ogni caso dimostra che o l'assessore non legge quello che firma oppure lo ha letto ma non lo ha capito. In ogni caso è preoccupante anche come si approccia la parte tecnica a certi argomenti. In definitiva un testo del genere palesa la confusione che regna in Provincia tra Giunta e parti tecniche''.   

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