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Dalla cordata degli algerini sparita dai radar alla gara (ferma al palo) per la gestione degli impianti, giorni di agitazione sul destino del Nevegal

Rispedite al mittente le indiscrezioni sulla richiesta di dimissioni dell'assessore mentre sono diverse le incertezze sul futuro del Nevegal. E' stata pubblicata anche un'asta sullo storico albergo Olivier

Di Antonio Gheno - 24 febbraio 2024 - 16:00

BELLUNO. Il futuro del Nevegal tiene banco. Tante le incertezze all'orizzonte per il colle ma il Comune di Belluno, guidato dal centrodestra, cerca di tenere il punto per rilanciare la località. Rispedite al mittente le indiscrezioni che vorrebbero l'assessore Roccon ormai messo alla porta da parte della maggioranza. 

 

Giorni di agitazione sulla piazza bellunese dopo che si è riacceso il dibattito, ormai cronico e quasi secolare, sul futuro del Nevegal attenzionato da un'interrogazione presentata dal Consigliere comunale Francesco Rasera Berna (Insieme per Belluno Bene comune), per il prossimo consiglio comunale previsto alle 15 di giovedì 29 febbraio, con oggetto: “Quali sono gli ostacoli che impediscono l’aggiudicazione definitiva della gara per gli impianti del Nevegàl?” e la pubblicazione della prossima asta, indetta per il 4 giugno alle 12.15, dello storico albergo Olivier del Nevegal, in via Col de Gou con prezzo base 458.789 euro, valore da perizia di 2 milioni e 900mila euro e offerta minima scesa a 344.091,80 euro.

 

Le voci che corrono sulla piazza parlano della società a partecipazione algerina, che doveva investire sul colle quasi 100 milioni, che pare sparita dai radar e dell'aggiudicazione della gara per la gestione degli impianti di risalita che pare ferma al palo. Si dice anche che nella maggioranza ci sia del malcontento e che qualcuno abbia anche chiesto le dimissioni dell’assessore Franco Roccon che tra le sue deleghe, oltre ai lavori pubblici, ha appunto anche il Nevegal.

 

Interrogato sui temi l’assessore Roccon ha dichiarato di aver ricevuto solidarietà da parte dei vari gruppi consiliari di maggioranza e dalla Giunta stessa ipotizzando che queste illazioni vengano messe di proposito in giro da alcuni con il solo obiettivo di screditare l’azione amministrativa e che personalmente può dichiarare che la Nevegal 365 ha appunto firmato questa lettera di intenti col comune e che ha già avuto la delibera di due fondi di investimenti per tutta la serie di operazioni che intendono fare sul colle e stanno aspettando che le banche centrali concludano le loro valutazioni e sblocchino i fondi verso il nostro territorio.

 

Per quanto riguarda gli impianti ha aggiunto che la gara è stata aggiudicata alla Ati (Associazione temporanea di imprese) formata da Dolomiti strade e Nevegal 2021 che sono alla ricerca di una fideiussione da parte di un istituto bancario o assicurativo della durata di 12 anni e che l’operazione non è semplice perché, solitamente, gli istituti concedono periodi più brevi ma si augura che entro il 7 marzo, data di scadenza per la firma finale, la pratica possa essere apposto anche con questo ultimo tassello.

 

Il capogruppo di Belluno al centro, Lorenzo Bortoluzzi, interpellato sul tema ha dichiarato “Il gruppo consiliare come del resto l'intera maggioranza di centrodestra al Comune di Belluno confermano la propria fiducia a Franco Roccon. Le indiscrezioni uscite in queste ore circa la possibilità di dimissioni sono false e frutto di giochetti politici e invenzioni con il solo scopo di generare confusione nei cittadini. L'assessore è l'uomo giusto al posto giusto, competente ed efficace nella sua azione ai lavori pubblici. In un anno come quello appena cominciato, nel quale vedranno la luce un cantiere dopo l'altro e la città cambierà volto diventando più moderna e bella, la squadra di governo ha tutta la nostra fiducia. Un grazie dunque al sindaco e a tutta la Giunta che stanno portando il comune capoluogo verso quel cambiamento che tutti auspichiamo dopo 10 anni di immobilismo politico e amministrativo”.

 

Molto chiara la posizione di Vivaio Dolomiti, che negli anni si è occupato del colle con iniziative quali il rifacimento della rotonda che porta al piazzale, che nelle parole del suo referente Gianni Pastella ha dichiarato che difficilmente si scierà ancora in Nevegal non certo per i cambiamenti climatici, come ipotizzato da molti, e nemmeno per la mancanza di fondi ma per la mancanza di visione, idee, progettualità e per l’abbondanza, da decenni, di critiche devastanti fatte solo di pensieri ideologici o diatribe politiche per cercare di screditare l'ultimo arrivato senza però presentare alcuna proposta cosa che invece è successa in molte stazioni più piccole di bassa quota che funzionano e si sono rinnovate.

 

Nel bellunese, ha proseguito Pastella, "manca l'autocritica sulle nostre incapacità, sui nostri fallimenti e tutto si ripercuote nella classe dirigente, ma il problema parte dalla base: vediamo critiche in ogni commento verso chi gestisce quel poco che resta. Tutti i sapientoni che ci sono potrebbero concorrere alla gestione o al rilancio, investendo di tasca propria o impegnando il loro tempo. Abbiamo i buchi sulle strade, l'illuminazione con le lampade esaurite, un territorio abbandonato a se stesso e degli impianti anni '70 ma nonostante tutto questo ci permettiamo di criticare chiunque, senza capire che i miseri e poveri siamo noi, non gli algerini, la scuola svizzera o i vari  imprenditori che nei decenni erano disposti a investire nel colle. Siamo noi incapaci di mantenere quanto lasciato dai nostri padri, focalizzati solo sul nostro orticello o sulle esigenze della nostra famiglia e questo ci ha portato al capolinea che si parli degli operatori, dello sci (compreso lo scialpinismo), delle biciclette".

 

La Camera di commercio è aperta a tutti, "gli Algerini almeno una società l'hanno aperta e ricordo che il Nevegal è libero per tutti quelli che sanno fare meglio ma, a quanto pare, per i più era un costo e portava solo immondizie, ora chi parlava così sarà soddisfatto. Buone passeggiate green a tutti", conclude Pastella. 

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