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La Lega vuole escludere gli stranieri dalle case Itea: “Emendamento razzista”, accusa Futura

L’emendamento depositato dalla capogruppo leghista Dalzocchio renderà di fatto impossibile a molti stranieri produrre la documentazione necessaria per poter accedere all’ediliza agevolata. Futura: “Pura cattiveria per una misura di stampo razzista”

Di Tiziano Grottolo - 24 luglio 2020 - 19:46

TRENTO. Gogrial è un nome che a molti non dirà nulla, si tratta di un piccolo villaggio che oggi si trova nel Sudan del Sud (paese diventato indipendente nel 2011 dopo una lunga guerra civile). Eppure questo villaggio è in qualche modo legato al Trentino perché da qui nel 1939, per sfuggire a guerre e persecuzioni, partì Albino Mayom Kuel, il primo richiedente asilo internazionale in Trentino che in un comunicato la Provincia definiva “un esempio di integrazione perfettamente riuscita”.

 

Kuel, dopo aver frequentato l’università di medicina a Padova lavorò per oltre un decennio all’ospedale di Ala, diventando poi medico di base nel Comune di Avio, venendo successivamente eletto consigliere e assessore al Comune di Ala e consigliere ad Avio. “La sua vita – disse il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti – è stata una vita spesa per gli altri, per una comunità che dal suo operato ha tratto un grande beneficio”. Bene, se il dottor Kuel fosse arrivato in Trentino nel 2020 probabilmente non avrebbe potuto rimanerci, o perlomeno avrebbe incontrato una classe politica disposta a tutto pur di rendergli la vita impossibile.

 

Ad esempio se il dottor Kuel avesse voluto presentare una domanda per ottenere un alloggio Itea (riservati a quei nuclei familiari con una condizione economico-patrimoniale insufficiente per acquistare una casa propria) avrebbe dovuto presentare una documentazione che attestasse la condizione economico-patrimoniale dei componenti del nucleo famigliare del paese d’origine e di provenienza. Questo almeno quanto previsto da un emendamento depositato da Mara Dalzocchio, capogruppo leghista, in assestamento di bilancio. Il provvedimento leghista è, ovviamente, riservato a tutti i cittadini di Paesi che non appartengono all’Unione europea.

 

 

Di casi come quello del dottor Kuel, oggi, ce ne sono centinaia, magari persone che risiedono in Trentino da più generazioni ma che grazie all’emendamento presentato da Dalzocchio potrebbero trovarsi nell’impossibilità di reperire la documentazione necessaria per accedere a un alloggio a canone agevolato. Considerando che per molte persone è impossibile ottenere i documenti richiesti anche se si trovano nel Paese d’origine (nell’Africa subsahariana 600 milioni di cittadini vivono senza elettricità), figurarsi quanto può essere difficile farsi spedire i documenti in Italia da uno Stato che magari si trova in guerra o che non può fare affidamento su una struttura burocratica efficiente.

 

Un caso simile scoppiò a Lodi nel 2018 quando la sindaca leghista Sara Casanova, tramite una deliberà, impedì agli alunni stranieri di accedere alla mensa scolastica perché ai genitori venne chiesto di presentare una serie di certificati impossibili da rintracciare. Il caso finì addirittura in tribunale che rilevò “una condotta discriminatoria”. In Trentino si vorrebbe fare più o meno la stessa cosa, chiedendo di presentare una serie di documenti praticamente impossibili da reperire. Dopo il caso di Lodi fu addirittura il Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero degli Esteri a rilevare come da alcuni paesi fosse “oggettivamente impossibile” ottenere la documentazione necessaria ad attestare i patrimoni immobiliari, reddituali e le condizioni familiari nel Paese di origine del richiedente.

 

I consiglieri di Futura, Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, parlano apertamente di “un emendamento di stampo razzista, che di fatto impedisce agli extracomunitari l’accesso agli aiuti”. Ghezzi e Coppola puntano il dito anche contro i precedenti tentativi messi in campo dalla Giunta per ostacolare l’accesso all’edilizia agevolata da parte degli stranieri: come la criticatissima norma che introduce il criterio dei 10 anni di residenza in Italia e i 3 in Trentino, per accedere all’abitazione (sulla quale pende un ricorso in tribunale). Un emendamento presentato in un momento come questo – concludono i rappresentati di Futura – con le famiglie messe in difficoltà dalla crisi economica conseguente al lockdown è semplicemente una cattiveria gratuita”.

 

 

 

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