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La terza via di Marcello Carli: “Trento deve ripartire dopo 25 anni di immobilismo targato Centrosinistra”

Il candidato sindaco è pronto a guastare la festa sia “alla coalizione arcobaleno” che alla “disaggregazione di destra”. Carli vuole plasmare una Trento sul modello delle grandi metropoli europee: “C’è bisogno di una leadership forte ed inclusiva, il Centrosinistra ha tenuto ferma la città per una generazione ora è tempo di riprendere in mano tutti i progetti rimasti incompiuti”

Di Tiziano Grottolo - 04 luglio 2020 - 19:47

TRENTO. “Non ho accettato la candidatura per fare la comparsa, la nostra coalizione punta prima al ballottaggio e poi a vincere”, ha le idee chiare Marcello Carli il candidato sindaco di Trento che vuole guastare la festa al Centrosinistra-autonomista di Franco Ianeselli e alla destra di Alessandro Baracetti. “Vogliamo offrire una prospettiva di governo vera, forte e inclusiva per una città che ha bisogno di ripartire dopo 25 anni di immobilismo. Il Centrosinistra – punta il dito il candidato – ha tenuto ferma la città per una generazione ora è necessario rimettere in moto le risorse disponibili per rispondere ai bisogni di Trento”.

 

Carli non si presenta come il candidato arrivato per sfasciare tutto, “piuttosto – spiega – penso sia arrivato il momento di rimettere mano a dei progetti rimasti per troppo tempo sulla carta e mai portati a compimento da chi ha governato in questi anni”. Qualora dovesse essere eletto, l’urbanistica di Trento sarà al centro di una riforma, a partire dal risanamento della ex Sloi, ma anche l’interramento della ferrovia, la realizzazione della funivia Trento-Bondone e il trasferimento dello stadio a Trento Sud con la realizzazione della cittadella dello sport. Ultimo, ma non meno importante, si pensa a un nuovo piano di mobilità basato sul car sharing “uno strumento per gli spostamenti interni utile a ridurre lo spazio occupato dai parcheggi”. Il modello sono le grandi metropoli italiane ed europee con un sistema di mezzi pubblici meno capienti ma più cadenzati per offrire più corse e venire incontro alle necessità degli utenti.

 

“Quando mi immagino la Trento del futuro vedo una città equilibrata anche dal punto di vista sociale dove proporre un modello di società solidale che possa rappresentare un punto riferimento per le altre città. Al tempo dell’Umanesimo e del Rinascimento – ricorda il candidato sindaco – il concetto di ‘città ideale’ ruotava attorno alla struttura urbanistica, oggi la ‘città ideale’ va interpretata anche dal punto sociale in modo che chiunque, senza distinzione d’età, possa vivere bene”.

 

 

In tal senso un’altra sfida cruciale sarà quella che ruota attorno alla sburocratizzazione per imprese e cittadini: “Penso a degli sportelli della pubblica amministrazione del tutto simili ai bancomat dove potersi recare con la propria carta d’identità elettronica per scaricare documenti utili alla vita di tutti i giorni, come il certificato di famiglia o la residenza”. Al tempo stesso però, secondo Carli, è necessario affidarsi a una struttura amministrativa decentrata “portando in tutti i sobborghi di Trento gli uffici più importanti. Un presidio territoriale – aggiunge – la qualità della vita migliora quando i servizi sono diffusi in maniera capillare sul territorio”. Insomma una scelta in controtendenza rispetto a alle decisioni prese negli ultimi anni che hanno visto, al contrario, i servizi al cittadino ritirarsi dalle frazioni e dai centri minori in favore dei grandi agglomerati urbani. “Una grande riforma digitale della pubblica amministrazione – immagina Carli – sfruttando la digitalizzazione per invertire la rotta rispetto all’abbandono delle periferie”.

 

Quella che Carli tratteggia è una vera e propria terza via che vuole imporsi sui modelli fin qui messi in campo da destra e sinistra: “Da un lato c’è una coalizione arcobaleno dall’altro la disaggregazione di destra, noi vogliamo essere un modello diverso di rappresentanza democratica per pensare assieme alla città del futuro dopo 25 anni di staticità. Del governo provinciale – prosegue il candidato – non ho capito l’ultima riforma sulle aperture domenicali, veniamo da un periodo del post-Covid che ha colpito duramente le attività commerciali chiudere la domenica è un danno anziché un’opportunità, i commercianti dovrebbero essere liberi di tenere aperto quanto vogliono” (QUI articolo).

 

A proposito del turismo Carli rammenta le presenze in città che lo scorso anno superavano la cifra di 1,2 milioni: “La dimensione turistica di Trento-città alpina andrebbe valorizzata partendo dalla sua storia”. Per esempio si pensa a un marchio ad hoc “Trento città del Concilio”, “un forte richiamo alla storia cristiana – precisa –  per un evento che ha determinato importanti impatti sulle vicende d’Europa e del mondo, con un percorso inserito all’interno di un pellegrinaggio d’Italia per rilanciare il turismo religioso”. Carli, qualora dovesse conquistare la poltrona di sindaco, ha anche un sogno nel cassetto: ribattezzare piazza Venezia, la stessa dove oggi si è tenuta la conferenza stampa, in piazzale Alcide Degasperi “Un modo per rimettere la città in contatto con la sua storia”.

 

A sostegno della sua candidatura per il momento ci sono tre liste “Rinascimento Trento”, quella Agire per il Trentino, di Claudio Cia, e quella della Democrazia Cristiana. Le porte però non si chiudono in faccia a nessuno: “Fino a quanto non saranno concluse le formalità burocratiche la coalizione è aperta a tutte quelle forze che vogliono condividere un percorso al servizio della comunità. Penso a tutti quei moderati laici e cattolici che non si riconoscono negli altri schieramenti”. A margine dell’intervista abbiamo chiesto al candidato una battuta sul consigliere leghista Alessandro Savoi che nei giorni scorsi lo aveva definito “un trasformista della politica”. Con la pacatezza che lo contraddistingue Carli ha preferito tagliare corto: “Non occorre rispondere a tutti, saranno gli elettori a decidere”.

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