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| 03 lug 2020 | 11:42

Chiusure domenicali dei supermercati, Carli: ''Lei Fugatti vuole una Trento povera, bigotta e triste. Questa legge è un insulto per i consumatori e i commercianti''

Mentre in consiglio provinciale le opposizioni non sono riuscite a votare contro il ddl Failoni ma al massimo si sono astenute o non hanno votato (con il Pd che ha criticato il metodo e il fatto che la norma è incostituzionale e non il merito e quindi le chiusure stesse) il candidato sindaco Marcello Carli usa parole molto più nette contro la scelta della maggioranza leghista: ''Io dico 'no' a questo approccio deprimente, depressivo, isolazionista e occupazionalmente lesivo dei diritti della cittadinanza''

TRENTO. ''No, presidente Fugatti: così non si fa. Mentre siamo nel mezzo delle gravissime conseguenze economiche causate dalla pandemia obbligare gli esercizi commerciali a chiudere la domenica è una follia e un insulto''. E' il candidato sindaco per Trento Marcello Carli ad esprimersi così. L'oggetto di questo attacco è, ovviamente, l'iniziativa portata avanti dalla Giunta Fugatti di chiudere i supermercati la domenica per una non ben precisata motivazione che vorrebbe i dipendenti ''tutti a casa'' la domenica, per passarla, così, in famiglia.

 

Il tutto come se non esistessero i turni, come se non lavorassero più persone grazie al giorno in più di apertura e come se non venissero pagati fino ben oltre il 30% in più quelli che lavorano la domenica, mettendo in circolo risorse importanti, forza lavoro, oltre a garantire un servizio alla comunità e la sopravvivenza di altre attività contigue (si pensi ai centri commerciali che hanno nella domenica il loro giorno di massimo fatturato e che senza un supermercato all'interno della struttura perdono un traino fondamentale).

 

E così per un centrosinistra che mantiene un atteggiamento ambiguo sul tema (e tutte le minoranze in consiglio provinciale che non sono riuscite a votare ''no'' all'iniziativa di Failoni, ma al massimo si sono astenute o non hanno partecipato al voto) con un Partito democratico che anche ieri in Aula ha ribadito di essere d'accordo ''nel merito e con l’obiettivo perseguito con questa legge'' ma contrario al metodo usato (la legge provinciale sarà bollata come incostituzionale e quindi, nei fatti, tutta questa operazione si tradurrà in una grossa presa in giro per i lavoratori) il rappresentante di ''centro'' libero dai blocchi Marcello Carli usa parole molto nette.

 

Per Carli si tratta di ''una follia che andrà a penalizzare soprattutto la città di Trento nel suo complesso rispetto alle varie deroghe concesse in provincia, e un insulto sia per i consumatori (che andranno a spendere altrove) sia per le commercianti e i commercianti che tra mille difficoltà e controlli soffocanti stanno tentando di riprendersi dopo la batosta del lockdown e che già rischiano ogni giorno di chiudere''.

''E' un provvedimento il suo - prosegue riferendosi a Fugatti - che va ad umiliare anche la grande distribuzione, che non rinnoverà i contratti a termine o non assumerà il personale che aveva già previsto di assumere. Ma ci rendiamo conto? Mondo delle imprese a parte, le conseguenze più gravi di questo provvedimento saranno proprio a danno di chi cerca lavoro e troverà ancora meno opportunità. La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è naturalmente in cima alle priorità, ma non è certo chiudendo che la miglioriamo, soprattutto in una fase economica difficilissima come questa. E ancora: come lo rilanciamo il turismo, come diventiamo più attrattivi in questa difficile fase? Chiudendo la domenica?''.

 

E poi l'appello: ''Se diventerò sindaco di Trento combatterò con tutte le mie forze contro questo approccio deprimente, depressivo, isolazionista e occupazionalmente lesivo dei diritti della cittadinanza. Lei, presidente Fugatti, ha dimostrato di volere una Trento povera, bigotta e triste. Io voglio che Trento rinasca. E che combatta la cattiva politica che crea disoccupazione''.

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