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L'Inail invia le linee guida per le riaperture di bar e ristoranti e i tavoli di Failoni sono superati. I sindacati: ''L'approssimazione della Lega sta creando il caos''

Il nodo del contendere sono i protocolli sulla sicurezza per poter prevedere la riapertura di bar e ristoranti, linee guida provinciali che però non sono state validate dall'Inail, che si è sfilata dal tavolo di lavoro. Nella giornata di ieri, Stato e Regioni hanno intanto trovato l'intesa per la ripartenza differenziata da lunedì 18 maggio e sono attesi i diversi provvedimenti da Roma. Cgil, Cisl e Uil chiedono a Failoni di riconvocare l'Inail per poter ripartire anche in Trentino

Di Luca Andreazza - 12 maggio 2020 - 17:00

TRENTO. "Evidentemente l'assessore Roberto Failoni, noto anche per essere l'albergatore che ospita il capitano Matteo Salvini nelle sue vacanze in val Rendena, è abituato a gestire altri tipi di tavoli rispetto a quelli provinciali sulla sicurezza". Queste le dure parole di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "La riapertura per le aziende diventa un caos per il suo intervento, non ci sono regole certe".

 

Il nodo del contendere sono i protocolli sulla sicurezza per poter prevedere la riapertura di bar e ristoranti, linee guida che però non sono state validate dall'Inail, che si è sfilata dal tavolo di lavoro (Qui articolo). Nella giornata di ieri, lunedì 11 maggio, Stato e Regioni hanno intanto trovato l'intesa per la ripartenza differenziata da lunedì 18 maggio e sono attesi i diversi provvedimenti da Roma. 

"Giustifichiamo l'assessore per non aver capito che il vero problema non sono i sindacati - proseguono Cgil, Cisl e Uil - ma la dichiarata assenza dei rappresentanti dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, l’Inail, che rende zoppa e incerta l’efficacia delle linee guida provinciali sulla riapertura di ristoranti e negozi in Trentino. Ora, anche grazie alla sua gestione confusa, per tanti imprenditori la riapertura rischia di trasformarsi in un enorme caos, senza certezza sulle regole da applicare e dunque delle sanzioni cui si può andare incontro. Tutto senza pensare, e questo ci preoccupa, al rischio per la salute di dipendenti e clienti".

 

La polemica prende le mosse anche dalle dichiarazioni dell'assessore in merito alla composizione dei tavoli: "Ci sono 33 persone tra le parti economiche, quella sanitaria e una parte pletorica di sindacati. E non è semplice risolvere le questioni".

 

Accuse rispedite al mittente: "In ogni caso, se la matematica non è un’opinione, le organizzazioni sindacali al tavolo sono 3 su 33 componenti. Invece di valorizzare l’apporto costruttivo che tutti hanno garantito nelle varie riunioni, anche quando alcuni, come noi, non hanno condiviso le scelte dell’esecutivo - evidenziano Grosselli, Bezzi e Alotti - l’assessore non rinuncia alle battute demagogiche contro i sindacati. Evidentemente a Failoni la polemica serve a coprire i propri errori".

 

Nel frattempo sono arrivate dalla Capitale le prime indicazioni per riavviare le attività produttive. "L'assessore non ha nemmeno provato a riportare al tavolo trentino l’Inail, ente che vigila sulla salute e sicurezza di chi lavora. Per fortuna, a tempo di record, il Comitato tecnico-scientifico nazionale e Inail hanno pubblicato le prescrizioni per la tutela della salute nel settore della ristorazione. Ora si deve armonizzare subito il documento provinciale con quello nazionale - spiegano Grosselli, Bezzi e Alotti - altrimenti le aziende non sapranno più che fare. Vedremo se l’assessore coglierà l’occasione per correggersi. Perché come si dice, errare è umano, perseverare diabolico".

 

Per i sindacati, infatti, il mancato coordinamento tra le disposizioni territoriali e nazionali, oltre a rendere del tutto ingestibile per le imprese la ripresa delle attività economiche di bar e ristoranti, rischia di aprire un contenzioso con lo Stato.

 

"Ricordiamo alla Giunta leghista - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - che la legge della Provincia di Bolzano sulle riaperture è stata impugnata dallo Stato anche sulla parte riguardante le regole per la tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Neppure l’articolo 30 del disegno di legge provinciale, approvato domenica, permette deroghe ai protocolli e alle linee guida nazionali. Quindi è indispensabile riconvocare immediatamente l’Inail al Comitato di coordinamento salute e sicurezza e rimediare velocemente al caos che si sta creando. Altrimenti a pagarne le conseguenze saranno imprenditori, lavoratori e clienti. Davanti all’approssimazione della Lega, non ci resta ormai che confidare nel fatto che davvero il virus perda aggressività nelle prossime settimane e evitare il rischio di tornare in emergenza sanitaria come due mesi fa".

 

Un altro provvedimento preso dall'assessore Failoni è stata la sospensione del versamento della tassa di soggiorno. Nel legge approvata nell'ultimo consiglio, la Giunta ha inserito il rinvio della comunicazione dei pernottamenti relativi al primo quadrimestre al 16 settembre. "Analogamente - spiega l'esponente della Lega - abbiamo rinviato al 16 ottobre il relativo versamento dell'imposta di soggiorno che, pertanto, potrà essere effettuato congiuntamente a quello del secondo quadrimestre. Si tratta di un piccolo intervento (che si può fare!) che può aiutare gli operatori del turismo ad avere un minimo di disponibilità economica temporanea in più".

Un provvedimento preso con quasi due mesi di ritardo, certo "che si può fare" vista la straordinarietà dell'epidemia coronavirus. Una proposta già avanzata a fine marzo dall'ex assessore Michele Dallapiccola: "Sarebbe ottima iniziativa - aveva detto il consigliere provinciale in quota Patt - che la Provincia lasciasse nelle casse degli operatori del settore turismo l’intero ammontare di questa disponibilità e si sostituisca finanziando in via diretta e di pari cifra le Apt". Aziende per il turismo che per il momento non sembrano conoscere ancora le quote di finanziamento pubbliche, mentre la ripartenza si potrebbe avvicinare e la stagione estiva è dietro l'angolo. 

 

La differenza è che l'ex assessore sarebbe arrivato fino a fine anno con questa misura, mentre intanto ci si ferma al primo quadrimestre. Se non altro ci ha messo meno di un anno rispetto alla volta precedente, quando nella riforma sul turismo sono comparse le Agenzie territoriali, ipotizzate dalle Stelle alpine circa 12 mesi prima.

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