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''No'' alla trasparenza nelle Apt e all'utilizzo di immagini vere del Trentino per le campagne marketing: la maggioranza leghista boccia anche il ''buon senso''

Sembravano due ordini del giorno semplici ed efficaci quelli presentati da Degasperi e Ghezzi eppure la maggioranza ha detto ''no'' ad entrambi. Nel primo caso (vista la riforma che prevede che le Apt raggiungano il 51% dei finanziamenti privati) si chiedeva che si assicurasse la massima chiarezza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Nel secondo che si facessero lavorare le maestranze trentine e si privilegiassero i paesaggi locali anziché quelle ''rubate'' all'estero. Purtroppo è andata male

Di Luca Pianesi - 06 agosto 2020 - 19:16

TRENTO. No alla trasparenza nella gestione delle risorse delle Apt e no all'utilizzo delle immagini autentiche del Trentino per promuovere il Trentino. La maggioranza leghista ha respinto in consiglio provinciale due ordini del giorno proposti l'uno dal consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi e l'altro da quello di Futura Paolo Ghezzi che apparivano, almeno a un primo sguardo, come due proposte di semplice buon senso in un quadro, da un lato di riforma del settore turistico che rischia di essere sempre più orientata a mettere in mano ai privati le risorse pubbliche delle Apt, dall'altro di imbarazzo generale per quanto successo poche settimane fa con la campagna promozionale Respira.

 

Nel primo caso, infatti, la richiesta di Degasperi era piuttosto chiara: mirava ad impegnare la Giunta a predisporre un sistema di controlli e rendicontazioni per le Apt, che assicurasse la massima trasparenza nelle modalità di utilizzo, nella destinazione e nei risultati dell’impiego dei finanziamenti pubblici, garantendo l’accessibilità e la disponibilità dei dati e delle informazioni relativi alle Apt a fronte di richieste che pervengano da cittadini direttamente interessati o da rappresentanti eletti nei consigli comunali e provinciale. Il tutto proprio mentre l'assessore Failoni è riuscito a condurre in porto la riforma del turismo che chiede alle Apt di raggiungere il 51% dei finanziamenti privati. In questo modo il rischio che grossi blocchi industriali o associazioni di categoria riescano tra quote e investimenti a ''controllare'', di fatto, le aziende per il turismo, è molto alto. Ecco che, allora, trasparenza e sistemi di controlli facili ed efficaci si sarebbero potuti rivelare molto importanti. Ma l'odg è stato bocciato con 20 ''no'', 5 sì e 6 astenuti.

 

Di assoluto ''buon senso'' la proposta di Paolo Ghezzi. L'odg mirava a impegnare la Giunta a fare in modo che Trentino Marketing e Apt territoriali utilizzassero per le campagne promozionali immagini rigorosamente “trentine”, cercando di valorizzare professionisti e artisti che operano sul territorio trentino, fatti salvi i successivi e inevitabili ritocchi tecnici, per garantire una comunicazione genuina, trasparente, coerente e convincente, ''all’insegna - veniva spiegato - di un territorio che racconta in ogni periodo dell’anno la sua verità''. L'ordine del giorno, ovviamente, arrivava all'indomani della incredibile gaffe compiuta da Trentino marketing (e dall'assessore Failoni che ha condiviso sui suoi canali social proprio quelle immagini) che ha pagato una compagnia milanese per realizzare una campagna promozionale sul Trentino con immagini scattate in Serbia e poi modificate.

 

Scoperta l'operazione (e il suo costo: 58mila euro - Iva esclusa solo per questa prima tranche pubblicitaria) la campagna si è trasformata in un boomerang e allora Ghezzi ha semplicemente proposto di utilizzare professionisti locali e, soprattutto, soggetti locali (della serie: se si vuol promuovere il lago di Caldonazzo potrebbe essere più facile fare una foto del lago di Caldonazzo che servirsi di una fotografie stock poi ''taroccate''). La maggioranza leghista ha risposto con 19 ''no''. A favore hanno votato in 11 e una persona si è astenuta. E così non solo il ''prima i trentini'' (in quanto a manovalanza) si conferma una bufala per la maggioranza fugattiana ma non vale nemmeno ''prima il Trentino'' per promuovere il Trentino. Un capolavoro del nonsenso.

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