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Pubblico impiego, la Provincia: ''Passo in avanti''. I sindacati: ''Il presidente tentenna mentre governo e Alto Adige investono su questo comparto chiave''

Una questione è quella del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici 2019/2021 a partire dalle previsioni contenute nel Protocollo del 14 gennaio scorso e sospeso a causa dell'emergenza Covid-19. Nel vertice si è parlato anche di smart working

Di L.A. - 22 ottobre 2020 - 23:32

TRENTO. Un passo in avanti per la Provincia, nulla di fatto per Cgil, Cisl e Uil e Fenalt. Stesso incontro, ma gli esiti sembrano diversi: pizza Dante mostra ottimismo, mentre per le parti sociali c'è ancora stallo. 

 

Una questione è quella del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici 2019/2021 a partire dalle previsioni contenute nel Protocollo del 14 gennaio scorso e sospeso a causa dell'emergenza Covid-19. “L'ipotesi - dice il presidente Maurizio Fugatti - è quella di disporre un via libera in tempi brevi al riconoscimento dell'indennità di vacanza contrattuale. E’ inoltre nostra intenzione procedere al rinnovo del contratto collettivo sulla base di quanto già concordato , nella consapevolezza dell’importante apporto offerto dal settore pubblico allo sviluppo del Trentino nel suo complesso".

 

Piazza Dante si impegna a portare avanti alcune valutazioni. "La situazione difficile che attraversiamo - aggiunge Fugatti - ci impone la responsabilità di attendere una definizione del quadro finanziario, normativo e fattuale più chiara per la Provincia. Questa chiarezza potrebbe determinarsi già entro la fine di novembre con il varo della manovra finanziaria del Governo e la definizione di alcune questioni ancora sospese, anche nella partita delle risorse che Roma metterà a disposizione per colmare il mancato gettito 2020. Entro i primi di dicembre e comunque in vista dell’approvazione della manovra di Bilancio provinciale, la Giunta incontrerà tutte le rappresentanze sindacali del settore – Autonomie locali, scuola, sanità e ricerca – per definire compiutamente tutto quanto riguarda il rinnovo del contratto".

 

La Provincia prende tempo e questo atteggiamento non convince le parti sociali. "Ancora una volta - spiegano Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Marcella Tomasi (Uil Fpl) e Maurizio Valentinotti (Fenalt) - il presidente Fugatti, malgrado le risorse riconosciute dal governo, rimanda i sindacati a un nuovo incontro entro la fine del mese di novembre per verificare la possibilità di stanziare risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, fatto salvo il riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale: ritiene di non avere ancora chiare le condizioni del bilancio nazionale e di quello trentino e dunque, al momento, non può impegnarsi per il rinnovo dei contratti pubblici, mentre a livello nazionale sono già stanziati circa 87 euro medi pro-capite per i rinnovi 2019/21 e si preannuncia una mobilitazione unitaria perché insufficienti e in Alto Adige, dopo lo stralcio economico per il 2020, si procede per ulteriori risorse".

 

I sindacati ricordano come piazza Dante abbia stralciato 20 milioni già accordati e stanziati. Ma anche che il bonus per gli operatori della sanità è stato parziale e pasticciato. Inoltre il personale nel periodo di lockdown si è trovato con mezzi propri a gestire il lavoro e mantenere la pubblica amministrazione trentina ai vertici nazionali per qualità.

 

"Le lavoratrici e i lavoratori - aggiungono i sindacati - hanno dimostrato senso di responsabilità e pazienza infinita: sono state sottratte e dirottate altrove risorse già stanziate. Adesso i soldi ci sono e non ci sono più alibi. Se anche il presidente ritiene che il percorso è quello segnato con il Protocollo di gennaio, si deve procedere senza indugio con gli stanziamenti e le scadenze previste. Se, come dichiarato dal governatore, la pubblica amministrazione trentina ha mostrato – dalla sanità alle case di riposo a tutti i servizi pubblici sul territorio – prova di grande professionalità e capacità nel periodo del lockdown, occorre essere conseguenti e dare risposte e valorizzare questi lavoratori, che hanno fatto e fanno tuttora  sforzi enormi per garantire i servizi, mettendo spesso a rischio la propria salute e quella dei propri cari".

 

Ora la palla passa alle assemblee nei posti di lavoro, incontri per sollecitare risposte certe sul rinnovo del contratto, assunzioni e revisione dell'ordinamento professionale. "Abbiamo inoltre chiesto un adeguamento del valore del buono pasto a 7 euro - evidenziano Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti - oltre che maggiore cumulabilità anche per gli esercizi in crisi, e dato ampia disponibilità ad aprire un tavolo di confronto sul tema dell’innovazione della Pubblica amministrazione che non può prescindere dall’apporto delle rappresentanze dei lavoratori".

 

In tema di smart working, la Provincia ha illustrato i contenuti di un atto di indirizzo preliminare approvato nel corso dell’ultima seduta di Giunta: la volontà è quella di esaminare anche le proposte delle rappresentanze dei lavoratori al fine di utilizzare nel migliore dei modi questo strumento, anche indipendentemente dalla situazione emergenziale venutasi a creare con la pandemia,  con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le prestazioni offerte dalla pubblica amministrazione ai cittadini.

 

"E' necessario coinvolgere i sindacati per trovare una regolamentazione, già ora, in tutti i settori delle Autonomie locali, Comuni compresi, dove ogni realtà sembra procedere per conto proprio", concludono Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti.

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