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| 18 lug 2020 | 05:01

Riforma Rsa, esulta Upipa: “Emendamento riformulato, garantita l’autonomia delle Apsp”. Introdotto l’albo per i direttori sanitari

I medici non saranno incardinati nell’Azienda sanitaria ma rimarranno dipendenti delle Apsp che potranno individuarli in assoluta autonomia all’interno di un albo provinciale ad hoc. Segnana: “La nostra intenzione non era quella di intervenire sull’indipendenza delle Rsa ma garantire agli ospiti un’assistenza medica di un certo livello, anche in vista di un eventuale ritorno dell’epidemia”

Riforma Rsa, esulta Upipa: “Emendamento riformulato, garantita l’autonomia delle Apsp”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Un emendamento che aveva fatto molto discutere quello presentato nei giorni scorsi dal presidente della Pat Maurizio Fugatti e che chiamava in causa direttamente le case di riposo trentine, togliendo a quest’ultime le competenze della direzione sanitaria e di assistenza medica trasferendole in capo all’Azienda Sanitaria provinciale (articoli QUI e QUI).

 

Nella mattina del 17 luglio l’assessora alla salute Stefania Segnana ha avuto un incontro “chiarificatore” con Francesca Parolari, presidente di Upipa, e Italo Monfredini di Spes che si erano sentiti scavalcati dalla Giunta visto che l’emendamento era piovuto dal cielo senza che i due presidenti di categoria fossero avvisati. “La nostra intenzione – ha spiegato Segnana – non era quella di intervenire sull’autonomia delle Rsa e non abbiamo mai cercato lo scontro con Upipa – al contrario – la Giunta voleva porre l’attenzione sulle difficoltà emerse per quanto riguarda la gestione dei pazienti durante l’epidemia”.

 

Dal confronto sarebbe emersa una soluzione condivisa: “Abbiamo trovato il modo di per venire incontro alle nostre esigenze garantendo agli ospiti delle Rsa un’assistenza medica di un certo tipo e proseguendo al contempo collaborazione, confronto e scambio fra operatori sanitari all’interno delle case di riposo”, ha detto Segnana. Per questo l’emendamento sarà modificato introducendo un albo provinciale per i direttori sanitari delle Apsp “per far sì che rispondano a certi requisiti, indispensabili per affrontare un eventuale ritorno dell’epidemia”.

 

Stando a quanto riportato dall’assessora la gestione e la scelta del direttore sanitario rimarrà in capo alle case di riposo che potranno attingere dai professionisti iscritti all’albo. “Abbiamo voluto intervenire sulla legge – ha affermato Segnana – per poter garantire una figura professionale tenendo ben presente che tutti si sono comportati nel miglior modo, nessuno di noi era pronto ad affrontare un’emergenza del genere e quindi tutti i direttori sanitari e medici hanno affrontato al meglio la situazione. Una situazione che però ci ha posto di fronte delle criticità che abbiamo ritenuto di dover risolvere”. La fretta di depositare l’emendamento sarebbe dunque legata alla necessità di inserirlo nell’assestamento di bilancio, nessun interesse a interferire nella gestione delle Rsa ma la volontà di organizzarle al meglio, assicura l’assessora alla salute.

 

Per quanto riguarda l’albo dei direttori sanitari saranno inseriti una serie di criteri da soddisfare, eventualmente ci sarà la possibilità di seguire dei corsi di formazione qualora non fossero ancora stati maturati, ad ogni modo, ha riferito sempre Segnana, ci sarà una verifica caso per caso. Modifiche accolte favorevolmente anche da Upipa che tramite la presidente ha parlato di un emendamento “riformulato integralmente. I medici non saranno incardinati in Apss ma rimarranno dipendenti delle Apsp che potranno individuarli in assoluta autonomia all’interno dell’albo”.

 

In questo modo l’albo fungerà anche da garanzia della preparazione: “L’obiettivo finale – ha aggiunto Parolari – sarà quello di potenziare le figure sanitarie all’interno delle Rsa sia in termini di competenze ma anche quantità, in modo che il settore diventi più attrattivo. Così ci sarà una crescita professionale al fronte di un riconoscimento economico adeguato”. Upipa ha raggiunto il suo obiettivo: da un lato preservare l’autonomia di Apsp e dall’altro presentarsi come un interlocutore paritetico dell’azienda sanitaria. “Tutti condividono l’importanza di potenziare una dimensione sanitaria che diventa sempre più rilevante – ha concluso la presidente di Upipa – pur nella piena consapevolezza che noi non siamo ospedali ma strutture residenziali che devono coniugare la cura della salute fisica delle persone ma anche quella della relazione e del benessere di socializzazione”.

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