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Rossi striglia Fugatti: “La giunta deve curare meglio i rapporti con Roma, è ora di smetterla di fare solo politica e iniziare ad amministrare”

Dopo l’impugnazione da parte del governo di alcune leggi della Pat, su Fugatti piovono le critiche di Rossi: “Serve un approccio più istituzionale”. E sulla norma Itea che presto potrebbe essere impugnata: “Sbagliata e ingiusta, grave averla voluta a tutti i costi”

Di Tiziano Grottolo - 22 febbraio 2020 - 12:42

TRENTO. “In relazione alle leggi della Provincia di Trento numero 12 e 13 del 23 dicembre 2019, l’impugnativa deliberata sarà oggetto di nuova valutazione qualora, all’esito dei tavoli tecnici che saranno immediatamente attivati con la Provincia dal Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, risultino venuti meno i presupposti che hanno determinato l’impugnazione”, così il Consiglio dei Ministri dopo aver impugnato due leggi targate Fugatti.

 

Il presidente della Pat dovrà quindi sedersi nuovamente al tavolo delle trattative con Roma, mentre nei prossimi giorni potrebbero arrivare perfino delle nuove impugnazioni: in particolare su una legge che regola l’accesso ai corsi universitari e sull’ormai famigerata norma sulle case Itea.

 

“Da autonomista sono sempre dispiaciuto e contrariato se vengono impugnate nostre leggi provinciali – esordisce il capogruppo del Patt, Ugo Rossi, che poi precisa – tutti i governi, di qualsiasi colore, esprimono una visione centralista che permane nelle strutture dirigenziali dei ministeri a prescindere da chi governa”. Il leader delle stelle alpine però ne ha pure per Fugatti: “Il governo provinciale del cambiamento in peggio deve curare meglio i rapporti con Roma, a prescindere da chi governa”.

 

Come sottolinea l’ex presidente della Pat le relazioni con il governo romano devono essere costruite con pazienza, dedicandovi molto tempo e soprattutto “un approccio più istituzionale e meno politico”. Infatti, per il consigliere provinciale del Patt bisognerebbe avere a Roma almeno un parlamentare che si occupi costantemente di tenere i collegamenti con il governo per conto della provincia.

 

“Questo vale anche quando non si fa parte della maggioranza romana”, tanto che secondo Rossi basterebbe prendere esempio dai cugini altoatesini: “All’Svp curano gli interessi di Bolzano cercando di portare avanti le istanze autonomiste attraverso i propri parlamentari e di aggiustare in anticipo le norme evitando che siano impugnate”.  

 

Nemmeno troppo velatamente Rossi accusa la Giunta e parlamentari trentini di non curare gli interessi della Pat: “I parlamentari della Lega lavorano per Fugatti e la provincia o per Salvini? Fino a quando si continuerà a concentrarsi sulla politica nazionale noi saremo sempre in difficoltà nel gestire i rapporti con il governo”, l’accusa lanciata dall’autonomista.

 

“Nel merito delle norme impugnate ne commento solo una, quella dell’espulsione dalle case Itea dei familiari di chi ha commesso reati – sbagliata e ingiusta per Rossi, che poi aggiunge – grave averla voluta a tutti i costi sapendo che sarebbe stata impugnata. Ma al governo del cambiamento in peggio interessa di più l’annuncio che la sostanza, anche se bisognerebbe smetterla di fare solo politica e iniziare ad amministrare”.

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