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Servizi per le scuole dell'infanzia sospesi per Covid, Bisesti annunciava il rimborso delle somme già erogate. Zeni: ''Che fine hanno fatto?''

A fine aprile il governo provinciale annunciava oltre alla sospensione dei pagamenti dovuti (perché le scuole erano state chiuse) anche la prossima definizione delle procedure per il rimborso delle somme già versate per i suddetti servizi di prolungamento d'orario, relativamente all'anno scolastico 2019/2020. Ad oggi, però, non si ha notizia di queste risorse

Pubblicato il - 29 luglio 2020 - 19:50

TRENTO. Solo annunci, in pieno stile di questa Giunta Fugatti, o anche qualcosa di concreto? La domanda la pone il consigliere del Pd Luca Zeni, con un'interrogazione depositata in Aula, per sapere che ne è stato dei risarcimenti che avrebbe dovuto erogare l'amministrazione ai cittadini dopo che sono stati sospesi i servizi relativi al prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia.

 

Un provvedimento che, come spiega lo stesso ex assessore alla salute, altro non era che un'ovvietà e cioè l'aver da un lato previsto ''il non dovuto pagamento per un servizio non erogato'' (annunciato in emergenza da Covid, con ''i soliti toni paternalistici e trionfalistici'') e dall'altro la restituzione di quanto pagato e non usufruito. ''In quella circostanza - prosegue Zeni - poi il governo provinciale annunciava anche la prossima definizione delle procedure per il rimborso delle somme già versate per i suddetti servizi di prolungamento d'orario, relativamente all'anno scolastico 2019/2020. A tutt’oggi di quei rimborsi non si sa assolutamente nulla''.

 

Il 21 aprile 2020, infatti, l’ufficio stampa della Provincia pubblicava un comunicato che annunciava la sospensione dei termini per il pagamento del servizio sul prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia: “La chiusura delle strutture scolastiche imposta dalla pandemia che sta affliggendo il nostro paese - scriveva la Pat - ha costretto tutti a grandi sacrifici. In qualità di assessore all’istruzione, ha sottolineato l’assessore Bisesti, penso in particolare alle famiglie che oltre al problema sanitario devono far fronte alla quotidianità senza poter contare sui servizi educativi per i propri figli. La Provincia sta mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per attenuare queste difficoltà, sia dal punto di vista pratico che economico. A tale proposito ho proposto alla Giunta un provvedimento che sospenda i pagamenti per i servizi non usufruiti relativi al prolungamento d’orario per le scuole dell’infanzia, ha concluso Bisesti''.

 

Il comunicato proseguiva poi con un’altra previsione: “Nelle prossime settimane la Giunta definirà inoltre le procedure per la richiesta di rimborso parziale delle somme versate per i servizi di prolungamento d’orario relativamente all’anno scolastico 2019/2020 per i periodi di chiusura del servizio. Ulteriori informazioni saranno pubblicate sul sito della scuola trentina all’indirizzo: www.vivoscuola.it”.

 

''Quindi - analizza Zeni nella sua interrogazione - si annunciava un altro atto dovuto: se una famiglia aveva già effettuato il pagamento per il servizio di prolungamento di orario, ma ne ha potuto usufruire soltanto in parte perché poi è stato sospeso il servizio stesso, la Provincia avrebbe dovuto stabilire il rimborso di quanto pagato per un servizio non effettuato. Le modalità, si diceva in data 21 aprile, sarebbero state definite nell’arco di alcune settimane. Tuttavia, scorrendo il sito www.vivoscuola.it , si può trovare conferma della sospensione dei pagamenti, ma non si trovano riferimenti alle procedure di rimborso per chi avesse già pagato''.

 

E allora ecco cosa chiede Zeni: 

''Se la giunta abbia definito le modalità per i rimborsi per le famiglie che avessero pagato il servizio di prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia ma non hanno potuto, almeno parzialmente, usufruire del servizio; in caso di risposta affermativa al punto, con quali modalità si intende informare le famiglie interessate; in caso di risposta negativa al punto, se non si ritenga che oltre tre mesi siano un tempo molto lungo per definire le modalità di rimborso, soprattutto in una fase economica delicata per imprese e famiglie, che necessiterebbero di un’amministrazione tempestiva rispetto ai pagamenti, e con quale tempistica si intenda deliberare''.

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