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Turismo, l'Italia pensa di riaprire le frontiere dal 3 giugno. Dorfmann: ''L'Ue permette anche accordi tra territori: non escludiamo canali con Germania, Austria e Svizzera''

L'eurodeputato Herbert Dorfmann: "L'unico metro oggettivo è quello del contagio. Il governo ci deve lasciar fare e poter trattare per le aperture territoriali per essere pronti in caso di evenienza. Si lavora su tre fronti: Berlino, Vienna e Roma. Se il lockdown dovesse perdurare a tutto giugno, abbiamo già calcolato una perdita intorno a 1 miliardo di euro per l'Alto Adige"

Di Luca Andreazza - 15 maggio 2020 - 23:28

TRENTO. "L'unico criterio oggettivo per ripristinare le attività turistiche è quello legato alla curva epidemiologica del coronavirus", queste le parole dell'eurodeputato Herbert Dorfmann, che aggiunge: "La Commissione europea afferma, giustamente, che le aperture non possono essere effettuate solamente per interi Paesi, ma anche per singole Regioni con tassi di infezione rassicuranti. Si deve trovare un bilanciamento tra economia e salute. Serve attenzione, altrimenti si rischia di tornare in lockdown e non possiamo permettercelo".

 

Un'ipotesi sul tavolo per l'avvio vero e proprio della stagione estiva è quella del 15 giugno. "La decisione della Germania di aprire completamente le frontiere con i vicini è un segnale in questa direzione. Una riapertura differenziata - dice Dorfmann - potrebbe risultare molto penalizzante per l'Italia e in particolare per l'Alto Adige e il Trentino per questo abbiamo allacciato relazioni e rapporti per farci trovare pronti a qualunque scenario".

 

Il governo, però, si prepara a riaprire le frontiere con il resto d’Europa. Nel decreto e nel successivo Dpcm attesi per le prossime ore, potrebbe essere prevista la possibilità dal 3 giugno di entrare in Italia dai Paesi dell’Unione europea, Svizzera e Monaco. Una misura per far ripartire il motore del turismo preparata dai ministri Vincenzo Amendola, Dario Franceschini e Luigi Di Maio. In caso di apertura delle frontiere, si prevede di far cadere la quarantena obbligatoria con isolamento di 14 giorni

 

Nel frattempo, non è un segreto che diversi governi lavorerebbero per istituire dei canali turistici di prossimità, in particolare le più attive sembrano GermaniaCroazia Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. Nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte si è detto però contrario all'ipotesi di accordi bilaterali: "Sarebbe la fine del mercato unico".

 

"Il governo romano - prosegue Dorfmann - non deve perdere tempo ma deve fare tutto il possibile affinché le aziende che hanno il coraggio di ricominciare in tempi difficili possano procedere. Il centralismo, il protezionismo e il nazionalismo purtroppo celebrano feste speciali in questo periodo di Covid-19. Sono certamente necessarie misure di sicurezza coordinate, la cooperazione e la solidarietà europea".

 

La Commissione europea coordina la riapertura dei confini di tutti i partner dell’Unione attraverso una mappatura del territorio europeo per eventualmente bloccare il flusso di viaggiatori tra aree con una alta densità del contagio. Si aspetta che anche gli altri partner europei il 3 giugno aprano le frontiere in base alle raccomandazioni di Bruxelles. Chiuse almeno fino al 15 giugno tutte le frontiere extra-europee esterne.

 

Un'idea dei "corridoi turistici" che non viene esclusa a priori dall'Alto Adige. "E' auspicabile l'apertura tout-court delle frontiere - dice Dorfmann - un'esigenza che risponde anche ai diritti dei cittadini di muoversi, ma l'unico criterio oggettivo è quello che riguarda Covid-19 e le Regioni devono poter stringere accordi per cercare di aprire i confini se necessario. E' importante per la nostra Regione aprirsi almeno a Germania, Austria e Svizzera, i mercati di lingua tedesca restano i principali bacini i nostri territori in estate".

 

Altri mercati importanti per il Trentino sono quelli rappresentati da Olanda e Inghilterra. La maggior parte degli aerei sono ancora a terra, ma l'apertura delle frontiere è giocoforza dirimente, un comparto che necessita, come qualunque settore produttivo, della domanda. "Certo - continua l'eurodeputato - se le persone possono riprendere a spostarsi, i voli non mancheranno. In questo momento, però, il Regno Unito è un'area ancora molto a rischio e quindi forse non conviene accelerare i tempi in questo caso. Gli aeroporti di riferimento sono Innsbruck, Verona, Treviso e Bergamo, quindi si potrebbe creare un asse tra la nostra Regione e anche il Veneto per la movimentazione turistica. Sono aspetti che dobbiamo valutare ma le interlocuzioni sono in corso".

 

Insomma, si traccia anche un piano alternativo alla riapertura totale dei confini. "Non è facile ripartire senza condizioni. L'unico metro oggettivo è quello del contagio. In Alto Adige la curva epidemiologica è rassicurante e quindi il governo ci deve lasciar fare e poter trattare per le aperture territoriali per essere pronti in caso di evenienza. Sono in stretto contatto con l'assessore Arnold Schuler e lavoriamo su tre fronti: Berlino, Vienna e Roma per garantire soluzioni ai nostri imprenditori. L'idea - conclude Dorfmann - è quella di rispettare il periodo del canonico avvio della stagione estiva. Se il lockdown iniziato a marzo dovesse comprendere anche tutto giugno, abbiamo già calcolato che la perdita per la nostra Provincia si aggirerebbe intorno a 1 miliardo di fatturato".

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