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Veneto, con Cristina Guarda i Verdi tornano in Consiglio regionale. In Veneto 42 consiglieri alla maggioranza e 9 all'opposizione. ''Faremo opposizione senza sconti''

Nel 2015 era stata la più giovane consigliera eletta in Regione. Ora la sua riconferma con Europa Verde che si è presentata per la prima volta. "Il centrodestra in questa campagna elettorale non ha raccontato un progetto di Veneto. Per batterli bisogna allacciare rapporti, bisogna partire dalle zone abbandonate e lasciate a loro stesse, scendere in strada". 

Di G.Fin - 25 settembre 2020 - 19:17

VENEZIA. “Siamo già al lavoro perché ci sono tantissime cose da fare per i cittadini”. Cristina Guarda è riuscita a riportare i verdi con “Europa Verde” in Consiglio regionale veneto.

 

Ha 30 anni imprenditrice agricola e nel 2015 è stata la più giovane eletta in consiglio regionale. Ora è arrivata la riconferma frutto del lavoro fatto sul territorio, di incontri e chilometri percorsi per spiegare un programma, proposte per un Veneto che guardi avanti all'insegna dell'ambiente, della sostenibilità e tanto altro. Temi importanti soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo oggi.

 

“Europa Verde con la sua nuova configurazione – ha spiegato la neo consigliera – sono convinta possa realizzarsi bene in Veneto e nel resto d'Italia. Una forza politica onesta che punta sui temi ambientali anche per il rilancio economico del Paese in termini sostenibili. Questa è una priorità assoluta che dobbiamo avere tutti e sono contenta di poter fare questo percorso”.

 

Cristina Guarda nella scorsa legislatura ha portato avanti tantissimi temi che vanno dai problemi dalla Pedemontana all'inquinamento causato dai Pfas. Situazioni importanti e che in alcuni casi sono finite drammaticamente sulla pelle dei cittadini.

 

Argomenti che la consigliera ha portato avanti anche durante la campagna elettorale parlando di sanità e ambiente un connubio quando mai attuale e importante. “E' stata un campagna dura per tutti – ci spiega – soprattutto dal punto di vista del rispetto delle norme per la prevenzione sanitaria. Ho fatto incontri piccoli, ristetti nel numero di persone nei quali, però, si è sviluppato il senso del dialogo e non solo la presa di posizione del singolo candidato. Siamo riusciti in questo modo a creare rapporti che genereranno cose buone”.

 

E' innegabile, però, che il centrodestra veneto, guidato dalla Lega, abbia stravinto le elezioni. “Europa Verde – spiega Cristina Guarda – parte da una esperienza limitata. A livello regionale si è presentata per la prima volta ed è riuscita a conquistarsi i suoi spazi attraverso il rapporto con la cittadinanza”. Ed è proprio qui, spiega la consigliera, che occorre ancora lavorare per riuscire in qualche modo battere il centrodestra veneto. “Bisogna allacciare rapporti, bisogna partire dalle zone abbandonate e lasciate a loro stesse. Scendere in strada e capire i problemi della gente, approfondire e creare un rapporto diretta con la cittadinanza” spiega.

 

“Le proposte che noi abbiamo – continua – sono molto 'alte' e bisogna essere convinti ed avere coraggio di portarle avanti. Il centrodestra in questa campagna elettorale non ha raccontato un progetto di Veneto, hanno solo fatto il modo di non creare danni evitando di esprimersi sui temi. Hanno chiesto ai cittadini di farsi firmare una sorta di cambiale in bianco quando invece ci sono temi importanti in Veneto e che impattano sulla vita dei cittadini a partire dai siti inquinati, dai rischi sanitari e tanti altri”.

 

In Consiglio regionale la maggioranza di centrodestra avrà 42 consiglieri mentre l'opposizione 9. Portare avanti progetti e farseli approvare non sarà così semplice. “Si riuscirà a farlo – ci dice Guarda – basta non tirarci indietro come opposizione. Bisogna essere, dove necessario, determinati e mi auguro che facciano lo stesso anche i miei colleghi. Se poi ci sono progetti condivisibili ben venga, si può collaborare”.

 

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