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Caffaro, il ponte si sfalda. Fugatti: ''La Pat disponibile per un bypass temporaneo''. Marini: ''Serve un commissario straordinario per risposta definitiva alla popolazione''

La replica del consigliere pentastellato che si è occupato del caso: "Il progetto di realizzazione del ponte provvisorio era già stato annunciato nel maggio del 2020 ma rimane da risolvere il principale problema: quello della messa a regime dell’intero complesso di opere necessarie al funzionamento della rotonda"

Di GF - 02 febbraio 2021 - 18:54

PONTE CAFFARO. Un ponte che giorno dopo giorno si sfalda sempre di più e chi dovrebbe intervenire si ferma in un rimpallo di responsabilità mescolato dalla solita burocrazia che rende tutto ancora più difficile.

 

Stiamo parlando del vecchio ponte sul Caffaro. La vicenda è stata più volte sollevata anche dal consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Alex Marini (QUI L'ARTICOLO) attraverso interrogazioni che cercano di far luce su quali siano gli interventi fatti e quelli che si hanno in programma fare.

 

Nei giorni scorsi vi avevamo raccontato la situazione di quel ponte, collegamento fondamentale tra la Lombardia con il Trentino, anche attraverso un video che mostrava in maniera lampante le condizioni in cui versava l'infrastruttura.

 

 

Alex Marini, lo scorso settembre scriveva che ''l’unica realtà tangibile che ciascuno può constatare è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico tra Trentino e Lombardia nel quadrante sud occidentale abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi''.

 

A rispondere al consigliere pentastellato è stato quest'oggi il presidente Maurizio Fugatti che ha assicurato che la Provincia di Trento ha già dato la disponibilità a fornire risorse proprie per la realizzazione di un bypass temporaneo, in attesa di decidere se ristrutturare o abbattere il ponte, la cui criticità ha indotto a vietare il transito ai mezzi che hanno un peso superiore alle 40 tonnellate.

 

Lo scorso 28 febbraio, ha spiegato Fugatti, la Provincia ha incontrato i rappresentanti dei Comuni di Storo, di Bagolino e della provincia di Brescia che ha permesso di affrontare i diversi punti di vista sull’opera e di decidere quindi per la creazione di un tavolo tecnico con la provincia di Brescia per arrivare ad una soluzione condivisa.

 

Dal canto suo il consigliere Marini ha replicato che “il progetto di realizzazione del ponte provvisorio era già stato annunciato nel maggio del 2020” ma rimane da risolvere il principale problema: quello della messa a regime dell’intero complesso di opere necessarie al funzionamento della rotonda per la quale, peraltro, già in passato erano stati riscontrati dei problemi di transito per il passaggio di mezzi pesanti.

 

Tutto questo, senza contare, che nei giorni scorsi, il responsabile tecnico del Comune di Bagolino, preposto a quest’opera, è stato interdetto dai pubblici uffici. “Servirebbe la nomina di un commissario straordinario per dare una risposta definitiva alla popolazione” ha concluso Marini.

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