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''Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato'', la Provincia dopo che il Tar ha bocciato le linee guida della Giunta Fugatti

La Pat: "La sentenza del Tribunale amministrativo di Trento conferma la possibilità per il presidente della Provincia di ricorrere a provvedimenti d'urgenza in caso di situazioni estremamente critiche". Ma è praticamente sempre stato così. L'ex presidente Ugo Rossi: "Dai gazebo avevano soluzioni per tutto, ma la realtà è un po' più complicata. C'è anche una legge voluta dalla Giunta precedente in questo senso" 

Di Luca Andreazza - 30 settembre 2021 - 17:21

TRENTO. "Si intende ribadire la necessità che le linee guida sulla gestione dei grandi carnivori mantengano l’integrità del percorso così come progettato e si rivolgerà al Consiglio di Stato per sottolinearlo". Questa la nota della Provincia dopo che il Tar di Trento ha parzialmente accolto i ricorsi delle associazioni animaliste sui provvedimenti di piazza Dante per la gestione degli orsi (Qui articolo). 

 

"Del resto la sentenza del Tribunale amministrativo di Trento - prosegue la nota - conferma la possibilità per il presidente della Provincia di ricorrere a provvedimenti d'urgenza in caso di situazioni estremamente critiche. Il principio di fondo è la massima salvaguardia della sicurezza pubblica e, per assicurare questo obiettivo, l’amministrazione, nel rispetto del Pacobace, ha già codificato una serie di azioni, a partire dalla dissuasione verso animali problematici, che vengono messe in atto rispettando una rigorosa progressione".

 

Il Tar ha specificato che prima di un abbattimento si dovrà valutare caso per caso e il parere dell’Ispra torna vincolante. "Non si tratta di introdurre automatismi o di sottovalutare l’importanza del confronto, anche perché le stesse Linee guida confermano la necessità del coinvolgimento di Ispra. Ma va da sé - prosegue la nota provinciale - che di fronte a casi estremamente gravi e pericolosi, che purtroppo la cronaca ha già documentato in una serie di episodi tutt’altro che rari e oggettivamente preoccupanti, diventa irrinunciabile disporre di strumenti operativi, che mai la Provincia ha previsto fuori dall’alveo normativo, il cui obiettivo è proprio la tutela della sicurezza pubblica".

 

Ma questa non è una novità. In caso di situazioni critiche i piani prevedono già un'extrema ratio da attivare. Un'azione rafforzata dalla norma voluta dalla Giunta Rossi che, seppur impugnata a vari livelli, è riuscita a superare tutti i gradi di giudizio e viene ritenuta valida. Procedure che cambiano in tutte le altre situazioni per cui si prevedono vari step prima di arrivare all'abbattimento di un esemplare. 

 

Oltre a tutti i metodi di dissuasione, ci vogliono le serate di informazione e comunicazione alla popolazione. Quegli incontri che i rappresentanti precedenti non organizzavano tanto per prendere qualche insulto in più quanto perché attività propedeutiche per arrivare a trovare un'intesa con Ispra sulle azioni da intraprendere in caso di un orso particolarmente confidente. Appuntamenti che appaiono ridimensionati, se non spariti dalle agende. E sui lupi nulla si muove. Questo a fronte di tre anni dove si è passati dalle ronde ai tavoli di ordine pubblico e la sicurezza, oltre alle proposte di taser. Ma nei fatti diverse ordinanze e provvedimenti sono stati cassati dalle autorità amministrative e M49 è scappato in ben due occasioni.

 

"Avevano fatto credere ai trentini che loro avrebbero 'risolto' il problema. Salivano anche sui palchi manifestazioni anti orso e lupo. Al gazebo tutto era facile, hanno anche preso i voti ma poi il problema è un po’ più complicato e casca il palco. Le leggi ci sono già e il Pacobace è chiaro: basta assumersi la responsabilità di determinate azioni. Si tergiversa e intanto ormai tutto è fermo da 3 anni", commenta l'ex presidente Ugo Rossi

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