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Croce astile sul Baldo, Zanella: ''La Pat parli con il Veneto''. Tonina: ''Progetto che non riguarda il Trentino, ma le autorità terranno conto dell'impatto antropico''

La vicenda è anche arrivata in piazza Dante a Trento: Paolo Zanella ha chiesto al presidente Maurizio Fugatti se intende interloquire con la Regione Veneto per quanto riguarda la volontà di installare la croce sul Baldo. "Un'opera di grande impatto per un ambiente delicato. Si rischiano danni ambientali"

Di Luca Andreazza - 07 febbraio 2021 - 20:38

TRENTO. Non si placano le polemiche sulla croce astile alta 18 metri dedicata a Papa Giovanni Paolo II che il Comune di Malcesine vorrebbe issare sul Monte Baldo. Un progetto che viene valutato dalla Regione Veneto, favorevoli la Curia di Verona e il Vaticano, mentre tutto il fronte degli ambientalisti con alla guida Sat e Cai, ma anche Wwf e Italia Nostra, è totalmente contrario.

 

La vicenda è anche arrivata in piazza Dante a Trento: Paolo Zanella ha chiesto al presidente Maurizio Fugatti se intende interloquire con la Regione Veneto per quanto riguarda la volontà di installare la croce sul Baldo. "Un'opera - dice il consigliere provinciale di Futura - di grande impatto per un ambiente delicato".

 

La risposta è stata affidata all'assessore e vice presidente della Pat: "Il progetto non riguarda il Trentino, ma il Veneto. Il progetto è ipotizzato su una zona di confine e potrebbe creare problemi anche al nostro territorio. Si ritiene che le autorità venete tengano conto dell’impatto antropico e della vicinanza della croce alla stazione funiviaria e alla viabilità secondaria"; Mario Tonina ha detto che comunque sentirà il suo omologo veneto a cui compete la scelta. "Si tratterebbe della croce più alta al mondo e quindi richiamerebbe moltissimi pellegrini con possibili danni ambientali", il commento di Zanella.

 

La croce astile sarebbe la più alta del mondo, ben 18 metri di altezza con un diametro di 1,5 metri, realizzata dall’artista Andrea Trisciuzzi in onore del Papa. L'opera è costituita da 6 pezzi in resina bronzata, commissionata direttamente dal pontefice per rendere omaggio a Roma. Alla fine poi non si fece nulla e la grande croce è stata dimenticata.

 

L'opera è tornata a far parlare quando Mirko Zanini, presidente veronese dell’associazione “Totus tuus” decise di acquistarla con l'intenzione di erigerla sul Baldo, già nel 2017. Un'idea accantonata a favore di Cortina d'Ampezzo, progetto poi bloccato per la fortissima contrarietà. Da qui si è ritornati all'ipotesi Baldo nell'area di Tratto Spino nelle vicinanze della stazione di arrivo della funivia e della chiesetta Madonna delle nevi. I costi per il Comune di Malcesine non dovrebbero superare i 100 mila euro. 

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