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Draghi su Erdoğan: “Chiamiamoli per quel che sono: dittatori di cui si ha bisogno”. La reazione del Governo turco

Caso Erdoğan-von der Leyen, Draghi: “Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che ha dovuto subire la presidente della Commissione europea, con questi dittatori, di cui però si ha bisogno per collaborare, uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità”. La Turchia convoca l’ambasciatore italiano ad Ankara

Di T.G. - 09 aprile 2021 - 11:43

TRENTO. “Non condivido assolutamente il comportamento del presidente turco Erdoğan nei confronti della presidente Ursula von der Leyen”, si è espresso così il presidente del Consiglio Mario Draghi a margine di una conferenza stampa.

 

Draghi poi ha rincarato al dose: “Credo non sia stato un comportamento adeguato – ha detto riferendosi allo sgarbo istituzionale che il presidente turco ha riservato alla presidente della Commissione europea – mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che ha dovuto subire. E qui la considerazione da fare è che con questi – chiamiamoli per quel che sono, ha precisato Draghi – dittatori, di cui però si ha bisogno per collaborare, uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute, di opinione, di comportamenti, di visioni della società e deve essere anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese”. In altre parole ha concluso si deve “trovare l’equilibrio giusto”.

 

Da quanto si apprende le parole non sono passate inosservate, tanto che il ministero degli Esteri turco avrebbe convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara. Nel frattempo, come riportano alcune agenzia stampa, il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu ha preso parola e “condannato con forza le dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano”.

 

Le parole di Draghi arrivano a circa un mese di distanza dall’ultima svolta autoritaria portata dalle autorità turche che hanno accusato 600 esponenti del partito di opposizione filo-curdo dell’Hdp di “turbare e distruggere l’integrità indivisibile dello Stato”. Se le accuse saranno confermate il Partito Democratico dei Popoli rischia lo scioglimento, mentre Erdoğan si sbarazzerebbe di una delle principali forze di opposizione.

 

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