“Fate schifo, sparatevi”, “pervertiti”, e saluti romani. Insulti omofobi contro l’Arcigay: “Attacco squadrista fomentato da alcuni politici”
Urzì di Fratelli d’Italia attacca la “guida ai pompini” che in realtà è un volantino di Arcigay dove si parla di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili fra cui l’Hiv. Nel frattempo però arrivano insulti omofobi e minacce. Il circolo Centaurus: “Attacco squadrista fomentato da alcuni esponenti politici”

BOLZANO. Tra il 5 e il 7 novembre, in Alto Adige, si è tenuta la Fiera del volontariato. Si tratta di un grande evento che coinvolge Provincia, Comune di Bolzano, Caritas, Croce Bianca e varie realtà che operano nel mondo del volontariato altoatesino. Fra queste c’era anche il circolo arcigay Centaurus che ha esposto del materiale informativo. Fin qui nulla di strano, anzi durante la fiera chi vuole si è fermato mentre le altre persone sono passate indisturbate.
Alcuni giorni più tardi però, probabilmente grazie a delle foto postate sui social da Centaurus, il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì si accorge che sul banchetto dell’arcigay c’è qualcosa che lo turba. Fra i vari pieghevoli l’esponente del partito di Giorgia Meloni nota prima quella che lui stesso definisce “una guida ai pompini” e poi un altro dépliant che spiega, dice Urzì, “che posizione assumere per l’uso corretto del preservativo e dei lubrificanti in rapporti fra persone di sesso maschile”. In realtà nei volantini si parla di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili fra cui l’Hiv, che può essere trasmessa anche con i rapporti orali. Per la cronaca “pompino” oltre a essere una parola di uso comune è presente pure sul vocabolario Treccani. Ad ogni modo, anche se durante la fiera non si sono registrate rimostranze lo scandalo a scoppio ritardato è servito.
“Per quanto mi riguarda – ci tiene a precisare il consigliere di Fratelli d’Italia – nessuna pruderie o imbarazzo. Non è questo a fare arrossire me o chiunque sia persona all’altezza dei tempi che viviamo”. Secondo Urzì il problema sarebbe di contesto perché alcuni bambini potrebbero aver visto le immagini del volantino dove si vede un uomo praticare del sesso orale a un altro uomo. Eppure i ragionamenti messi sul piatto dal consigliere provinciale, oltre al classico ‘giù le mani dai bambini’ (tanto caro pure alla galassia No-vax), ruotano attorno al concetto di “normalità” e a quello che viene definito “senso della misura”. Il tutto potrebbe suonare un po’ come ‘facciano quel che vogliono ma dove non possiamo vederli’. Questo almeno il pensiero di fondo che sembrerebbe trasparire dal tenore del post.
L’effetto per l’appunto è quello di scatenare i peggiori istinti omofobi del pubblico che segue le pagine social di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, fra cui Urzì e il consigliere circoscrizionale di Bolzano Diego Salvadori. La prova sono le decine di commenti (spesso violenti) che vengono postati. Fra un saluto romano e l’altro c’è chi parla di “pedofili”, “pervertiti” e “maiali sinistroidi”. Sempre sui social si invocano “pistole” e “napalm”.
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Di fronte a questi commenti il direttivo di Centaurus parla di “un attacco squadrista fomentato da alcuni esponenti politici”. Secondo l’arcigay l’attacco ha l’obiettivo di intimidire l’associazione e screditare l’operato degli attivisti e delle attiviste che lottano per una società più giusta e inclusiva. “La strumentalizzazione della presenza alla Fiera del volontariato e in particolare il materiale relativo alla prevenzione dell’Hiv/Aids, da parte delle consuete fazioni di destra ha legittimato attacchi che esibiscono commenti che inneggiano al nazifascismo da parte di supporter di consiglieri circoscrizionali e provinciali. Un attacco grave, istigato da un partito di dubbio valore sociale, volto a scatenare panico sociale e fomentare l’odio non solo verso la nostra associazione, ma contro una minoranza osteggiata e vilipesa”.
Come sostiene Centaurus le mozioni e le interrogazioni presentate in sede istituzionale dagli esponenti di Fratelli d’Italia avrebbero anche l’obiettivo di colpire il progetto Young Queer Generation che promuove la lotta al al bullismo omolesbobitransfobico. “Da parte nostra – concludono dall’arcigay – proseguiremo il nostro lavoro consapevoli che l’odio va contrastato anche quando questo assume le forme istituzionali. Siamo consapevoli della difficoltà politica di questi gruppi, che associano alla loro campagna d’odio un tentativo di ottenere consenso elettorale soprattutto quando questo consenso vacilla inesorabilmente”.
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