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| 08 set 2022 | 10:26

Minacce a Fratelli d'Italia, recapitate due lettere firmate ''Brigate Rosse''. Urzì: ''Menti fragili facilmente suggestionabili dalla campagna di delegittimazione della sinistra''

Sono due le lettere arrivate nelle scorse ore e indirizzate a rappresentanti di Fratelli d'Italia. Urzì punta il dito contro la campagna di delegittimazione della sinistra: "Non sono immuni neanche i rappresentanti locali dei partiti della sinistra e dei sedicenti autonomisti che hanno adottato un cliché di denigrazione sistematica”

TRENTO. “Coloro che hanno agito sono menti disturbate ma è di tutta evidenza come proprio le menti fragili siano più facilmente suggestionabili da una campagna feroce, di delegittimazione messa in atto dalle forze politiche della sinistra con costante richiami strumentali e volgari a presunti pericoli legati all'affermazione attraverso il voto popolare del centro destra”. Sono parole molto dure quelle che arrivano dal commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, contattato da il Dolomiti a seguito delle minacce, arrivate ad alcuni esponenti trentini del partito della Meloni, contenuti in due lettere con impresse le parole “Brigate Rosse”.

 

Le lettere sono state recapitate nelle scorse ore e l'immagine di una è stata pubblicata sui social dal capogruppo in consiglio provinciale Claudio Cia.

 

 

Il commissario Urzì punta il dito contro una campagna elettorale “feroce portata avanti dalla sinistra ” e per la quale “Non sono immuni neanche i rappresentanti locali dei partiti della sinistra e dei sedicenti autonomisti che hanno adottato un cliché di denigrazione sistematica”. “Penso alle parole – continua Urzì – come 'fascisti', usate dalla candidata di punta del Partito Democratico, o il continuo richiamarsi a radicalismi inesistenti sempre assegnati da parte, per esempio, del segretario del Patt Marchiori verso Fratelli d'Italia”.

 

In una delle due lettere arrivate nelle scorse ore che vede nell'intestazione la scritta “Brigate Rosse” e alla fine del testo “Colonna Brigatista Trentina Mara Cagol” viene fatto riferimento all'arrivo di Giorgia Meloni a Trento e viene definita la “pasionaria del Duce travestita da moderata del centrodestra, appoggiata come sempre da massoneria e lobby”.

 

La lettera contiene frasi e minacce da condannare, parole deprecabili e violente.

 

“Va ricordato – ha affermato ancora Urzì al Dolomiti – un aspetto simbolico potente e gravissimo. Le Brigate Rosse sono nate a Trento. L'evocazione di questa immagine proprio a Trento ha qualcosa di devastante. Si richiama una memoria che è chiaramente riconoscibile e che è fatta di violenza, di resistenza alle regole democratiche, di oltraggio alla Costituzione e alla vita umana. Ora spetta alle forze dell'ordine e alla magistratura, di cui abbiamo totale fiducia, inquadrare quello che è successo”.

 

Rimane un elemento di allarme assieme alle minacce che sempre nelle scorse ore sono state indirizzate al governatore Fugatti. “Non può essere sottovalutato – conclude Urzì - da chiunque nutra sentimenti democratici e di rispetto del valore del confronto politico tanto più nel più alto dei momenti democratici che è quello elettorale”.

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