Scontro Fratelli d'Italia-Pd sulla Commissione dei Dodici, Urzì: ''Gli autonomisti vanno bene alla sinistra solo quando sono sotto il loro cappello''
Il commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, replica a Giorgio Tonini (Partito democratico) sulla Commissione dei Dodici: "Questo atteggiamento di presunta superiorità morale della sinistra a farci comprendere la ragione della loro sempre più accentuata distanza dagli elettori"

TRENTO. "Atteggiamenti schizofrenici e integralisti, la sinistra è sempre più incredibile". Queste le parole di Alessandro Urzì. Il commissario di Fratelli d'Italia risponde a Giorgio Tonini, consigliere provinciale del Partito democratico. "Il Pd sbarra la strada alla nomina di un rappresentante del Patt? Gli autonomisti vanno bene solo quando sono sotto il loro cappello, altrimenti non li riconoscono".
Il nodo del contendere tra Fratelli d'Italia e il Partito democratico è il posto che verrebbe lasciato libero da Ugo Rossi, il quale ha annunciato la volontà di dimettersi. Il partito di Giorgia Meloni ha già dichiarato la volontà di sostenere un esponente del Patt, partito di cui era espressione l'ex presidente a inizio legislatura e prima del passaggio in Azione.
"Assumiamo questa posizione - le parole di Urzì - con la consapevolezza della responsabilità verso il Trentino e il dovere di rappresentanza di tutti gli interessi sociali e politici all’interno della strategica commissione dei Dodici. Da noi mai nessuna pregiudiziale, piuttosto ci si metta rapidamente al lavoro sui temi dell'autonomia" (Qui articolo).
Un altolà arrivato a stretto giro da parte di Tonini. "Nella Commissione dei Dodici Ugo Rossi non rappresenta il Patt ma le opposizioni. Nel caso si dovesse dimettere spetterebbe quindi alle opposizioni in Consiglio provinciale e non alla maggioranza indicare il suo successore" (Qui articolo). E qui si inserisce la nuova presa di posizione da parte di Fratelli d'Italia.
"Il consigliere provinciale Tonini scorda come non solo se lo fece andare bene ma addirittura lo scelse solo 4 anni fa, quando era Rossi. Non si comprende perché non debba più andare bene una medesima scelta autonomista sostituendo Rossi, passato con Calenda, con un altro autonomista. Sono proprio questi atteggiamenti schizofrenici e integralisti della sinistra a renderla sempre più incredibile. E' questo atteggiamento di presunta superiorità morale della sinistra a farci comprendere la ragione della loro sempre più accentuata distanza dagli elettori", prosegue Urzì. "Il Patt è ancora oggi una componente di minoranza politica, ha un approccio notoriamente critico, talvolta inutilmente, quasi per marcare il suo perimetro verso alcune componenti della maggioranza come Fratelli d'Italia ma ciò non ci esime dal riconoscergli, nonostante la profonda spaccatura all’interno del gruppo consiliare provinciale che ha portato a una scissione e ridimensionamento dell'area autonomista, una funzione di rappresentanza ideale di un sentimento autonomista che va rappresentato e autorevolmente impegnato sulle scelte future che riguarderanno l’autonomia".
D'altra parte si cercano nuovi equilibri, soprattutto dopo la svolta a destra del Patt e l'accordo, in particolare, con la Lega. "Noi non abbiamo paura di chi ancora fa fatica a confrontarsi con noi e a fare cadere tutte le proprie paure più ancestrali, il Pd invece vuole e pretende solo signorsì al suo fianco. Ribadiamo: queste impuntature della sinistra rischiano solo di allungare i tempi per la rapida attivazione della Commissione dei Dodici. Non crediamo che ciò sia quello che si attende il Trentino che vuole fatti, lavoro, impegno e risultati, quelli per cui intendiamo impegnarci", conclude Urzì.














