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| 30 giu 2022 | 12:47

“È facile fare il finocchio con il coso degli altri”, Arcigay: “Una frase che ci umilia”, bufera sul consigliere comunale Prati

Dopo la frase omofoba Arcigay del Trentino chiede alla sindaca di Riva del Garda di prendere le distanze da Prati: “Un consigliere della maggioranza rivana si prende gioco di noi e lo fa in un’aula in cui i suoi colleghi di maggioranza restano indifferenti, anzi, lo difendono”

di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. Sta sollevando molte polemiche la frase omofoba pronunciata dal consigliere comunale di Riva del Garda, Lorenzo Prati, che mentre si discuteva delle modifiche alla viabilità di Varone ha detto: “È facile fare il finocchio con il coso degli altri”.

 

Ovviamente in quel momento la cosa è stata fatta notare ma il presidente del Consiglio comunale, il leghista Salvatore Mamone, ha tentato goffamente (e in maniera contraddittoria) di difendere l’alleato di maggioranza sostenendo che in realtà avesse pronunciato “Pinocchio”, anziché “finocchio”. Ovviamente non ha convinto nessuno. 

 

“L’intervento del consigliere Prati è altamente omofobo – attacca Lucrezia Michelotti, vicepresidente di Arcigay del Trentino ed esponente di Futura – è figlio di quella cultura omobitransfobica che ci uccide, ci relega ai margini, ci rende capri espiatori per campagne elettorali, ci fa perdere il lavoro, ci toglie il diritto alla vita”.

Dal canto suo e nonostante sia stato ripreso il consigliere Prati, eletto con la civica “La Rocca” ma storicamente molto vicino agli ambienti della Destra rivana, ha detto di non volersi scusare, derubricando il tutto a una battuta.

 

“Questo – prosegue Michelotti – è ciò di cui si parla quando si dice che le istituzioni alimentano l’odio, così come l’hanno alimentato con Cloe Bianco continuando anche all’indomani della sua morte. Questa frase, detta con noncuranza, sbeffeggiando la convinzione di non doversi scusare calpesta e lede la comunità Lgbt+, ci umilia”.

 

Da qui la richiesta alla sindaca Cristina Santi di prendere posizione “perché atti così vergognosi e discriminatori non possono essere tollerati. Un consigliere della maggioranza rivana – conclude la vicepresidente di Arcigay – si prende gioco di noi e lo fa in un’aula in cui i suoi colleghi di maggioranza restano indifferenti, anzi, lo difendono”.

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